19/07/2026
⚽️Con l’avvicinarsi della finale dei mondiali 2026, anche in archivio sale vertiginosamente la passione calcistica, non tanto tra il personale (notoriamente a disagio nel rapportarsi al tempo presente) quanto tra i nostri “ospiti di carta”, alcuni dei quali escono dai faldoni per spiegare il loro tifo e prepararsi alla partita.
Tra i più scalmanati si segnalano Maria Vittoria Dal Pozzo per la Spagna e Carlo Giuseppe Ferraris per l’Argentina.
🇪🇸MV: Beh, dopo essere stata regina di Spagna per tre anni fino al 1873, mi pare il minimo fare il tifo per loro!
Gli anni a Madrid sono stati politicamente difficilissimi, ma col popolo spagnolo io ero entrata in connessione e ho fatto tutto il possibile per aiutarlo. Che poi, diciamocelo, ad essere stato in difficoltà semmai era mio marito Amedeo [di Savoia Aosta, ndr] arrivato sul trono all’improvviso su chiamata di un generale ucciso subito prima che sbarcassimo!
A differenza di Amedeo, oltretutto, io parlo spagnolo, il che mi ha aiutato tantissimo sia coi deputati delle Cortes sia con le lavandaie del Manzanarre; alla fine abbiamo potuto fare poco – e so bene che oggi molti quasi non si ricordano di noi – ma almeno ho la soddisfazione di aver aperto il primo asilo nido del Paese.
¡Viva España!
🇦🇷CGF: Io in Argentina ci sono finito per caso! Ero in esilio per i moti del 1821 e mi serviva un lavoro, lì cercavano un naturalista per gestire vari laboratori e sono andato, poi sono diventato direttore del museo di storia naturale! Sono stati anni meravigliosi, almeno i primi, a caccia nella pampa per trovare esemplari rari, poi ho anche aperto una mia farmacia al centro di Buenos Aires.
Poi… poi la situazione politica si è ulteriormente complicata e quelli come me hanno la capacità di farsi prendere di mira subito dai governi autoritari, sono dovuto scappare di nuovo e sono tornato a fare il farmacista qui… capirete che è un po’ diverso dalla Calle Reconquista. La nostalgia non mi è mai passata.
¡Vamos Argentina!
Per approfondire le vicende dei nostri due tifosi, l’Archivio di Stato conserva i fondi della famiglia Dal Pozzo della Cisterna e dei fratelli Ferraris.