Ducato Estense

Ducato Estense Progetto culturale promosso, finanziato e coordinato dal MiC per valorizzare il patrimonio estense

Ducato Estense verrà presentato al grande pubblico con uno stand dedicato, dal 4 al 6 febbraio al BIT Borsa Internaziona...
01/02/2024

Ducato Estense verrà presentato al grande pubblico con uno stand dedicato, dal 4 al 6 febbraio al BIT Borsa Internazionale del Turismo di Milano, presso il Centro Congressi Allianz MiCo (Pad 3 stand C104).

In particolare, lunedì 5 alle ore 11 presso sala Brown (Livello 2 MICO) avrà luogo l'incontro dedicato alla stampa con i rappresentanti del Ministero della Cultura e dei comuni compresi nel circuito turistico-culturale, promotori del brand.

La Rocca di Novellara, detta anche dei Gonzaga per essere stata a lungo legata alla famiglia nobiliare mantovana, entra ...
22/09/2023

La Rocca di Novellara, detta anche dei Gonzaga per essere stata a lungo legata alla famiglia nobiliare mantovana, entra nel patrimonio estense solo nel primo Settecento. A partire dall'originario nucleo difensivo, attestato agli inizi dell'XI secolo, la famiglia Gonzaga tra Tre e Quattrocento amplia il complesso militare trasformandolo gradualmente in una dimora signorile.

L'edificio castellano, costruito tra la fine del XIV secolo e la seconda metà del secolo successivo, è caratterizzato da un ampio cortile interno, circondato da corpi di fabbrica con torri sporgenti agli angoli.

Nel Cinquecento, vennero apportate importanti trasformazioni come gli appartamenti signorili al piano terra e il porticato con arcate sul fronte interno del corpo settentrionale. La massiccia torre-porta del "campanone" è particolarmente interessante: si tratta infatti di struttura a due volute dotata di orologio e cella campanaria a pianta ottagonale posta sopra un torricino. Oggi, la Rocca ospita gli Uffici del Comune e importanti servizi culturali: la Biblioteca, il Museo, l'Archivio storico e il Teatro.

Sono disponibili visite guidate (info www.reggioemiliawelcome.it) per permettere al pubblico di scoprire questo affascinante luogo storico.

E tu, sei pronto a conoscere i tesori di questa incredibile Rocca?
Corri a visitarla e iscriviti alla newsletter www.ducatoestense.com

Leonello d'Este (1407-1450), anche se figlio illegittimo di Niccolò III e Stella dei Tolomei dell'Assassino, venne cresc...
06/09/2023

Leonello d'Este (1407-1450), anche se figlio illegittimo di Niccolò III e Stella dei Tolomei dell'Assassino, venne cresciuto alla corte ricevendo un'educazione nobiliare. Dopo la morte del fratello maggiore, giustiziato per decapitazione per volontà del padre, Leonello fu considerato il probabile successore alla signoria e, alla morte improvvisa del padre nel 1441, salì al potere.

Sposò Margherita Gonzaga nel 1435, con la quale nacque un grande amore, ma la prematura morte di Margherita interruppe la loro felicità.
Leonello, fervente sostenitore della pace, si distinse per il suo impegno culturale (presso la sua corte passarono artisti come Pisanello, Jacopo Bellini, Andrea Mantegna, Roger Van der Weiden) sociale ed economico con grande beneficio dei propri sudditi, ed in fine politico a favore di Ferrara e del territorio degli Estensi.

Grazie a lui, l'Università di Ferrara fu riaperta, attraendo nuovi professori e studenti stranieri provenienti da diverse parti d'Europa. Il suo Studio, dedicato alle attività culturali, divenne uno dei più importanti d'Italia durante il suo governo.

Infine, sotto l'impegno di Leonello, la biblioteca estense si affermò come una delle più importanti d'Italia per la quantità e l'esclusività dei suoi codici, che spaziavano da autori come Petrarca a Boccaccio.

Continua a seguirci: il tuo viaggio nella storia inizia con noi!

Il primo impianto della Rocca di Cento fu realizzato nel 1378 quando il Comune di Bologna, volendo esercitare il proprio...
26/07/2023

Il primo impianto della Rocca di Cento fu realizzato nel 1378 quando il Comune di Bologna, volendo esercitare il proprio controllo sulla zona di confine con il Ferrarese, ne commissionò la costruzione all’ingegnere e architetto Lorenzo da Bagnomarino affiancato da Antonio di Vincenzo, futuro artefice della Basilica di San Petronio a Bologna.

Nel corso del secolo successivo, il cardinale Filippo Calandrini, che guidò la diocesi di Bologna dal 1458 al 1465, decise di effettuarne una completa ricostruzione. Successivamente, Giuliano della Rovere, che divenne papa con il nome di Giulio II, promosse la costruzione di un nuovo corpo di fabbrica riccamente decorato.

