15/02/2022
La Agora' del 16 febbraio e' ora inserita nella Piattaforma Nazionale delle Agora' Democratiche. Videconferenza in diretta domani h 16,00 su questa pagina FB
ECCO IL DOCUMENTO Di PRESENTAZIONE:
Agorà del Lavoro Bologna / Emilia- Romagna e Napoli/ Campania
PROPOSTE PER UN PROGRAMMA PER IL LAVORO
con una nuova legislazione “Statutaria” di Diritti Comuni di Dignità, Eguaglianza, Libertà, Partecipazione: nelle condizioni economiche e sociali, nell’occupazione, nella sicurezza e organizzazione del lavoro; e nella Rappresentanza e Tutela Sindacale.
Organizzatori: Duccio Campagnoli, ( Agora' del lavoro Bologna ) Michele Gravano ( Agora' del lavoro Napoli)
I gruppi promotori di Agorà sui temi del lavoro attivatisi a Bologna ( ora anche nella dimensione regionale ), e a Napoli anche per la Campania, hanno deciso di sviluppare un impegno comune di riflessione discussione e proposte. Condividono l’ apprezzamento della opportunità offerta dalle Agorà aperte promosse dal PD di essere luoghi di attivazione di partecipazione, e confronto aperti ad iscritti e non iscritti, anche per contributi di elaborazione della proposta di programma del PD e di un’Alleanza Progressista, e ritengono particolarmente importante che ciò avvenga sulle questioni
del lavoro, dove si pongono i temi fondamentali delle condizioni economiche e sociali nel paese.
Condividono inoltre che una proposta programmatica deve trovare di nuovo nel lavoro e nei lavori, nei lavoratori e nelle lavoratrici, nel rapporto con le organizzazioni sindacali e sociali, un radicamento effettivo e produttivo, e per questo, la proposta che si attivi una Rete di Agorà del Lavoro, come Luoghi Permanenti per la conoscenza rappresentanza politica ed elaborazione sui
temi del lavoro, nei territori e a livello nazionale. In questa direzione promuovono quindi un incontro comune per attivare la definizione di PROPOSTE PER UN PROGRAMMA PER IL LAVORO, da inserire e sottoporre all’attenzione della Piattaforma delle Agorà Democratiche.
I punti di partenza di questa riflessione comune sono che:
a) proprio la esperienza della “ sindemia “
non solo sanitaria ma economica e sociale che il paese ha attraversato e sta attraversando, e ora le
necessità e prospettive di realizzare il Piano Nazionale di “RilancioResiliente” per un Nuovo Sviluppo mostrano che vi è altrettanto bisogno di Nuovo Lavoro, Qualificato e Sicuro, quindi
anche di nuove Relazioni Sindacali;
e b) che a fronte di un lavoro che invece rischia sempre più di dividersi in condizioni differenti, quindi in profonde diseguaglianze, e con crescenti difficoltà nella tutela anche sindacale, occorre innanzitutto una riunificazione in una piattaforma di Diritti Comuni.
Occorre quindi una iniziativa e una Piattaforma Politica oltre a quelle sindacali, per affermare una Legislazione Complessiva e Integrata di Diritti e Condizioni di Dignità, Eguaglianza, Libertà e Partecipazione, nelle Condizioni economiche e sociali, nella Occupazione, nella Sicurezza e
Organizzazione del Lavoro, e per questo anche per una Tutela e Rappresentanza Sindacale presente e valida per tutti. Per questo quindi occorre una Legislazione che riaffermi i Valori e Principi Costituzionali, a suo tempo affermati nella Legge 300/1970, lo Storico Statuto dei Diritti dei Lavoratori, che non per caso recava già allora il Titolo di “ Norme sulla tutela della libertà e dignità dei lavoratori, della libertà e attività sindacale “.
