PMLI Biella

PMLI Biella Da oltre 30 anni il PMLI di Biella è in prima linea nelle lotte operaie, popolari e studentesche. Opposizione comunista al capitalismo e all’imperialismo.

Per il socialismo, unica alternativa di classe!

FERMATO DALLA POLIZIA PER UNA MAGLIETTA CONTRO IL GOVERNO MELONI: SOLIDARIETA' AL COMPAGNO JACA DEL CSA MATTONE ROSSO L'...
14/09/2026

FERMATO DALLA POLIZIA PER UNA MAGLIETTA CONTRO IL GOVERNO MELONI: SOLIDARIETA' AL COMPAGNO JACA DEL CSA MATTONE ROSSO

L'Organizzazione di Biella del Partito marxista-leninista italiano esprime solidarietà militante a Jaca, fermato e portato in questura dalla polizia mentre rientrava a casa in bicicletta. Un episodio grave che denuncia la repressione del dissenso politico. Pubblichiamo il video che documenta il fermo e, in allegato, il comunicato integrale del PMLI.Biella. Contro la repressione del dissenso, contro il governo Meloni, per la libertà di espressione e di lotta.

https://fb.watch/v/3SNfPMtnU/

VALDENGO, 137 LAVORATRICI E LAVORATORI A RISCHIO LICENZIAMENTO. TANTE PAROLE DALLA POLITICA ISTITUZIONALE, MA NESSUNA RI...
11/09/2026

VALDENGO, 137 LAVORATRICI E LAVORATORI A RISCHIO LICENZIAMENTO. TANTE PAROLE DALLA POLITICA ISTITUZIONALE, MA NESSUNA RISPOSTA CONCRETA