Solo nel 1502, a seguito del matrimonio tra Alfonso I d’Este e Lucrezia Borgia, la rocca e il territorio di Cento furono assegnati in dote ai signori di Ferrara dal papa Alessandro VI. Sembra che questi ultimi non diedero particolare importanza alla fortezza, che poi tornò sotto il controllo pontificio nel 1598 a causa della devoluzione.

Ercole I, figlio di Niccolò III e fratello di Leonello e Borso, è stato uno dei regnanti più longevi di Casa d’Este, gra...
12/07/2023

Ercole I, figlio di Niccolò III e fratello di Leonello e Borso, è stato uno dei regnanti più longevi di Casa d’Este, grazie soprattutto alle sue spiccate doti diplomatiche e all’avversione alla guerra a causa della ferita subita da giovane in battaglia che lo rese zoppo e la bruciante sconfitta con Venezia, l’unica guerra in cui fu coinvolto come Duca.

Passata l’infanzia a Napoli con il fratello Sigismondo presso la corte Aragonese, Ercole fu coinvolto in un importante cambiamento politico, quando fu costretto da Borso a passare al servizio di Giovanni d'Angiò, il Duca di Calabria che cercava di conquistare il trono di Napoli, contro il Re aragonese che lo aveva accolto in precedenza. Questo tradimento causò anni di tensioni diplomatiche con Napoli che si risolsero grazie ad un intenso lavoro di ambascerie, fino ad arrivare a una nuova alleanza Aragonese-Estense, confermata nel 1472 con il matrimonio tra Ercole ed Eleonora d’Aragona.
Queste non furono le uniche difficoltà politiche che dovette affrontare Ercole che ebbe a che fare con congiure di palazzo come quella dei Pio a cui non prese parte restando fedele a Borso, sia da problemi interni di successione, come con Niccolò, figlio di Leonoello e pretendente al titolo di Duca.
Ma ciò che connoterà per sempre l’operato del governo di Ercole I è la cosiddetta “Addizione”.
La volontà da parte del Duca di ampliare la città e di edificare la “Terra Nuova”, fu un audace e innovativo progetto realizzato grazie ad un nutrito gruppo di architetti e progettisti che, al fianco di Ercole, seppero immaginare e plasmare la città. Tra loro spicca Biagio Rossetti, che in sinergia con altre figure tra cui Battista e Antonio Maria di Rainaldo, Bartolomeo Tristano e Antenore da Bondeno, in una decina d’anni diede vita a ben 20 cantieri civili e 12 religiosi. Il coordinamento e la supervisione di queste fabbriche fu affidato all’Ufficio delle Fabbriche e delle Munizioni Ducali, il cui responsabile era appunto Biagio Rossetti.
Durante questo lungo periodo di pace, l’impianto urbano di Ferrara cambiò radicalmente raddoppiando il proprio territorio e allo stesso tempo, sviluppando anche le arti e la cultura, in particolare il teatro e la musica, che divennero delle vere e proprie passioni per Ercole I.

Il Duca Ercole visse con grande fervore religioso gli ultimi anni della sua vita e si impegnò molto nelle costruzioni religiose, sia nella fondazione di nuovi edifici, sia nel restauro o nella ricostruzione di chiese o monasteri già esistenti.

Edificato agli inizi del XIII secolo come presidio difensivo del Comune di Modena per arginare le incursioni delle trupp...
21/06/2023

Edificato agli inizi del XIII secolo come presidio difensivo del Comune di Modena per arginare le incursioni delle truppe reggiane, il castello, il cui nucleo più antico coincide con la rocchetta, una struttura fortificata che racchiudeva l’area dell’antico villaggio, passa nei secoli seguenti prima nelle mani della famiglia Adelardi, nominati dagli Este custodi del castello, poi in quelle di Bernabò Visconti per tornare poi di nuovo sotto gli Este che lo cedono in feudo a Azzo da Castello.

Morto Azzo, il castello è occupato da Marco Pio che verrà ufficialmente riconosciuto da Nicolò III d’Este quale feudatario di Formigine. Dal 1648 il complesso viene ceduto al marchese Mario Calcagnini.

La dominazione dei Pio protrattasi fino al chiudersi del Cinquecento, coincise con radicali interventi architettonici che conferirono al complesso l'aspetto attuale. Il luogo su cui sorgeva l'antico abitato venne gradualmente convertito nel giardino del signore mentre la chiesa di San Bartolomeo diventò la ca****la del castello; il sito della rocchetta venne allora ulteriormente fortificato, perfezionando le strutture dei varchi d'accesso e erigendo la torre maggiore (torre dell'orologio) che fu destinata da quel momento ad ospitare le funzioni di governo; a nord venne edificato il palazzo signorile serrato da una torre nel vertice settentrionale e collegato al nucleo fortificato tramite un corpo di guardia.

