23/01/2026
Sarebbe stato sufficiente chiedere semplicemente scusa per i disservizi causati alle famiglie.
Così dovrebbe agire un’amministrazione seria piuttosto che investire di ingenerose dichiarazioni l’opposizione, esercizio a voi molto caro e che trasuda tutta la vostra reale debolezza.
Sono ormai due i post pubblicati da ALCUNI componenti della maggioranza. Tuttavia, a una domanda semplice e fondamentale non è mai stata data risposta: quando riparte la mensa scolastica?
Non un giorno, non una settimana, non un mese. Solo un vago e ripetuto “a breve”.
Un’espressione che non informa, non rassicura e, soprattutto, non dice nulla.
Dai post emerge un solo dato certo, l’assenza totale di chiarezza. Al suo posto, una sequenza di affermazioni confuse, ricostruzioni tecniche e maldestri tentativi di scaricare responsabilità, utili unicamente a mascherare l’incapacità di programmare e gestire un servizio essenziale.
Non comprendendo da quale “fango” ritengano di essere stati investiti, considerato che le nostre sono esclusivamente osservazioni politiche, proviamo a farli uscire dal pantano in cui sono sprofondati.
L’unico vero motivo di imbarazzo è che, invece di assumervi le vostre responsabilità e magari, per una volta, chiedere scusa alle famiglie per i disservizi causati, avete ancora il coraggio di puntare il dito contro l’opposizione.
Oltretutto, quando un’amministrazione comunale, per giustificare la propria incompetenza, ricorre a presunti problemi del passato, ha fallito.
Invitare a “chiedere agli uffici” non rappresenta una risposta, ma un modo goffo per sviare il vero problema. Gli unici che avrebbero dovuto interloquire con gli uffici, e farlo per tempo, siete voi.
Facciamo chiarezza: la ditta Leone era incaricata di svolgere il servizio per l’anno 2024/2025. Con la determina n. 907 del 30/10/2025 è stata disposta una proroga tecnica con scadenza al 22 dicembre.
Tale scadenza era nota da tempo e avrebbe dovuto essere gestita con adeguata programmazione, competenza e senso di responsabilità.
Basterebbe conoscere la normativa. Il D.lgs. 36/2023 (Codice dei contratti pubblici), che impone alle amministrazioni di garantire il risultato utile e la continuità dei servizi essenziali. In questo caso, il risultato non c’è stato e la continuità è stata interrotta.
Questo è il fatto. Tutto il resto sono parole.
È bene ribadirlo con chiarezza:
la continuità del servizio non è una concessione politica o una facoltà, ma un obbligo amministrativo da garantire all'intera comunità scolastica.
Il Codice dei contratti pubblici impone alle amministrazioni di pianificare per tempo ed evitare disservizi prevedibili, soprattutto quando si tratta di servizi socialmente rilevanti come la mensa scolastica.
Avviare una procedura di gara a fine ottobre, con una proroga in scadenza il 22 dicembre, non poteva in alcun modo garantire la continuità del servizio. Quindi l’interruzione non è stata una sorpresa perché era chiaramente prevedibile.
Le gare non si chiudono né si interrompono, ma si avviano con sufficiente anticipo per garantire un passaggio ordinato e senza interruzioni tra un gestore e l’altro.
Una sola cosa non doveva accadere: l’interruzione del servizio che ha una diretta ripercussione negativa sulla compiutezza dell 'offerta fotmativa. Ed è invece esattamente ciò che è successo, per responsabilità diretta di chi oggi governa e amministra questo Comune.