Fronte della Gioventù Comunista Bologna

Fronte della Gioventù Comunista Bologna Chi lotta può perdere, chi non lotta ha già perso. Unisciti alla gioventù comunista: https://bit.ly/37C3amp

GIU’ LE MANI DALLA BERCO!Ieri eravamo di nuovo al fianco dei lavoratori e delle lavoratrici della Berco di Copparo (FE)....
01/03/2025

GIU’ LE MANI DALLA BERCO!

Ieri eravamo di nuovo al fianco dei lavoratori e delle lavoratrici della Berco di Copparo (FE). Dopo mesi in cui i padroni della fabbrica hanno avviato procedure di licenziamento per più di 400 persone, i lavoratori hanno risposto incrociando nuovamente le braccia per difendere ogni singolo posto di lavoro.
I padroni vorrebbero scaricare sulla nostra classe i costi di questa crisi, piangendo finte lacrime mentre i loro profitti crescono.

Sappiamo bene che dietro la parola “ristrutturazione” si cela la volontà di spostare la produzione altrove e licenziare centinaia di persone. Il tutto nella piena complicità del governo Meloni, che si conferma il più fido alleato della classe padronale, mentre ci getta sempre più nel rischio di una guerra imperialista generalizzata.

La nostra risposta dev’essere netta. In questo paese serve riaccendere il fuoco della lotta di classe, unire le vertenze e organizzare una grande risposta a questo sistema produttivo e sociale, che per sopravvivere deve generare sistematicamente sfruttamento, miseria e guerra.

I comunisti sanno da che parte stare: resistere un minuto in più dei nostri nemici! Far pagare la crisi ai padroni!

23/01/2025

Il 21 gennaio 1921 nasceva nel solco della rivoluzione d'Ottobre il Partito Comunista d'Italia.
Oggi, a più di 100 anni da quello straordinario evento, rivendichiamo l'attualità della costruzione di un partito che sappia rispondere alle politiche di guerra e massacro sociale con una vera opposizione di classe.
Prendendo le distanze da qualsiasi sterile nostalgia, rivendichiamo la necessità di riallacciare il filo rosso con la storia di chi ha cercato di cambiare le sorti dell'umanità con organizzazione e idee rivoluzionarie per prendere coscienza sui nostri compiti odierni: ricostruire una forza comunista in Italia in linea con i nostri tempi.
Consapevoli della necessità di rimboccarsi le maniche e aprire un confronto collettivo sul partito che serve oggi, sabato 25 gennaio alle 15,30 alla casa di quartiere Katia Bertasi in via Fioravanti 18/3 terremo un'iniziativa pubblica di discussione sul tema.

20/12/2024

🔴 60 CFU, graduatorie per l'insegnamento, precariato nell'istruzione e nell'università

Con ricercatori e precari di scuola e di università abbiamo tracciato il profilo di un sistema in cui, per accedere all’insegnamento, bisogna ormai poter pagare piuttosto che educare.

Le nostre università, sempre più appiattite sui bisogni delle aziende, contribuiscono per mancanza di fondi a queste dinamiche, e addirittura si piegano a collaborazioni con industrie belliche e genocide. Ringraziamo Alessandro Oro, Riccardo Mescoli e Filippo Capponi Brunetti per i loro interventi.

L’unico strumento per opporci a queste tendenze, lo sappiamo, è l’organizzazione e la lotta di studenti e lavoratori.

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27/11/2024

Al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori SICOBAS della GXO, che da 3 giorni e 2 notti scioperano per contratti degni e migliori condizioni di lavoro. In un contesto di repressione generalizzata degli scioperi che investe soprattutto settori strategici come quelli della logistica, il nostro posto è qui! Dai cancelli dei magazzini alle nostre università difendiamo i diritti con la lotta!
VERSO LO SCIOPERO GENERALE!

LIBERTÀ PER KHALED EL QAISI. APPELLO PER SETTIMANA DI MOBILITAZIONE DAL 25 SETTEMBRE AL 1° OTTOBRE. MANIFESTAZIONE NAZIO...
26/09/2023

LIBERTÀ PER KHALED EL QAISI. APPELLO PER SETTIMANA DI MOBILITAZIONE DAL 25 SETTEMBRE AL 1° OTTOBRE. MANIFESTAZIONE NAZIONALE IL 28 SETTEMBRE NELLE UNIVERSITÀ.
La vicenda della detenzione dello studente italo-palestinese Khaled El Qaisi da parte delle forze di sicurezza israeliane ha conosciuto uno sviluppo che ci impone di agire subito.

