LUBo Libera Università Bologna

LUBo Libera Università Bologna ☑️ Assemblea tutti i giovedì alle 19.30 in auletta Giulio Regeni (Làbas - Vicolo Bolognetti 2)

☑️ Aula studio aperta sabato e domenica h 10-18

04/04/2019

📢💣INIZIAMO A FARCI SENTIRE!💣📢
La decisione di ricorrere allo strumento partecipativo dell'istruttoria pubblica per mettere fine al disagio abitativo, e per regolamentare le piattaforme come Airbnb e Booking, ha riscosso molta attenzione in città.

✋A breve inizierà la raccolta firme, e se sei interessata/o a partecipare alle assemblee del Laboratorio e a darci una mano, scrivici!

Nelle foto trovate l'articolo di Bologna - Il Resto del Carlino.

Ai link seguenti:
Radio Città Fujiko 103.1 fm
http://www.radiocittafujiko.it/news/bologna-casa-affitto-airbnb-referendum-esproprio-istruttoria

Zic.it - Zeroincondotta https://www.zic.it/disagio-abitativo-parte-la-richiesta-di-unistruttoria-pubblica/

Gazzetta di Bologna
https://www.gazzettadibologna.it/cronaca/emergenza-case-a-bologna-pensare-urbano-chiede-una-discussione-pubblica/

UN'ISTRUTTORIA PUBBLICA PER IL DIRITTO ALLA CITTÀ!Stamattina Pensare Urbano ha lanciato un'istruttoria sul disagio abita...
02/04/2019

UN'ISTRUTTORIA PUBBLICA PER IL DIRITTO ALLA CITTÀ!
Stamattina Pensare Urbano ha lanciato un'istruttoria sul disagio abitativo a Bologna, perché non possiamo più aspettare che qualcuno risolva la situazione con rimedi tampone, o che altri speculino sul futuro della città! Ci sono due mesi di tempo per raccogliere le firme, avanti tutta!

11/03/2019

11 marzo 1977. Bologna.
Quarantadue anni fa in via Mascarella Pier Francesco Lorusso, studente di Medicina e militante di Lotta Continua, veniva ucciso dai colpi di pi***la di un carabiniere

20/02/2019

https://www.facebook.com/events/2292442981033835/?ti=icl

VENERDÌ 22 FEBBRAIO h12:00 PICHAT 6!
Se volete attivarvi, risolvere o informarvi su ciò che si può fare in città riguardo l'emergenza abitativa, la turistificazione del centro storico e la regolamentazione degli affitti brevi, venite alla presentazione pubblica di Pensare urbano, il nuovo laboratorio per il diritto alla città di Bologna!
Sarà presente in collegamento anche Murray Cox, fondatore di Inside Airbnb!

Think Urban! - Ripensare la città

A Bologna abbiamo deciso di Pensare Urbano.
Abbiamo deciso di non rimanere a guardare lo spettacolo scintillante messo in piedi da quei pochi che guardano alla città come spazio di profitto, piuttosto che come luogo della condivisione, dell’incontro e di realizzazione collettiva.
Abbiamo deciso che quei milioni di turisti che ogni anno contemplano con ammirazione Piazza Maggiore, la Fontana del Nettuno, le Due Torri, e le tante ricchezze artistiche, culturali e sociali di questa città, non sono nostri nemici, ma potenziali alleati per ricercare un’esperienza turistica diversa da quella attuale, un’esperienza che dia l’occasione di sviluppare nuove conoscenze e nuovi scambi, senza sottostare alle regole decise da chi desidera espellere soggettività scomode e non allineate.
Abbiamo deciso che la drammatica emergenza abitativa non può essere affrontata puntando il dito contro studenti e lavoratori fuorisede, i quali hanno come unica colpa quella di provare a fuggire dalla precarietà e dall'instabilità di un futuro sempre più incerto.
Abbiamo deciso di volgere lo sguardo ai veri responsabili, a quelle multinazionali nascoste dietro l’invitante retorica di piattaforme come Airbnb e Booking, che registrano enormi guadagni e respingono l’idea di una regolamentazione che metta fine alla speculazione immobiliare e alla grande evasione.
Abbiamo deciso che lo sviluppo di una città deve tener conto delle necessità e dei bisogni di chi la abita, e che gli strumenti tramite i quali si pianificano le trasformazioni debbano poter essere alla portata di tutti, e non di speculatori e grandi investitori.
Insomma, abbiamo deciso di non arrenderci al deserto intorno a noi, e di costruire legami e alleanze più forti, partendo dal modo in cui abbiamo esperienza delle relazioni urbane e dei modi in cui pensiamo e immaginiamo la città, individuando le contraddizioni, le fratture e i nervi scoperti di un discorso apparentemente inconfubatile.