Come annunciato dal comunicato stampa della CGIL di Biella, questa mattina, giovedì 10 settembre, si è svolto davanti ai cancelli dello stabilimento Hermes Fulfillment di Valdengo, società del gruppo tedesco Otto, il presidio delle lavoratrici e dei lavoratori della cooperativa sociale Orso Blu, che rischiano di perdere il posto di lavoro al termine del periodo di cassa integrazione straordinaria, previsto per la fine del mese. Numerose le bandiere di CGIL e UIL, a testimonianza dell'alto livello di sindacalizzazione delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti in una vertenza drammatica. La loro preoccupazione è quella di essere scaricati dalla cooperativa sociale che negli anni ha rivendicato il proprio ruolo all'interno della comunità biellese e l'impegno a non lasciare nessuno a casa. Grave e incomprensibile, in una vertenza di questa portata, l'assenza della CISL, che ha scelto di non partecipare al presidio, rompendo l'unità sindacale proprio nel momento in cui sarebbe stata maggiormente necessaria. Alla base della vertenza vi è la decisione di Hermes Fulfillment di interrompere il contratto d'appalto con Orso Blu e, fatto ancora più grave, di non presentarsi nemmeno al tavolo di confronto richiesto dalla Regione Piemonte. Una decisione che dimostra ancora una volta quale sia il potere di cui dispongono oggi le grandi multinazionali: possono arrivare sul territorio, usufruire di incentivi e agevolazioni, investire quando intravedono un'opportunità di profitto e, quando quella convenienza viene meno, interrompere i rapporti e andarsene, lasciando dietro di sé lavoratrici e lavoratori che rischiano di pagare il prezzo delle loro decisioni. È questa la logica del capitalismo che nessuno, tra i rappresentanti della politica istituzionale presenti al presidio, ha voluto mettere realmente in discussione. A Valdengo sono intervenuti numerosi esponenti istituzionali: Chiara Appendino, parlamentare del Movimento 5 Stelle ed ex sindaca di Torino; la consigliera regionale di minoranza del Partito Democratico Emanuela Verzella; il consigliere regionale di maggioranza di Fratelli d'Italia Davide Zappalà; il presidente della Provincia di Biella Emanuele Ramella, del Partito Democratico, oltre a diversi consiglieri comunali del PD. Eppure, ascoltando i loro interventi, è emerso soprattutto un dato: la politica istituzionale appare incapace di contrapporsi realmente al potere economico delle multinazionali. Tutti hanno criticato la decisione dell'azienda tedesca e manifestato solidarietà alle lavoratrici e ai lavoratori. Sono stati pronunciati i consueti “siamo con voi” e “siamo al vostro fianco”. Ma oltre le parole, quali impegni concreti sono stati assunti? Nessuno ha indicato una soluzione precisa per garantire la continuità occupazionale. Nessuno ha annunciato un impegno concreto per la ricollocazione delle 137 persone coinvolte. Nessuno ha garantito il prolungamento della cassa integrazione o l'attivazione di ulteriori ammortizzatori sociali. E soprattutto nessuno ha messo in discussione il meccanismo che consente a una grande multinazionale di decidere unilateralmente del destino di centinaia di lavoratrici e lavoratori. È difficile, inoltre, non rilevare il profondo distacco sociale esistente tra chi parla dai palchi istituzionali e chi si trova oggi davanti ai cancelli a difendere il proprio posto di lavoro. Quando si percepiscono stipendi nell'ordine di migliaia di euro al mese, è difficile comprendere fino in fondo cosa significhi vivere con circa 1.400 euro al mese e sapere che, alla fine della cassa integrazione, quello stipendio potrebbe non esserci più. Le parole dei politici istituzionali hanno lasciato quindi il posto alla realtà delle lavoratrici e dei lavoratori. Al termine degli interventi ha preso la parola la compagna Lucietta Bellomo, portando i saluti e la solidarietà dei quattro partiti comunisti biellesi, PRC, PCI, PCUP e PMLI. Nel suo intervento ha denunciato come sia il sistema capitalistico a generare disoccupazione, precarietà e ingiustizia sociale, sottolineando che non può essere affidato alla benevolenza delle imprese il diritto al lavoro. Sono innanzitutto le lavoratrici e i lavoratori, attraverso la propria organizzazione e la propria lotta, a dover difendere i propri diritti. La storia delle grandi conquiste del movimento operaio, comprese quelle ottenute con le lotte degli anni Sessanta e Settanta, dimostra che i diritti non sono stati regalati dai padroni né concessi spontaneamente dalle istituzioni: sono stati conquistati attraverso la mobilitazione e la lotta. Particolarmente significativo è stato poi l'intervento diretto di un gruppo di lavoratrici, che ha espresso con forza la propria rabbia e la propria paura. È stato detto chiaramente che, dopo tante parole di solidarietà pronunciate da sindacalisti e rappresentanti istituzionali, le lavoratrici rischiano concretamente di trovarsi senza lavoro alla fine del mese e che, nell'attuale situazione economica e occupazionale del Biellese, trovare una nuova occupazione potrebbe essere tutt'altro che semplice. Di fronte a questa realtà, le risposte non possono essere fatte soltanto di speranze e dichiarazioni. La richiesta di qualche mese in più di cassa integrazione o della possibile ricollocazione delle lavoratrici e dei lavoratori negli altri appalti della cooperativa può rappresentare un intervento immediato, ma non risolve il problema di fondo: chi lavora non può essere considerato una merce da utilizzare finché conviene e da gettare via quando non produce più il profitto atteso. Quello che è accaduto a Valdengo dimostra ancora una volta il potere che il capitale esercita sulle condizioni di vita delle persone. Le multinazionali vengono lasciate libere di agire secondo la propria convenienza economica, mentre alle lavoratrici e ai lavoratori viene chiesto di accettare le conseguenze delle loro decisioni. Per i comunisti questa logica va respinta. Il lavoro non è una merce e la vita delle lavoratrici e dei lavoratori non può essere subordinata al profitto. I quattro partiti comunisti biellesi confermano pertanto la propria solidarietà e la propria disponibilità a convergere nelle iniziative di lotta che le lavoratrici e i lavoratori decideranno di intraprendere, perché è dalla mobilitazione e dall'unità di chi lavora che può nascere una risposta reale alla minaccia dei licenziamenti. Al presidio era presente anche il compagno Gabriele Urban, responsabile dell'Organizzazione di Biella del PMLI, che ha distribuito quasi un centinaio di copie del volantino unitario di lotta e solidarietà alle lavoratrici e ai lavoratori della cooperativa Orso Blu.

