21/02/2026
Dispiace vedere anche un volto amato come Giovanni Storti prestarsi a ridicolizzare un tema così delicato come il referendum sulla giustizia.
C'è un paradosso nel suo ragionamento: accettiamo con naturalezza che un giudice possa decidere di un ergastolo, eppure troviamo assurdo che lo stesso magistrato possa essere sorteggiato per compiti di altra natura, come decidere un trasferimento. La verità è che, sulla carta, la competenza dovrebbe essere un requisito già acquisito per tutti.
E se guardiamo alla nostra storia, con le ombre mai cancellate del caso e le carriere nate all'ombra delle correnti anche per i giudici responsabili delle accuse a Tortora, capiamo che il 'merito' è stato troppo spesso un concetto soggettivo.
Forse, più che della satira, avremmo bisogno di una riflessione seria su come ridare dignità alla , oltre ogni logica di appartenenza.