15/09/2026
A Reggio Emilia non c’erano soltanto una piazza piena e due ore e mezza di comizio.,ma giornate intere dedicate alla discussione e al confronto ,c'era la politica, c'era una direzione , c'erano le proposte per il futuro, c'erano i progetti che devono camminare sulle nostre gambe e nei nostri incontri, nelle nostre riunioni, nelle nostre condivisioni ,nelle nostre idee
C’era qualcosa che la politica italiana, i giornalisti, i social continuano a misconoscere a far finta che non esista
c'era e c'è una leader ELLY SCHLEIN. Noi l’abbiamo vista e farebbero bene a vederla e a capire che è cambiato il tempo.
E ora per una giovane donna, preparata, concreta di essere considerata.
Sappiamo bene che fa paura e per questo tentano di oscurarla, come hanno fatto e continuano a fare contro ogni donna, per tutte noi é sempre l'ora degli esami che non bastano mai....non siamo mai abbastanza , nn siamo mai a posto, non siamo vestite giuste, siamo troppo alte, troppo basse, troppo grasse.troppe magre....continuo??,
nonostante la competenze riconosciute, le capacità, le concretezze ...le donne fanno paura
Ieri la stampa per screditarla e screditarci dice "-a Reggio emilia -un enorme gay pride"... noi siamo quelle e quelli che tengono insieme diritti sociali e civili e continueremo a farlo,perchè i diritti o sono per tutti o sono privilegi.
Non sottovalutate , non abbiamo una strada facile davanti a noi .
Non ce l'ha Elly da quando è arrivata alla guida del PD son sempre tutti li a dire che non va bene che avrebbe dovuto fare diverso, che non avrebbe tenuto insieme il partito, che avrebbe fatto perdere voti al PD. che non sarebbe stata credibile come alternativa a Giorgia Meloni.
E arrivato il momento di cambiare il quadro lei c'è e con lei tutto un lavoro di donne , uomini e giovani
Alla festa ,cui ho partecipato per 3 giorni di commissioni e lavoro oltre che incontri pubblici più dei numeri — che pure contano — mi ha interessato il disegno che emerge dal discorso di Elly.
Il Programma?? è qui delineato
Sanità pubblica, salari, scuola, casa, lavoro, diritti, politiche industriali, transizione ecologica. Presi uno per uno possono sembrare i capitoli consueti di un programma progressista. Il punto è il filo che li tiene insieme e da diove si guarda il Paese.
Si può pensare lo sviluppo partendo dagli indicatori macroeconomici e dalle statistiche e dai vincoli e sperando che, prima o poi, qualcosa si appiani. Oppure si può partire dalla vita concreta delle persone e domandarsi che cosa significhi poter crescere per una donna costretta a rinunciare al lavoro perché non trova un nido, perchè non ci sono i servizi,
cosa vuol dire per un ragazzo che nasce in una periferia che non puo permettersi di andare all'università,per i costi dei trasporto, dei libri, degli affitti un tempo si cantava "... che anche l'operaio vuole il figlio dottore ...".e abbiamo sovvertito quella logica creando le condizioni perchè ci fosse libero accesso alle scuole, si puo fare.
Si puo partire da chi aspetta mesi una visita, o per chi non ce la fa.e rinuncia, si puo partire da chi lavora e resta povero, dar chi paga metà stipendio per una casa.Questi sono i problemi a cui dobbiamo dare soluzioni.
Elly dice che è la nostra COSTITUZIONE che ci indica la via e allora leggiamola, facciamola nostra e applichiamola
Ed è qui, che si vede il o la leader
Da una parte c’è un’idea di Paese nella quale alle persone viene chiesto soprattutto di adattarsi: alla precarietà, alle diseguaglianze territoriali, alla scarsità dei servizi, a un welfare familiare che continua a scaricare sulle donne ciò che lo Stato non fa. Se ce la fai, bravo/a. Se non ce la fai, in qualche modo il problema è tuo.
Dall’altra c’è l’idea che la politica serva precisamente a impedire che il luogo in cui nasci, il reddito dei tuoi genitori, il tuo genere o la possibilità di pagarti privatamente ciò che il pubblico non offre decidano in anticipo quanta libertà avrai.
Questa è una discussione molto più radicale di quanto sembri. Perché significa tornare a dire che la crescita non si misura soltanto da quanto aumenta la ricchezza, ma da come viene prodotta, distribuita e trasformata in libertà reale per le persone.
È l’idea di Paese che vogliamo, da qui ripartiamo da quella piazza , nessun risultato è gia scritto tocca a noi tutte e tutti prendere in mano il lavoro comune e trasformarlo in progetto di futuro. Vedi meno