BIELLA, PIAZZA DUOMO BOCCIA OLIVERO: CILIEGI SÌ, MERCATO NO AI GIARDINI ZUMAGLINIUna nuova giornata di lotta si è svolta...
08/09/2026

BIELLA, PIAZZA DUOMO BOCCIA OLIVERO: CILIEGI SÌ, MERCATO NO AI GIARDINI ZUMAGLINI

Una nuova giornata di lotta si è svolta lunedì 7 settembre in piazza Duomo contro il progetto della giunta comunale guidata dal sindaco Marzio Olivero, espressione di Fratelli d’Italia, di spostare il mercato da piazza Falcone, nel cuore del Villaggio Lamarmora, ai Giardini Zumaglini. Alle 17, mentre a Palazzo Oropa si svolgeva il Consiglio comunale aperto, un maxi schermo ha permesso alla cittadinanza di seguire gli interventi e partecipare direttamente al confronto. Una piazza viva e combattiva, che ha applaudito le innumerevoli posizioni contrarie al progetto e contestato con fischi quelle, pochissime, favorevoli. Una bella prova di partecipazione popolare, nella quale i cittadini non si sono limitati ad ascoltare, ma hanno fatto sentire concretamente la propria voce.

Dagli interventi dei Consigli di quartiere è emersa soprattutto la richiesta di studi seri e di un confronto reale prima di modificare l’attuale assetto. Il Consiglio del Centro ha chiesto analisi urbanistiche e socioeconomiche, studi su traffico, parcheggi e mobilità, mentre diversi quartieri hanno sottolineato il valore sociale del mercato di piazza Falcone e il rischio di impoverire ulteriormente le periferie. A Chiavazza l’85% dei partecipanti al sondaggio promosso dal Consiglio di quartiere si è espresso contro il progetto; a Pavignano-Vaglio-Colma la contrarietà ha raggiunto il 90% dei componenti del Consiglio.

Particolarmente significativo l’intervento del dottor agronomo Andrea Polidori, che ha ricordato la funzione dei Giardini Zumaglini come spazio di rifugio dal rumore della città, di refrigerio nelle giornate calde e di tranquillità per la popolazione. Una funzione difficilmente conciliabile con il passaggio di mezzi, banchi e migliaia di persone. Gli Zumaglini sono inoltre un giardino storico risalente al 1876, con alberi secolari e tre esemplari monumentali.

Al centro della mobilitazione ci sono anche i ciliegi. Gli agronomi hanno evidenziato come il loro trapianto sia un’operazione estremamente complessa, costosa e dall’esito incerto: per aumentare le possibilità di attecchimento servirebbero zolle del diametro di tre metri e mezzo-quattro metri, senza peraltro eliminare l’elevato rischio di insuccesso.

Significativo anche l’intervento di Daniele Gamba, presidente del Circolo Tavo Burat-Pro Natura di Biella, che ha posto una questione fondamentale: si tratta davvero di una riqualificazione oppure di una trasformazione dei Giardini Zumaglini? L’associazione ha contestato un metodo nel quale il confronto pubblico arriva dopo l’impostazione del progetto, chiedendo invece di valutare preventivamente alternative e conseguenze.

Il quadro che emerge è dunque quello di un’amministrazione sempre più isolata su una scelta che coinvolge ambiente, periferie, commercio, mobilità e qualità della vita. Persino chi non esclude una revisione complessiva dei mercati cittadini chiede studi, alternative e ascolto della popolazione. La questione è anche e soprattutto politica. Da una parte una giunta che pretende di decidere dall’alto; dall’altra le masse popolari, i quartieri, le associazioni e i lavoratori che rivendicano il diritto di partecipare alle scelte sulla propria città. È una contrapposizione che riguarda il modello stesso di governo del territorio: gli spazi pubblici devono essere tutelati e utilizzati nell’interesse della collettività, non sacrificati alle esigenze di un progetto calato dall’alto.

In piazza era presente anche l’Organizzazione di Biella del PMLI, con il manifesto “Ciliegi sì, Olivero no”, già portato nelle precedenti mobilitazioni.

Quella di oggi è stata una bella giornata di lotta e una pesante batosta politica per Olivero e la sua giunta. I Giardini Zumaglini devono restare giardini, i ciliegi devono essere salvati e il Villaggio Lamarmora non deve essere privato del suo mercato. La parola deve tornare alle masse popolari.