A partire dal 2007 grazie alle installazioni multimediali firmate da Studio Azzurro, gruppo di ricerca artistica di rilievo internazionale, il Castello si è trasformato in un museo storico-archeologico capace di informare divertendo, creando un filo diretto tra la ricerca scientifica e i gusti e le curiosità della gente. Non perderti uno dei tesori del Ducato Estense, visita il Castello di Formigine e la sua narrazione multimediale firmata: Studio Azzurro 💫

Raffinata mecenate e abile diplomatica: viene così ricordata Isabella d’Este, figlia primogenita del Duca Ercole I. Graz...
07/06/2023

Raffinata mecenate e abile diplomatica: viene così ricordata Isabella d’Este, figlia primogenita del Duca Ercole I.
Grazie alla sua vasta preparazione culturale, alle sue capacità politiche e alla sua profonda sensibilità verso le arti, Isabella D’Este è famosa per essere stata una delle donne più influenti del Rinascimento. Sposata con Francesco II Gonzaga, dal quale ebbe sei figli, è grazie alle sue trame diplomatiche che il Marchesato di Mantova venne elevato dall’Imperatore Carlo V a Ducato. Questo fu possibile grazie alle strette relazioni con le personalità più influenti dell’epoca che la nobile Isabella mantenne per tutta la sua vita e ne sono testimonianza le 15.500 lettere che costituiscono il suo epistolario.

Fu inoltre la prima donna ad avere uno Studiolo, uno spazio privato per i propri interessi artistici dove custodiva le opere più brillanti degli artisti dell’epoca quali Mantegna, Costa e Perugino. Esaurito lo spazio dello Studiolo, fece costruire la Grotta, un ambiente sottostante lo Studiolo che ospitava una ricca collezioni di marmi, sculture e antichità greche, gemme, monete, opere di intarsio, bassorilievi, vasi e cammei.

Tra i vari artisti del tempo, Isabella ebbe l’occasione di incontrare anche Leonardo da Vinci. In questa circostanza Leonardo eseguì due schizzi del ritratto di Isabella di cui uno è conservato ora al Musèe du Louvre a Parigi. Con insistenza Isabella cercò di convincere Leonardo a proseguire il disegno su cartone, compiendo il dipinto, ma gli impegni del pittore non permisero di accondiscendere alla richiesta della Marchesa.

Tiziano, Ritratto di Isabella d’Este, 1534-36 ca – Pubblico dominio

Il Castello si presenta come una fiabesca architettura fortificata nel pittoresco borgo di Levizzano Rangone, immerso ne...
24/05/2023

Il Castello si presenta come una fiabesca architettura fortificata nel pittoresco borgo di Levizzano Rangone, immerso nelle colline del Lambrusco Grasparossa.

L'attuale configurazione però, è il risultato di una serie trasformazioni plurisecolari avviate dai suoi diversi proprietari, tra cui spiccarono i Canossa, i Levizzani e i Rangone, questi ultimi feudatari di Castelvetro dal 1330 e riconfermati in seguito da Borso d’Este.

Costruito inizialmente come punto di osservazione del territorio, è costituito da una cintura muraria che abbraccia la sommità di una collina, al centro della quale svetta la Torre Matildica. Nei secoli, il complesso assunse più la funzione di luogo di residenza del signore e di rifugio della popolazione, tanto è vero che testimonianze scritte del XII secolo rimandano alla presenza di un borgo oltre che di un castello.

Colpito da un violento terremoto all’inizio del Cinquecento, il castello fu ampiamente ricostruito e nel 1564 sappiamo che vi fu ospitato Torquato Tasso. Sempre durante il Cinquecento le cosiddette “Stanze del Vescovo”, situate al piano terra del palazzo signorile vennero affrescate con motivi figurativi di carattere araldico, allegorico, cavalleresco. Nella zona meridionale del complesso si trova la ca****la dei Santi Adalberto e Antonino.

Curioso? Organizza subito la tua visita presso questo luogo d’incanto e di storia! ✏️

Tra riqualificazioni e restauri, al via il Progetto “Ducato Estense”.Giovedì 11 Maggio saremo al Salone Internazionale d...
10/05/2023

Tra riqualificazioni e restauri, al via il Progetto “Ducato Estense”.

Giovedì 11 Maggio saremo al Salone Internazionale dei Beni Culturali e Ambientali RESTAURO a Ferrara, dove terremo un convegno a cura del Segretariato regionale del MiC per l’Emilia-Romagna (SR-ERO) in collaborazione con il Segretariato regionale del MiC per la Toscana (SR-TOS).

