13/09/2026
Il primo pensiero di Armando Gasiani, subito dopo la liberazione dal campo di concentramento di Gusen il 5 maggio 1945, è stato quello di raggiungere suo fratello Serafino, con il quale era stato deportato a Mauthausen e poi separato il 7/2/1945 nel campo di Gusen. Armando sapeva che Serafino era ancora vivo, anche se malato e ricoverato presso un ospedale militare a Linz. Decide di partire a piedi per andare da lui, per riabbracciarlo, per aiutarlo. Nel cammino però viene fermato da un posto di blocco americano, era vietato per gli ex deportati muoversi liberamente per il rischio epidemie. Non riuscirà a raggiungerlo, mai più. Serafino muore l’11 luglio 1945 di tubercolosi e viene sepolto in una fossa comune in un cimitero di Linz. Armando non potrà più rivederlo. Serafino per Armando era il fratello maggiore, il riferimento, la sua guida. Armando è sopravvissuto ma Serafino no, e Armando non è riuscito a raggiungerlo per aiutarlo. Questo ha costituito per Armando un senso di colpa che lo ha accompagnato per decenni e sempre, nelle testimonianze di Armando, Serafino avrà la parte principale.
Non sappiamo se Armando sia mai stato sulla sua tomba o l’abbia mai trovata. Resta il legame affettivo spezzato da un posto di blocco americano, a pochi chilometri da lui.
Alcuni anni fa, Andrea Ferrari in seguito ad una ricerca storica, trova il nome di Garschiani Serafino nell’elenco degli ex deportati seppelliti nel cimitero di St.Martin a Linz. È lui, è Serafino Gasiani.
Dal 2024 il gruppo dei viaggi della memoria in bicicletta, guidato da Mauro Borsarini, va sulla tomba ritrovata di Serafino a compiere quell’abbraccio mai riuscito ad Armando, a completare con grande emozione quei chilometri lasciati in sospeso, a chiudere il cerchio e a ricongiungere i due fratelli, dopo 80 anni.
Grazie a Mauro Borsarini