Nasce Pensare Urbano, il Laboratorio sul Diritto alla Città, e intendiamo aprire i nostri luoghi di discussione a chiunque abbia a cuore il futuro degli spazi urbani, consapevoli che non potrà esservi nessun cambiamento senza una presa di coscienza collettiva.

Il 22 febbraio vogliamo chiamare a raccolta la città, per decidere assieme i nostri prossimi passi, e nel farlo intendiamo avvalerci dei contributi di accademici, esperti, forze sociali e politiche che in Italia e in Europa hanno deciso di muoversi nella direzione opposta a quella indicata dal mercato e dalle sue indiscutibili regole.

19/02/2019

*UNIBO CENSURA LA NOSTRA INIZIATIVA SU PINKWASHING ISRAELIANO E COMUNITA' LGBTQIA+ NEL MONDO ARABO*

CI VEDIAMO TUTTE E TUTTI DOMANI 20 FEBBRAIO ALLE 17.30 ALL'INGRESSO DI VIA ZAMBONI 38

A due giorni dalla nostra iniziativa NO to Pinkwashing prevista per il 20 Febbraio e chiamata per parlare in Università di un tema riconosciuto e studiato accademicamente, il prorettore vicario ha ben pensato di contattare personalmente una dei membri di UCAI per negare l'aula benché richiesta con le giuste tempistiche e modalità burocratiche.

La motivazione addotta è l'assenza di un contraddittorio a nome di Israele, la necessità di UNIBO di proteggere la comunità ebraica di Bologna che dovrebbe sentirsi minacciata dalla nostra conferenza e la necessità di disporre in università di particolari misure straordinarie di sicurezza per l'evento.

Il prorettore si è dimostrato particolarmente irritato dalla presenza nel nome del nostro coordinamento della parola apartheid in relazione alla questione palestinese.

Inoltre ha aggiunto che un'eventuale autorizzazione alla nostra iniziativa avrebbe creato un precedente per permettere a gruppi di estrema destra la possibilità di organizzare eventi a sfondo razzista e xenofobo.

È risibile che il prorettore senta l'urgenza di negarci l'aula per proteggere la comunità ebraica cittadina quando il nostro percorso è dichiaratamente antisionista e assolutamente non antisemita. Noi comprendiamo la differenza fra antisemitismo e antisionismo e ci stupiamo che il prorettore e l'Università di Bologna non riescano o non vogliano riconoscerla.

Come UCAI abbiamo sempre lavorato per evidenziare gli strumenti della macchina dell'oppressione sionista fra cui i mezzi di propaganda che normalizzano e legittimano Israele, come il Pinkwashing.

Il Pinkwashing è una pratica politica messa in atto in primis da Israele per lavarsi la coscienza e cercare di nascondere l'apartheid che pratica sistematicamente contro la Palestina mostrandosi invece campione dei diritti lgbtqia+. Questa pratica è stata mutuata anche dalle grandi aziende che, per nascondere lo sfruttamento dei propri lavoratori, finanziando campagne gay friendly e Pride in giro per il mondo.

Il prorettore richiede una controparte, noi rifiutiamo di includere la narrazione dell'oppressore nelle nostre iniziative.

Nonostante UNIBO cerchi di mantenere la farsa di un'equidistanza e neutralità nel "conflitto" sappiamo bene che l'Almamater ha già preso una posizione e lo dimostra puntualmente negandoci la possibilità di prendere parola in Università: ben due volte sono stati negati gli spazi alle studentesse e agli studenti che volevano parlare di Palestina, in entrambe adducendo motivazioni tutt’altro che irreprensibili.