Siamo lieti di accompagnarvi con i nostri interventi, alla scoperta del progetto Ducato Estense, promosso, finanziato e coordinato dal MiC in accordo con gli enti locali dei territori coinvolti, per la valorizzazione del territorio compreso tra Emilia–Romagna e Garfagnana.

📍 Ferrara Fiere
🗓️ 10/12 Maggio 2023

Costruito tra il XIV e il XVI secolo, tra la medievale piazza Re Astolfo e la spettacolare piazza dei Martiri, una delle...
20/04/2023

Costruito tra il XIV e il XVI secolo, tra la medievale piazza Re Astolfo e la spettacolare piazza dei Martiri, una delle più grandi d’Italia, delimitata da un porticato lungo 200 metri, con 52 arcate adornate da capitelli, il castello rappresenta in tutta la sua magnificenza il potere della famiglia dei Pio.

Benché i corpi edificati sembrino distanti nell’aspetto, è proprio nell’eterogeneità delle architetture che si trova l’equilibrio caratterizzante dell’opera.
Tra alte torri, rocche e imponenti facciate, fu Alberto III Pio, l’ultimo principe di Carpi, a trasformare il castello in residenza rinascimentale.
Nel 1525 termina il dominio dei Pio su Carpi ed inizia quello degli Estensi a cui si deve la costruzione della torre dell’orologio.
Oggi è possibile tornare indietro nel tempo e visitare le varie sale affrescate, i cortili e le esposizioni che qui vengono ospitate.

La leggenda vuole che nella torre del Passerino, una delle più significative della struttura assieme al torrione degli Spagnoli e all’Uccelliera, abitasse una bellissima dama, sposa del governatore della città che, còlto da f***e gelosia, la spinse nel vuoto.
Si dice che il fantasma della Dama Bianca si aggiri ancora in quei luoghi, mostrandosi ai discendenti della famiglia Pio per presagire gli avvenimenti del futuro.

E tu sei abbastanza coraggioso da scoprire questi luoghi?

Riflessa nelle acque del fiume Panaro e circondata dal verde modenese, la rocca di Vignola fu edificata in un punto alta...
06/04/2023

Riflessa nelle acque del fiume Panaro e circondata dal verde modenese, la rocca di Vignola fu edificata in un punto altamente strategico per la difesa dei territori estensi.
La data di costruzione della rocca si perde nel tempo ma si suppone che risalga alla fine della dinastia carolingia e che sia stata eretta a scopo difensivo contro i barbari.

È solo dall’inizio del XV secolo che il feudo di Vignola viene trasformato in una dimora signorile anche se di impianto fortemente militare, in seguito alla concessione del feudo al potente e fidato amico Uguccione Contrari da parte di Nicolò III d’Este.

Grazie a questa trasformazione, le pareti e i soffitti si riempiono di splendidi cicli di affreschi, le porte si aprono a numerosi eventi, e personaggi della nobiltà iniziano a frequentare questa piccola ma importante corte.

Le architetture e le pitture che decorano le varie sale sono ad oggi alcune delle opere meglio conservate del primo Quattrocento padano, nonché fervida testimonianza del clima culturale del tempo.
Continua a seguirci per saperne di più!

La Delizia del Verginese è una tra le tante residenze estensi riconosciute oggi come Patrimonio UNESCO.E’ negli anni 30’...
22/03/2023

La Delizia del Verginese è una tra le tante residenze estensi riconosciute oggi come Patrimonio UNESCO.

E’ negli anni 30’ del Cinquecento che la Delizia entra nella disponibilità del Duca Alfonso d’Este che la dona al figlio Ercole II. Passerà poi solo un anno perché Alfonso ne torni in possesso e ne faccia dono all’amante Laura Dianti e ai suoi due figli. La Delizia ferrarese raggiunge così in questi anni il suo massimo splendore passando nell’atto di donazione da “casamento” a “palazzo”.

Ancora oggi possiamo ammirare la struttura rettangolare a due piani, comprensiva di quattro torri merlate che delimitano le estremità dell’edificio.
All’esterno, un antico portico settecentesco unisce la Delizia alla ca****la privata e, sul lato posteriore, lo splendido giardino rinascimentale fa da cornice alla villa assieme alla torre colombaia che, oltre ad essere un rifugio per i colombi viaggiatori, aveva in passato la funzione di torre per l’avvistamento dei nemici.
Vicino al castello un vecchio essiccatoio è stato trasformato nella “Vineria del Sapere”, luogo destinato ad ospitare mostre, incontri e iniziative culturali.

Rimani con noi per scoprire tutti i tesori del Ducato!

Indirizzo

Strada Maggiore, 80
Bologna
40125

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 17:00
Martedì 09:00 - 17:00
Mercoledì 09:00 - 17:00
Giovedì 09:00 - 17:00
Venerdì 09:00 - 17:00

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