23/09/2024
PARCO DON BOSCO, LA REPRESSIONE COLPISCE ANCORA CHI L'HA DIFESO E SALVATO
SI MOLTIPLICANO LE DENUNCE VERSO CHI HA IMPEDITO LA DEVASTAZIONE DEL PARCO, continuano con altri mezzi le manganellate ricevute dalla polizia con denunce che significano accuse pesanti e processi, SOSTENIAMOCI INSIEME E SOSTENIAMO COLLETTIVAMENTE LE SPESE: (Chiunque abbia ricevuto provvedimenti riguardo alle violenze subite in quei giorni di mattanza contatti [email protected] , nessun sarà lasciat sol!)
CHIAMATA ALLA SOLIDARIETA': 23 settembre, alle 14, presidio davanti al Tribunale in via d’Azeglio 56 in occasione del processo in direttissima a una persona del parco per i fatti della notte tra il 3 e il 4 aprile
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Il 3 aprile a Bologna è successo un evento inedito e speciale, l'ennesimo progetto imposto, ecocida e cementificatore della giunta comunale è stato fermato con successo. Una vittoria capace di aprire una breccia di possibiltà alternative in una realtà opprimente che ci sembra, troppo spesso, impossibile da cambiare. Questo è stato possibile perchè da gennaio a luglio una molteplice e improbabile commistione di persone differenti per età, storie di vita e visioni del mondo ha abitato il presidio nel parco lottando per preservare questo luogo e gli altri esseri viventi -umani e non- che lo abitano e quel giorno ha resistito alla violenza brutale della polizia. In una giornata di vera partecipazione, l'opposto dei processi che l'amministrazione millanta, la forza e la determinazione è stata tale da riuscire a ricacciare la polizia e e la ditta da dove erano venuti e salvare gran parte degli alberi.
Dopo sei mesi di presidio permanente, il sindaco ha annullato il progetto, spaventato non dalle nostre ossa rotte ma dal danno di immagine e di marketing che un altro sgombero molto violento poteva causargli. Si teme il contagio delle pratiche che hanno permesso di vincere al don bosco e la loro diffusione. L’obiettivo - ricercato senza sosta nei mesi precedenti da comune e questura - è di nuovo quello di creare una distinzione tra le “brave persone dei comitati” e i “cattivi che fanno le casette sugli alberi”.
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Ricordiamo inoltre che è appena stata approvata una legge (ddl 1660) che prevede pene altissime per blocchi stradali e occupazione di spazi, l'apliamento del daspo, ecc.; una legge che ha un unico obiettivo: azzerare la libertà e il diritto delle persone a manifestare il proprio dissenso.
Le violenze del 3 aprile non sono un'eccezione nel governo della città. La sera successiva un ragazzo del presidio viene brutalmente picchiato, su di lui vengono usati taser e spay al peperoncino, viene condotto in caserma, poi all'ospedale; come se non bastasse, la mattinata successiva, inizia per lui un processo per direttissima. Bologna ha un problema con la polizia, lo dimostrano la storia del Don Bosco così come le recenti risposte alle manifestazioni di Extinction Rebellion, Dove alle denunce si sono aggiunte le molestie in caserma. Non é un segreto d'altronde che scorra buon sangue tra Lepore e il ministro Piantedosi e non é difficile immaginare che la sinistra cittadina sarà ben contenta di approfittare dell'ennesima stretta sui diritti di manifestare presente nella proposta di legge che sarà a breve approvata.
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Ora dopo la repressione fisica arriva la repressione giudiziaria, che ne è il corollario. Una quindicina di denunce arrivate per le violenze del 3 aprile si sommano a quelle già ricevute precedentemente e continuano con altri mezzi le manganellate della polizia al parco. Le accuse parlano di violenza, ma qual è realmente la condotta violenta?
Difendere un parco con i propri corpi, o invaderlo picchiando alla cieca con l’antisommossa? Salire su un albero, o esserne tirati giù senza nessuna misura di sicurezza?
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Queste denunce arrivano, è bene ripeterlo, alla fine della vertenza. Il Parco Don Bosco ha vinto la sua battaglia ma la Questura continua il suo attacco perché la collaborazione tra le persone non si ripeta. L'esempio di questa lotta deve essere scongiurato: questo sembra il pensiero su cui si sono accordati Sbordone e la giunta Lepore.
Per nostra fortuna - fortuna di tutte e tutti, non solo di chi é stato denunciato - non siamo sole e risponderemo a questo attacco nel modo che conosciamo meglio, sostenendoci insieme.
Sta per partire un crowdfunding per sostenere le spese legali delle persone denunciate. Invitiamo tutti e tutte a parteciparvi così come a essere presenti davanti al tribunale il 23 settembre, mentre si terrà un'udienza del processo iniziato il 5 aprile per il ragazzo arrestato al Don Bosco, per una giornata di solidarietà che finirà attraversando le strade della città e ribadendo ciò che ci ha portato fin qui.