Contemporaneamente UNIBO tesse complici relazioni accademiche con università israeliane: sono stati stipulati e sono tuttora in vigore ben sette accordi con atenei in Israele; come UCAI abbiamo già denunciato le contraddizioni sollevate da tali relazioni e chiamato al boicottaggio accademico.

Tra gli accordi citiamo il progetto “Castle” tra UNIBO e Israel Aerospace Industries (che sviluppa anche i bulldozer Caterpillar D9 con i quali le IDF distruggono le case dei Palestinesi) finanziato con i fondi europei di Horizon 2020.

A riprova della vocazione guerrafondaia di UNIBO ricordiamo l’incontro internazionale sul ruolo della NATO tenutosi a Forlì lo scorso ottobre, dove ancora una volta si è rafforzato il binomio Università e guerra.

Troviamo gravissimo il parallelismo fra il nostro collettivo - che vuole parlare agli studenti delle condizioni di apartheid che subisce il popolo palestinese - e le organizzazioni di estrema destra. La lotta per l'autodeterminazione e la liberazione dei popoli non può essere tacciata di razzismo, sono le politiche e le pratiche di Israele ad essere profondamente razziste.

È inaccettabile che in un luogo di sapere libero come dovrebbe essere l'Università siano censurate esplicitamente le voci del popolo palestinese oppresso dai crimini di Israele.

Se UNIBO ci nega gli spazi, noi ce li prendiamo!
Ci vediamo tutte e tutti domani 20 febbraio alle 17.30 all’ingresso di Via Zamboni 38!

Il percorso in università continua e non si fermerà. Oggi non esistono saperi neutrali e schierarsi è necessario. Questa...
08/02/2019

Il percorso in università continua e non si fermerà. Oggi non esistono saperi neutrali e schierarsi è necessario. Questa sera ci saremo!

ASSEMBLEA DEI SAPERI NAVIGANTI
Questa sera ore 19 Aula 6, Via Zamboni 38

Dal 16 novembre 2018 è nata in Università una realtà che, a partire dal sostegno al progetto Mediterranea Saving Humans, sta costruendo uno spazio di conflittualità con le politiche di morte, povertà e patriarcato portate avanti dal Governo Italiano: Saperi Naviganti.
I Saperi Naviganti sono quelle conoscenze che apprendiamo all’università, che rielaboriamo e rimettiamo in circolo. I Saperi Naviganti sono ciò che in questa fase della vita ci circonda, quei saperi che studiamo, ripetiamo, su cui riflettiamo, con cui ci confrontiamo. Sono Saperi Naviganti le conoscenze, le capacità relazionali e professionali che acquisiamo, la praticità con cui ci muoviamo in questo mondo e che, anche in un futuro prossimo, costituiranno le basi per le nostre attività, il lavoro, la cooperazione, le scelte. Sono Saperi Naviganti quelli con cui viaggiamo per andare in erasmus, per emigrare, per tornare alle radici dei nostri percorsi e per migliorare le condizioni di vita.

Vista l’importanza dei saperi naviganti per noi e per il mondo, come possono questi rimanere per sempre neutrali di fronte alla barbarie che avanza? Noi non continueremo a studiare nella neutralità, non lavoreremo nella neutralità, non coopereremo nella neutralità. Abbiamo il potere di ribaltare la situazione e per questo abbiamo iniziato a farlo. Sarà un percorso lungo e tortuoso, una rotta non facile tra le increspature del mare. Questa strada la stiamo già facendo e continueremo a farla insieme!

Iniziamo allora invitandovi alla costruzione di 3 giorni di Saperi Naviganti in università il 28 febbraio 1-2 marzo in cui porteremo varie domande all’attenzione della comunità accademica e cittadina: Cosa possono fare i saperi di fronte alle politiche attuali? Quali sono i nodi di intersezione tra i movimenti migratori e le lotte femministe? Come si organizza uno sciopero dei saperi l’8 marzo?

Parteciperanno studenti e studentesse, docenti, ricercatori e ricercatrici dell’Unibo e, grazie ad ognun* di noi, il percorso sta crescendo ogni giorno che passa. Oggi bisogna scegliere da che parte stare: convinciti e convinci a stare dalla parte giusta!

Qui il link all’evento facebook: https://www.facebook.com/events/236886120421753/

Indirizzo

Vicolo Bolognetti 2
Bologna
40125

Sito Web

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