10/09/2026
Ci sono giornate che servono anche a ricordarci chi siamo. Quella vissuta ieri a Matera è stata una di queste: operatori, volontari, ospiti e residenti delle nostre strutture insieme, fuori dai luoghi e dai ritmi abituali, per riconoscerci ancora una volta parte di un’unica realtà.
Ad accompagnarci, le parole di S.E. Mons. Benoni Ambarus, Arcivescovo di Matera-Irsina: custodire la memoria delle nostre ferite per custodire chi ci è affidato. Ricordarci della nostra fragilità ci aiuta a superare la distinzione tra chi dà e chi riceve, tra chi cura e chi è curato. Perché la misura piena non è nostra: è di Dio.
Alla Cooperativa Il Sicomoro abbiamo poi incontrato una fragilità capace di diventare forza, dignità e possibilità: persone con disabilità protagoniste nell’accogliere, cucinare, servire e condividere.
E infine Matera, la sua bellezza, il cammino insieme e persino un po’ di pioggia, che abbiamo accolto come una benedizione.
Il Vescovo ci ha detto che gli operatori sociali sono un po’ “fuori moda”. Vogliamo continuare ad esserlo, se significa non perdere di vista chi rischia di essere scartato.
Grazie a tutti per questa giornata. Anche questo significa riconoscerci comunità e continuare, insieme, a .
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