E poche ore dopo, in Consiglio comunale, è arrivata la risposta della Giunta alla piazza: nessun ravvedimento, nessun passo indietro. Gli assessori hanno rivendicato la scelta di trasferire il mercato, definendola una decisione politica e strategica per il futuro della città e sostenendo che, alla fine, «la scelta deve essere di chi governa». Di fronte alla mobilitazione popolare, l’assessora all’Ambiente Livia Caldesi ha inoltre liquidato come «spropositata» la polemica sui ciliegi e parlato di una «campagna accanita» sugli alberi. L’assessore ai Lavori pubblici Luca Castagnetti ha infine confermato la volontà di procedere con il progetto, illustrando gli interventi previsti in funzione dello spostamento del mercato.

Insomma, la Giunta di Fratelli d’Italia non ascolta minimamente la piazza e tira dritto. Altro che ravvedimento: davanti alla netta opposizione emersa dalla cittadinanza, preferisce difendere a ogni costo una scelta che appare già ampiamente indirizzata a monte, tentando persino di sminuire le ragioni della protesta. Ma la mobilitazione popolare non si ferma.

COOPERATIVA ORSO BLU, 137 POSTI DI LAVORO A RISCHIO.CONTRO LA LOGICA DEL PROFITTO, AL FIANCO DELLE LAVORATRICI E DEI LAV...
07/09/2026

COOPERATIVA ORSO BLU, 137 POSTI DI LAVORO A RISCHIO.
CONTRO LA LOGICA DEL PROFITTO, AL FIANCO DELLE LAVORATRICI E DEI LAVORATORI.

Le organizzazioni comuniste firmatarie esprimono la propria piena solidarietà alle 137 lavoratrici e lavoratori della Cooperativa Orso Blu, che vedono oggi minacciati il proprio posto di lavoro, il salario e il futuro delle proprie famiglie. La decisione di Hermes Fulfillment, gruppo Otto, di non presentarsi al tavolo convocato dalla Regione Piemonte è un atto grave e arrogante, che dimostra ancora una volta come, nella logica delle grandi imprese, le esigenze e i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori vengano dopo gli interessi economici e le esigenze del profitto. Quando sono in gioco i bilanci e i profitti, le grandi aziende pretendono libertà di decisione; quando invece sono i lavoratori a rivendicare il diritto a un'occupazione stabile e dignitosa, improvvisamente il confronto diventa superfluo. La vicenda della ex Bonprix di Valdengo mette inoltre in luce le conseguenze di un sistema fondato sugli appalti e sulle cooperative, nel quale i lavoratori vengono resi subalterni alle esigenze delle aziende committenti. Un appalto può terminare da un momento all'altro e, con esso, può essere messo in discussione il posto di lavoro di chi per anni ha garantito la propria prestazione lavorativa. A questa precarietà si aggiungono spesso salari e tutele inferiori rispetto a quelli dei lavoratori direttamente impiegati. In questo sistema le lavoratrici e i lavoratori rischiano di essere trattati come una merce tra le merci, utilizzata quando serve e abbandonata quando non è più funzionale agli interessi dell'impresa. Noi comunisti rifiutiamo questa logica. Il lavoro non è una merce: è un diritto fondamentale e la dignità di chi lavora viene prima dei profitti. Non ci limitiamo pertanto a esprimere solidarietà. Saremo al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori in qualunque iniziativa di lotta riterranno di intraprendere per difendere il proprio posto di lavoro, i propri salari e i propri diritti. Siamo disponibili a convergere nelle loro lotte e a sostenerle concretamente. Sosteniamo il presidio indetto da CGIL e UIL per giovedì 10 settembre, dalle ore 10 alle ore 12, davanti ai cancelli dell'azienda a Valdengo, e invitiamo le lavoratrici e i lavoratori, le forze politiche, le organizzazioni sociali e tutta la cittadinanza biellese a partecipare. Questa vertenza non riguarda soltanto 137 posti di lavoro. Riguarda il modello di sviluppo del nostro territorio e il futuro delle lavoratrici e lavoratori. Di fronte alla pretesa delle grandi di poter decidere unilateralmente della vita di centinaia di persone, è necessario rispondere con la mobilitazione, con l'unità e con la lotta.
I posti di lavoro si difendono lottando!
Nessuna lavoratrice, nessun lavoratore deve essere lasciato solo!