L’ultima udienza del 21 settembre ha prorogato la detenzione di Khaled al 1° ottobre, stabilendo che a decorrere da questa data dovrà essere formulata un’accusa entro tre giorni. Se le prove non saranno sufficienti a formulare un’accusa, la giurisdizione israeliana prevede la possibilità di una detenzione amministrativa prorogabile ogni sei mesi, senza necessità di alcuna accusa.

La famiglia di Khaled continua a trovarsi davanti il muro di gomma di istituzioni, media e governo italiano. Quello che è a tutti gli effetti un caso di rilevanza nazionale viene tenuto volontariamente in sordina. Dopo un mese, è tristemente chiaro a tutti che il governo italiano è disposto ad abbandonare un suo cittadino pur di non compromettere i suoi rapporti politici e diplomatici con Israele. All’opinione pubblica italiana continua a essere nascosto il fatto che uno studente italiano di 28 anni si trova detenuto senza accuse, in regime di isolamento, subendo quotidianamente interrogatori in assenza del suo avvocato con metodi che a tutti gli effetti sono qualificabili come tortura, e con modalità che negano tutti i diritti fondamentali garantiti in Italia e a livello internazionale.

Tutto questo, nel silenzio delle istituzioni di quello che dovrebbe essere il suo Paese. Tra meno di dieci giorni, Khaled potrebbe ritrovarsi spedito nel baratro della detenzione amministrativa (in cui si trovano 1200 prigionieri palestinesi), o accusato con prove che sarebbero considerate nulle in un normale Stato di diritto. Per questo, è di vitale importanza esercitare tutte le pressioni possibili già durante la prossima settimana, con il massimo sforzo nell’attività di agitazione e mobilitazione all’interno di università, scuole, quartieri, con la società civile.

Spetta a noi imporre la questione della liberazione di Khaled all’opinione pubblica italiana e internazionale, chiedere che il mondo accademico e le università prendano posizione, esigere dal governo italiano il massimo sforzo per riportare Khaled in Italia. Lanciamo un appello, a tutte le forze progressiste e democratiche del mondo accademico, universitario, studentesco e alla società in generale, affinché la prossima settimana (25 settembre – 1° ottobre) diventi una settimana nazionale di agitazione e mobilitazione per la liberazione di Khaled, in vista della futura udienza. Proponiamo la giornata comune di giovedì 28 settembre per realizzare azioni, presidi, manifestazioni pubbliche all’interno delle sedi universitarie. Abbiamo il dovere di agire subito. Possiamo fare la differenza.

--- NOTA DEL FGC: Convinti che in questo momento si debba marciare uniti e col solo fine di riportare Khaled a casa da sua moglie e da suo figlio, siamo a disposizione per tutti i confronti necessari in merito alle azioni comuni da realizzare. Invitiamo tutti alla massima diffusione di questo appello, il quale viene diffuso con il consenso della famiglia di Khaled e del comitato per la sua liberazione.

31/08/2023

La strage operaia di Brandizzo è il risultato della privatizzazione selvaggia, degli appalti esterni in cui la sicurezza dei lavoratori è calpestata sempre di più. Vergognoso un governo che si nasconde dietro a un dito con la retorica dell’“errore umano” per scaricare in basso le responsabilità. Il Ministro Salvini si dimetta.
Basta morti sul lavoro, basta strage. Convocare lo sciopero generale!

🔴NOI IL FANGO SUGLI STIVALI VOI IL SANGUE SULLE MANI!🔴Esistono delle gravi responsabilità politiche nella gestione compl...
15/06/2023

🔴NOI IL FANGO SUGLI STIVALI VOI IL SANGUE SULLE MANI!🔴
Esistono delle gravi responsabilità politiche nella gestione completamente inadeguata dell'emergenza in Emilia-Romagna. L'intervento della Protezione Civile e l'arrivo dei mezzi necessari sono avvenuti in ritardo e sono stati totalmente insufficienti in moltissime aree alluvionate, facendo sì che spesso l'unico intervento presente nei territori fosse quello dei volontari. In alcune zone le acque ristagnanti hanno determinato un alto rischio igienico-sanitario per residenti e volontari, e nemmeno in questo caso le autorità sono riuscite a garantire la tempestiva somministrazione di vaccini e assistenza sanitaria.

