26/05/2026
👤𝗩𝗼𝗶𝗰𝗲𝘀 𝗼𝗳 𝗩𝗼𝗹𝘂𝗻𝘁𝗲𝗲𝗿𝘀
𝗩𝗲𝗿𝗲𝗻𝗮 𝘃𝗼𝗻 𝗔𝘂𝗳𝘀𝗰𝗵𝗻𝗮𝗶𝘁𝗲𝗿 𝘨𝘦𝘩𝘰̈𝘳𝘵 𝘻𝘶 𝘥𝘦𝘯 𝘎𝘳𝘶̈𝘯𝘥𝘶𝘯𝘨𝘴𝘮𝘪𝘵𝘨𝘭𝘪𝘦𝘥𝘦𝘳𝘯 𝘶𝘯𝘴𝘦𝘳𝘦𝘴 𝘝𝘦𝘳𝘦𝘪𝘯𝘴 𝘶𝘯𝘥 𝘦𝘯𝘨𝘢𝘨𝘪𝘦𝘳𝘵 𝘴𝘪𝘤𝘩 𝘮𝘪𝘵 𝘷𝘪𝘦𝘭 𝘌𝘪𝘯𝘴𝘢𝘵𝘻 𝘪𝘮 𝘕𝘢𝘤𝘩𝘵𝘲𝘶𝘢𝘳𝘵𝘪𝘦𝘳: Dormizil bedeutet für mich, ein Zuhause für Menschen auf der Straße zu schaffen. Es geht nicht nur ums Zuhören, sondern auch darum, miteinander zu lachen und sich gegenseitig so zu akzeptieren, wie man ist. Dormizil hilft, Ängste abzubauen und Vertrauen entstehen zu lassen. Manchmal ist diese Arbeit herausfordernd, anstrengend, traurig oder aussichtslos. Aber immer ist sie menschlich. Im Mittelpunkt steht für mich der Kontakt zu Menschen mit ganz unterschiedlichen Geschichten, Hoffnungen und Wünschen. Nicht immer kann ich ihnen zu einem besseren Leben verhelfen. Aber ich kann sie während meines Dienstes ein Stück auf ihrem Weg begleiten.
𝗥𝗶𝗰𝗰𝗮𝗿𝗱𝗼. Nachtdienst. Wir haben einen neuen Bewohner. Ich kenne ihn, weil er vorige Woche geklingelt und um einen Schlafsack gebeten hat, weil „seine Galerie“ nachts seit Kurzem abgesperrt wird und er sich neu orientieren musste. Körperlich schaffte er es nicht, sich einen anderen Schlafplatz in der Stadt zu suchen. Also hat er im Dormizil angefragt und wurde aufgenommen. Er kommt, unterschreibt wie alle anderen auch und geht sofort aufs Zimmer. „Hab schon gegessen“, ruft er noch. „Ich gehe schlafen.“ Gegen halb zehn mache ich die letzte Runde durchs Haus und klopfe auch an seine Tür. „Danke, dass du kommst und fragst, wie es mir geht. Das kenne ich gar nicht.“ Er zeigt mir seine Ukulele und erklärt, dass sie jetzt sein neuer „Publikumsmagnet“ sei. Er redet und redet. Ich schmunzle und wünsche ihm eine gute Nacht. Riccardo schläft angezogen in seinem Bett. Der Rucksack steht ganz nah daneben. Nach Schließung des Nachtquartiers ist er wahrscheinlich wieder auf der Straße. 🩷
𝗩𝗲𝗿𝗲𝗻𝗮 𝘃𝗼𝗻 𝗔𝘂𝗳𝘀𝗰𝗵𝗻𝗮𝗶𝘁𝗲𝗿 𝘧𝘢 𝘱𝘢𝘳𝘵𝘦 𝘥𝘦𝘪 𝘮𝘦𝘮𝘣𝘳𝘪 𝘧𝘰𝘯𝘥𝘢𝘵𝘰𝘳𝘪 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘯𝘰𝘴𝘵𝘳𝘢 𝘢𝘴𝘴𝘰𝘤𝘪𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘦 𝘴𝘪 𝘪𝘮𝘱𝘦𝘨𝘯𝘢 𝘤𝘰𝘯 𝘨𝘳𝘢𝘯𝘥𝘦 𝘥𝘦𝘥𝘪𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘯𝘦𝘭 𝘥𝘰𝘳𝘮𝘪𝘵𝘰𝘳𝘪𝘰 𝘯𝘰𝘵𝘵𝘶𝘳𝘯𝘰: Per me Dormizil significa creare una casa per le persone che vivono in strada. Non si tratta solo di ascoltare, ma anche di ridere insieme e di accettarsi reciprocamente così come si è. Dormizil aiuta a superare le paure e a far nascere fiducia. A volte questo lavoro è impegnativo, faticoso, triste o sembra senza speranza. Ma è sempre umano. Al centro c’è il contatto con persone che hanno storie, speranze e desideri molto diversi tra loro. Non sempre posso aiutarle a trovare una vita migliore. Ma durante il mio turno posso accompagnarle per un tratto del loro cammino.
𝗥𝗶𝗰𝗰𝗮𝗿𝗱𝗼. Turno di notte. Abbiamo un nuovo ospite. Lo conosco perché la settimana scorsa aveva suonato il campanello chiedendo un sacco a pelo: da poco, di notte, “la sua galleria” viene chiusa e lui ha dovuto cercare un’altra sistemazione. Fisicamente non riusciva più a trovare facilmente un altro posto dove dormire in città. Così ha chiesto ospitalità al Dormizil ed è stato accolto. Arriva, firma come tutti gli altri e va subito in camera. «Ho già mangiato», dice. «Vado a dormire.» Verso le nove e mezza faccio l’ultimo giro nella struttura e busso anche alla sua porta. «Grazie per essere venuto a chiedermi come sto. Non sono abituato a questo.» Mi mostra il suo ukulele e spiega che ormai è diventato il suo nuovo “magnete per il pubblico”. Parla e parla. Io sorrido e gli auguro la buonanotte. Riccardo dorme vestito nel suo letto. Lo zaino è appoggiato accanto a lui, molto vicino. Dopo la chiusura del dormitorio notturno probabilmente tornerà di nuovo in strada. 🩷