Partito della Rifondazione Comunista (PRC) – Federazione Biellese
Partito Comunista Italiano (PCI) – Federazione Biellese
Partito Comunista di Unità Popolare (PCUP) – Sezione Biella e Ivrea
Partito marxista-leninista italiano (PMLI) – Organizzazione Biellese

TRASPORTI: LE LINEE PERIFERICHE PIEMONTESI ALL’ABBANDONO. MENTRE BIELLA-NOVARA E ALESSANDRIA AFFOGANO NEI DISAGI, I MILI...
02/09/2026

TRASPORTI: LE LINEE PERIFERICHE PIEMONTESI ALL’ABBANDONO. MENTRE BIELLA-NOVARA E ALESSANDRIA AFFOGANO NEI DISAGI, I MILIARDI DEL TAV ALIMENTANO CEMENTO E AFFARISMI

Piemonte – Treni soppressi, stazioni fantasma, ritardi cronici e linee a binario unico risalenti al secolo scorso. È questo lo scenario desolante in cui versano quotidianamente le linee ferroviarie periferiche e secondarie del Piemonte, a partire dai nodi critici di Alessandria e dalla linea Biella-Novara. Un progressivo deterioramento del trasporto pubblico locale che contrasta in modo stridente con i miliardi di euro pubblici destinati alle grandi opere, prima fra tutte il Treno Alta Velocità (TAV). La situazione della Biella-Novara è emblematica. Dopo una settimana di chiusura totale della linea per lavori, alla ripresa del servizio i disagi non sono certo terminati. Lunedì sono stati soppressi due treni diretti a Novara e martedì 1° settembre è stato soppresso il treno delle 7 del mattino per Novara, mentre numerosi altri convogli della tratta continuano ad accumulare ritardi di decine di minuti. Per pendolari, studenti e lavoratori, quello che dovrebbe essere un servizio essenziale si trasforma così quotidianamente in una fonte di disagi e di incertezza. Mentre i pendolari, gli studenti e i lavoratori delle tratte locali viaggiano in condizioni disagevoli su convogli obsoleti e linee colpite da continui guasti e incuria, lo Stato continua a finanziare un’opera faraonica il cui impatto sul territorio e sull’ambiente è ormai sotto gli occhi di tutti. Il progetto del TAV non solo comporta la devastazione di vallate e territori, ma rappresenta una voragine finanziaria che sottrae risorse che potrebbero essere destinate alla mobilità quotidiana dei cittadini. Alla luce dei dati e dei flussi di traffico odierni, il TAV appare per quello che è: un’opera sovradimensionata rispetto alle reali necessità e ai progetti iniziali, legata a previsioni di crescita mai verificate. Un’infrastruttura che non risponde più alle priorità della collettività, ma che continua a essere difesa a oltranza da chi ha precisi interessi economici nell’opera. Grandi appalti che, come dimostrano le numerose inchieste giudiziarie degli anni, hanno coinvolto esponenti dell’imprenditoria e creato anche il terreno per l’infiltrazione e il profitto delle mafie e della criminalità organizzata. Siamo di fronte a una scelta politica criminale nei confronti dei territori e della transizione ecologica. Si scelgono le grandi colate di cemento speculative invece di garantire la dignità del viaggio a migliaia di piemontesi che ogni giorno si spostano per studio o lavoro. Chiediamo lo stop immediato ai cantieri della devastazione e lo spostamento immediato di tutti i fondi pubblici verso la messa in sicurezza, l’elettrificazione e il potenziamento delle linee locali come la Biella-Novara e il nodo di Alessandria. Il trasporto pubblico deve tornare a essere un servizio per i cittadini, non un business per i grandi cartelli e le mafie dei cantieri. La nostra battaglia continuerà nelle stazioni e nelle piazze per rivendicare il diritto a una mobilità locale efficiente, sicura e a misura di cittadino.