La popolazione è stata lasciata sola mentre il governo Meloni e il PD non pensavano ad altro che alla nomina del commissario straordinario, già con la testa a trasformare la ricostruzione in un “affare”, come abbiamo visto amaramente all’Aquila e nel centro Italia terremotato.
Tutto questo dimostra come anche di fronte all’alluvione e a decine di migliaia di sfollati, la priorità per il governo Meloni sia di garantire il sostegno alla guerra piuttosto che i soccorsi e i mezzi necessari alla popolazione. Non sarebbe di certo uno scandalo chiedere le dimissioni di Bonaccini e di Musumeci, se non di tutto il governo, dopo una “gestione” come questa.

Siamo stati volontari nel fango per settimane, ora è tempo della lotta. Il 17 giugno saremo a Bologna contro la totale insufficienza dei soccorsi, per una ricostruzione immediata, negli interessi del popolo e non dei costruttori, e per una reale ed efficace manutenzione dei territori. Scendi in piazza con noi!

🔴SOLO IL POPOLO SALVA IL POPOLO🔴Dopo le decine di interventi di queste settimane a Castel Bolognese, Faenza, Forlì, Cons...
09/06/2023

🔴SOLO IL POPOLO SALVA IL POPOLO🔴
Dopo le decine di interventi di queste settimane a Castel Bolognese, Faenza, Forlì, Conselice e Lugo oggi abbiamo partecipato all’assemblea cittadina a Forlì, ribadendo a chiare lettere la necessità di costruire una rete combattiva di abitanti delle zone colpite e volontari per impedire che la catastrofe continui anche dopo l’alluvione. Non siamo disposti ad accettare che la ricostruzione venga affidata a coloro che fino all’altro ieri hanno tratto vantaggi e profitti dalla gestione regionale a scapito degli strati popolari e dei territori.
Mentre in queste settimane di mobilitazione migliaia di volontari hanno aiutato in maniera decisiva gli abitanti colpiti dall’alluvione, abbiamo visto esponenti politici dell’amministrazione regionale a guida PD e del Governo scaricarsi le responsabilità dei fatti, ricordandoci quanto possa essere lontano dalle esigenze delle classi popolari l’attuale arco parlamentare.
È necessario mobilitarsi contro la gestione capitalistica della crisi ambientale e contro la vergognosa amministrazione regionale, denunciando a chiare lettere la vergogna dei soccorsi totalmente insufficienti.
Per questi motivi saremo in piazza Sabato 17 giugno ci mobiliteremo a Bologna e sosterremo la mobilitazione delle persone alluvionate in tutta la regione!

🔴PALESTINA LIBERA, PALESTINA ROSSA🔴  Ieri in piazza per ricordare i 75 anni dalla catastrofe che ha cambiato irrimediabi...
16/05/2023

🔴PALESTINA LIBERA, PALESTINA ROSSA🔴 Ieri in piazza per ricordare i 75 anni dalla catastrofe che ha cambiato irrimediabilmente le sorti del popolo palestinese, che dal 1948 ha vissuto nell’oppressione, nella violenza e nella paura. I palestinesi da quel giorno vivono un esodo costante, che vede più di 5 milioni di loro all’estero, mentre più di un milione vive in una condizione di apartheid, coperta dall’infame protezione mediatica che si ostina a difendere lo stato israeliano in quanto solido alleato degli interessi NATO UE e USA. Nel dovere di chi ogni giorno lotta per un mondo diverso, libero dallo sfruttamento dell’uomo sull’uomo dalle guerre e dall’imperialismo, c’è la necessità di scendere in piazza e supportare la lotta del popolo palestinese per la propria determinazione, di ricordare i massacri perpetrati nei confronti del popolo palestinese, di lottare contro la cooperazione tra Italia e Israele, di interrompere gli scambi commerciali con l’azione sindacale, di difendere strenuamente la lotta della classe operaia palestinese e di tutte le forze che lottano per una Palestina libera, laica, rossa.

🔴DA VINCI OCCUPATO: LA LOTTA NON SI FERMA!🔴Gli studenti e le studentesse del Liceo Leonardo Da Vinci insorgono gridando ...
17/04/2023

🔴DA VINCI OCCUPATO: LA LOTTA NON SI FERMA!🔴
Gli studenti e le studentesse del Liceo Leonardo Da Vinci insorgono gridando a chiare lettere la loro opposizione a questo modello di scuola, che li condanna a un futuro di precarietà e miseria, e a questo governo che toglie fondi alla scuola per darli all’economia di guerra. “Denunciamo con forza la mancanza di fondi per le nostre scuole e condanniamo il modello di scuola-azienda portato avanti dal Governo Meloni, in piena continuità con gli scorsi governi!”

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