10/06/2026
Oltre 535mila prestazioni erogate nei weekend dal sistema sanitario pubblico dell’Emilia-Romagna nel 2025. Pari a oltre 10mila in media per fine settimana. E' il bilancio dell’applicazione in Emilia-Romagna della legge 107 del 2024, che ha introdotto misure emergenziali per ridurre i tempi delle liste d’attesa nel Servizio sanitario nazionale.
Per ottemperare agli obblighi normativi nazionali e regionali, è stato adottato un sistema articolato di azioni organizzative e strumenti di governo dell’offerta, tra cui la delibera 620/2024, che rafforza ulteriormente le misure di contenimento dei tempi di attesa, ribadendo il divieto di chiusura delle agende di prenotazione e la necessità di garantire la continuità prenotativa, il ruolo centrale del Cup quale sistema di governo, monitoraggio e regolazione dell’offerta.
In tale contesto, sono stati sviluppati specifici strumenti operativi tra i quali l’apertura delle agende su un orizzonte temporale esteso, l’introduzione delle “agende di garanzia”, attivabili in caso di difficoltà a rispettare i tempi attraverso le disponibilità ordinarie e l’implementazione della prelista (prevista anche a livello nazionale), utilizzata nei casi di temporanea saturazione, che consente la presa in carico del cittadino con relativa gestione in back office della richiesta e successiva assegnazione di un appuntamento entro i tempi compatibili con la priorità prescritta.
Le prestazioni erogate nei fine settimana in Emilia-Romagna sono state in tutto 535.381: di queste 285.591 di diagnostica, 13.153 di riabilitazione, 135.076 di visite terapeutiche e 101.561 di visite generali. A queste va aggiunta la mole di esami di laboratorio: oltre 6,2 milioni.
Un miglioramento certificato anche dai dati della Piattaforma nazionale delle liste d’attesa, diffusi pochi giorni fa da Agenas - Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali: in Emilia-Romagna aumenta la percentuale di rispetto dei tempi delle prime visite e degli esami diagnostici e la regione è la terza in Italia per percentuale di prescrizioni di prime visite che si traducono in prenotazioni reali nel Servizio sanitario