28/02/2026
Dal Don Bosco al Pilastro:
DEMOCRATICI SONO LORO, VIOLENTI E FASCISTI TUTTI GLI ALTRI
“Abbiamo fatto un percorso partecipato, i cittadini vogliono il Museo al Pilastro”, “Non discutiamo con i violenti”. Così parlano e ripetono assessori e dirigenti del Pd, mentre non si hanno notizie di sindaco e vicensindaca, impegnati probabilmente a risolvere l'equazione tra milioni di euro investiti in cemento e migliaia di voti persi (nella speranza di “starci ancora dentro”).
La democrazia e la partecipazione sono un marchio distintivo di questa amministrazione, chi contesta è feccia.
Infatti il portavoce del comitato Muvet, pro Museo dei bambini in mezzo al verde, nel 2021 era candidato - non eletto - col centrosinistra al consiglio del q.re San Donato. Mentre lo stesso nel 2016 era candidato con una lista civica guidata dall'ex leghista Manes Bernardini. Se non è questa una garanzia di partecipazione e democrazia! Solo i maicontenti possono lamentarsene.
Tra l'altro non è nemmeno una novità: già il comitato “pro scuola dentro il parco don Bosco” era guidato da un professionista parte di uno studio di architetti e ingegneri che partecipava a bandi per lavori pubblici del Comune di Bologna.
Insomma il dialogo lo si fa con quelli che sono già d'accordo con i progetti di Pd e giunta, con chi ha le carte in regola, mentre con i violenti e prevaricatori non si discute, anche se di violenza al Pilastro non ce n'è.
Bologna è la città dove la polizia spara centinaia di lacrimogeni ad altezza d'uomo, con il palese intento di far del male, accecando una ragazza, senza che chi governa a Palazzo d'Accursio abbia nulla da ridire.
Mentre una protesta pacifica e una ringhiera abbattuta diventano atti criminali inaccettabili.
Sarebbe ridicolo se non fosse drammatico.
Michele Terra