10/06/2026
Il 30 maggio 1924 Giacomo Matteotti pronunciò alla Camera il suo ultimo discorso, denunciando le violenze, i brogli e la natura autoritaria del fascismo.
Undici giorni dopo, il 10 giugno 1924, venne rapito e ucciso da una squadra fascista. Il suo corpo fu ritrovato solo due mesi più tardi, il 16 agosto.
Matteotti sapeva di esporsi a un pericolo enorme. Eppure parlò. Scelse la verità, la libertà, la dignità del popolo italiano.
A cento anni di distanza, ricordarlo non è solo un omaggio alla sua memoria: è un dovere democratico.
Perché la libertà non è mai conquistata per sempre.
E perché ci sono voci che il fascismo ha provato a spegnere, ma che continuano ancora oggi a parlarci.
Giacomo Matteotti vive nella democrazia che difendiamo ogni giorno.