La riflessione e la proposta che vogliamo sviluppare, quindi è che oggi Dignità come Diritto Comune del Lavoro è principio che deve essere attuato in tutte le forme del lavoro, a cominciare da quelle più semplici e quindi piu esposte allo sfruttamento per arrivare a quelle più nuove e complesse. Cio’ significa quindi dare attuazione innanzitutto, a fronte dell’ estendersi del lavoro povero e precario che tocca, anche ora nell’ inizio di ripresa, soprattutto donne, giovani, immigrati,
all’art.36 Costituzione che stabilisce “il diritto ad una condizione economica sociale
dignitosa per i lavoratori e le loro famiglie”, e quindi il precetto di assicurare con la legge il rispetto di minimi salariali, che oggi deve essere affermato a partire anche dal rispetto dei minimi stabiliti dai Contratti Collettivi realizzati dalle Organizzazioni Sindacali e Datoriali maggiormente Rappresentative,contro il
diffondersi ormai patologico di Contratti Pirata. Tale precetto d’altra parte è e deve essere base e riferimento anche per l’affermazione e l’ armonizzazione di più generali diritti sociali all’inserimento lavorativo e ad un Reddito Minimo che preservi comunque da condizioni
insopportabili di povertà ed emarginazione.
In secondo luogo occorre ripristinare un Principio di "Diritto al Lavoro", quindi un Diritto ad esprimere le proprie capacità nel lavoro in libertà e sicurezza, che allora non può essere aggirato e annullato dalle tante forme di lavoro differenti dal lavoro dipendente a
tempo indeterminato, o dalle ristrutturazioni che ricorrono senza fondamento a catene di appalti e sub appalti meramente di manodopera con nuovi fenomeni anche illegali di caporalato e super
sfruttamento. Flessibilità non può significare precarietà e diseguaglianza, e il lavoro autonomo deve essere effettivamente una condizione riconoscibile e riconosciuta di autonomia e qualità professionale liberamente scelta e praticata. Il lavoro nero e irregolare deve poter essere combattuto sanato e impedito. Inoltre oggi, a fronte del nuovo lavoro digitalizzato, deve essere
affermata una base comuni di diritti di conoscenza e intervento con e nella contrattazione sindacale,sulla organizzazione del lavoro, nei regimi di orario, per la qualificazione professionale con una formazione adeguata e permanente; quindi negli stessi processi di riorganizzazione delle aziende che non possono unilateralmente sovvertire e annullare i posti di lavoro. Tali diritti possono e debbono vivere In una nuova dimensione di Responsabilità Sociale d’impresa e di Democrazia Industriale.
Infine, e per tutto questo,occorre affermare i diritti alla Tutela e Rappresentanza sindacale con Relazioni sindacali riconosciute, solide e certe, adeguate al governo delle grandi innovazioni e transizioni tecnologiche
ed ecologiche che oggi occorre affrontare, assicurando coesione sociale e diritti del lavoro e dell’occupazione; e a risanare ed impedire il fenomeno invece pur esso crescente della pratica di
contratti spurii che approfittano del ricatto del lavoro e delle debolezze sociali.
Si tratta quindi di fondare davvero ed effettivamente un nuovo Programma per il Lavoro su un Pacchetto di Leggi essenziali che indichiamo in queste 5 proposte:
-1)Legge per il Salario minimo e il riconoscimento dei minimi Contrattuali dei CCNL
2) Legge sulla Forma Comune del rapporto di lavoro incardinata nel contratto di lavoro a tempo indeterminato; riportando le forme di flessibilità a condizioni e causalità comprovate ed oggettive, ed emendando quindi tutte le norme presenti nella Legge 183 /2015 e Dlgs. derivati che favoriscono
oggettivamente pratiche di precarizzazione. ( nel contratto a termine a-causale, nel lavoro
somministrato, nel part-time unilaterale, nella determinazione di appalti di mera mano d’opera,nel determinarsi di cooperative spurie, a soli fini di evasioni contrattuali ); e per il contrasto al lavoro nero e irregolare
3) Legge a sostegno dell’ Occupazione anche con interventi sui Tempi e Orari di lavoro, e del
Sistema Contrattuale e della realizzazione in esso di diritti alla informazione e intervento
nell’organizzazione del lavoro, alla formazione permanente , alla regolazione di specifiche forme di lavoro ( smart working etc.); nonche per il governo di processi di crisi o ristrutturazione, rivedendo quindi la legge 223/92 sui licenziamenti collettivi, prevedendo un uso prventivo di ammortizzatori sociali
4) Legge sulla rappresentanza e Tutela sindacale “erga omnes”
5) Legge su Responsabilità sociale d’impresa e Democrazia Industriale.
Naturalmente questi Titoli rappresentano innanzitutto Temi sui quali si propone di attivare e proseguire una elaborazione e un confronto comune nelle Agorà, per giungere conclusivamente alla definizione di una proposta Programmatica compiuta.