27/06/2025
La maggioranza ha presentato un testo base che disciplina il fine vita, affrontando un tema molto delicato, sul quale solo il Parlamento, che ha la competenza legislativa primaria, può intervenire. Parliamo della libertà e della dignità di ogni persona, e proprio per questo auspico un confronto serio e rispettoso, libero da tifoserie e schieramenti ideologici.
Siamo di fronte a una persona, al valore della vita anche nel suo ultimo tratto, alla sua sofferenza, alla libertà, alla dignità e al ruolo del legislatore. Il testo base recepisce i quattro criteri indicati dalla Corte costituzionale e si concentra sul tema delle cure palliative e su due aspetti essenziali.
Il primo è un principio chiaro: non esiste il diritto al suicidio ma il dovere di prestare la cura, l'altro è la non punibilità, in determinate condizioni, di chi presta assistenza a una persona che decide di porre fine alla propria vita.
Lo Stato ha sempre il compito di tutelare la vita, assicurare cure adeguate e non lasciare solo chi si trova in queste condizioni. Per questo, noi crediamo che sia necessario investire ancora di più in cure palliative accessibili, nel sostegno alle famiglie e risorse per l'accompagnamento.
Infine il testo introduce un comitato etico nazionale, per evitare disparità e disomogeneità nelle decisioni sul territorio. Serve un riferimento unico necessario per assicurare equità su tutto il territorio nazionale.