28/10/2025
Lettera aperta al Segretario del
Sanità pubblica o ? Il paradosso dell’
On. Elly Schlein,
in un incontro svoltosi a Soveria Mannelli, in vista delle elezioni regionali in Calabria, Lei ha dichiarato:
“Il mio sospetto è che abbiano un disegno: vogliono smantellare la sanità pubblica per lasciare più spazio a quella privata. E noi non ci stiamo, perché per noi la sanità pubblica è ancora quella di Tina Anselmi, che voleva una sanità universalistica per tutti”.
Ha inoltre ribadito con forza la necessità di difendere la ̀pubblica, evitando ulteriori e incrementando i fondi destinati al , denunciando come un numero crescente di cittadini non riesca più a curarsi a causa dei costi.
Condividiamo pienamente le sue parole, che intercettano una sofferenza reale e diffusa nel Paese. Una ̀ sempre più privatizzata, infatti, lede il diritto alla cura, trasformando la salute in una merce e l’assistenza in un privilegio.
Ciò mina alle fondamenta il principio di universalità del diritto alla salute e l’accesso equo alle , indipendentemente dal reddito o dal luogo di residenza.
Il percorso verso la privatizzazione è ormai evidente: prima si indeboliscono i servizi, si riduce il personale, si tagliano le risorse; poi, di fronte a bilanci in rosso e disservizi crescenti, si crea l’alibi per affidare ai privati ciò che lo Stato ha smesso di sostenere.
La Regione Emilia-Romagna, già dalla precedente presidenza, ha intrapreso questa strada, avviando una serie di tagli sistematici a servizi sanitari essenziali — come la riduzione dei e delle auto mediche, in particolare nei territori montani.
Oggi non è più sufficiente discutere in termini di bilanci o sostenibilità economica: la privatizzazione della sanità riguarda la legittimità stessa delle istituzioni democratiche. Lo Stato non è un’azienda, ma il luogo in cui si esercitano i diritti fondamentali. Difendere la sanità pubblica significa, dunque, difendere la democrazia.
Tuttavia, On. , le sue dichiarazioni politiche a difesa della sanità pubblica appaiono in netto contrasto con ciò che sta avvenendo concretamente nella nostra Regione.
Sarebbe dunque opportuno che tali indirizzi venissero condivisi e discussi anche con il Presidente della Regione Emilia-Romagna, affinché si possa avviare un confronto politico serio e trasparente.
Oggi, in Emilia-Romagna, circa il 30% delle attività sanitarie è in mano ai privati.
Con la Delibera di Giunta del 1° luglio 2024, approvata in piena campagna elettorale, la Regione ha rinnovato l’accordo con l’Associazione Italiana Ospedalità Privata, stabilendo per il 2024 un budget di 245.480.643 milioni di euro, gran parte dei quali rappresentano profitto puro.
Parallelamente, nuove normative regionali hanno reso ancora più agevole l’apertura di strutture e servizi sanitari privati, come dimostrano:
- la L.R. n. 22/2019, che semplifica le procedure di autorizzazione delle attività sanitarie;
- la Delibera di Giunta n. 1919/2023, che introduce la “Comunicazione di Svolgimento di Attività Sanitaria” e include tra le attività autorizzabili perfino i Pronto Soccorso.
Si tratta di scelte legislative e amministrative che favoriscono in modo sistematico la privatizzazione del Servizio Sanitario Regionale, minando la coerenza tra i valori dichiarati e le politiche attuate.
On. Schlein, forse è giunto il momento di un confronto politico nel merito, chiaro e pubblico, con il Presidente della Regione Emilia-Romagna. Difendere la sanità pubblica significa difendere il diritto alla salute, l’uguaglianza dei cittadini e la credibilità della nostra democrazia.
Partito Comunista Italiano Emilia Romagna