Partito della Rifondazione Comunista (PRC) – Federazione biellese
Partito Comunista Italiano (PCI) – Federazione biellese
Partito Comunista di Unità Popolare (PCUP) – Sezione Biella e Ivrea
Partito marxista-leninista italiano (PMLI) – Organizzazione biellese

A BIELLA GLI AQUILONI DEVONO VOLARE!Nel pomeriggio di sabato 29 agosto i Biellesi per la Palestina Libera si sono ritrov...
30/08/2026

A BIELLA GLI AQUILONI DEVONO VOLARE!

Nel pomeriggio di sabato 29 agosto i Biellesi per la Palestina Libera si sono ritrovati nella centralissima via Italia per partecipare al presidio in solidarietà con il popolo palestinese e contro il genocidio in corso a Gaza, l’occupazione dei territori palestinesi della Cisgiordania e la politica criminale del governo nazisionista israeliano guidato dal macellaio Netanyahu. Da mesi, ogni sabato, le compagne e i compagni di “Biellesi per la Palestina Libera” si ritrovano nel centro di Biella per esprimere la propria rabbia e la propria volontà di lotta contro il massacro perpetrato ai danni del popolo palestinese. Una mobilitazione popolare che non si è fermata davanti al silenzio e all'inerzia delle istituzioni e che continua a chiedere con forza la fine dell'aggressione, dell'occupazione e delle violenze contro il popolo palestinese, a Gaza come in Cisgiordania, dove proseguono le violenze dei coloni e l'espansione degli insediamenti israeliani. Il presidio odierno è stato dedicato in particolare alla denuncia dell'assurda e criminale minaccia israeliana contro gli aquiloni fatti volare dai bambini palestinesi. Dopo che diversi aquiloni provenienti dalla Striscia di Gaza sono stati rinvenuti nei pressi delle comunità israeliane al confine, il governo Netanyahu ha annunciato una politica di “tolleranza zero”, arrivando a equiparare gli aquiloni ai droni, «con o senza esplosivi». Il ministro della Difesa Israel Katz ha successivamente dichiarato che ogni lancio sarebbe stato considerato un «atto terroristico», minacciando una risposta militare contro responsabili, organizzatori e luoghi di lancio. La vicenda assume così un carattere tanto grottesco quanto drammatico: a Gaza, dove ai bambini sono già stati negati i diritti più elementari, persino un semplice gioco può diventare un motivo di minaccia militare. Proprio per questo durante il presidio sono stati esposti tanti aquiloni nella centralissima via Italia. Un gesto semplice ma fortemente simbolico per affermare che gli aquiloni devono volare, che i bambini palestinesi devono poter giocare e che nessun esercito può cancellare il diritto di un popolo alla libertà. Nel corso dell'iniziativa si sono alternati interventi, letture di poesie e momenti musicali. Particolarmente significativo è stato l'alternarsi delle canzoni di Fabrizio De André con quelle della resistenza palestinese, in un intreccio tra cultura, memoria e lotta che ha conferito al presidio un forte carattere popolare e internazionalista. Tra gli interventi più significativi quello della segretaria generale della CGIL di Biella, Cristina Martiner, presente per manifestare con forza la contrarietà della CGIL al massacro del popolo palestinese. Presenti anche rappresentanti dell'ARCI, tra cui il compagno Valter Clemente. Non sono mancate le Donne in Cammino per la Pace, che ancora una volta hanno portato nel presidio la loro testimonianza contro la guerra, ciascuna con la propria lettera, componendo insieme la scritta «CESSATE IL FUOCO». Significativa anche la partecipazione di compagne e compagni provenienti da diverse località della provincia. Tra queste la compagna Ivana Novello, che non fa mai mancare il proprio sostegno al presidio settimanale di “Biellesi per la Palestina Libera”, raggiungendo Biella dalla Valsessera. A portare la solidarietà militante del Partito marxista-leninista italiano era presente il compagno Gabriele Urban, dell'Organizzazione di Biella, con la bandiera palestinese e alcuni cartelli di denuncia dell'aggressione e dell'oppressione nazisionista. Il presidio ha rappresentato ancora una volta un importante momento di confronto, discussione e mobilitazione popolare contro la guerra, il genocidio e l'occupazione. Il presidio settimanale dei Biellesi per la Palestina Libera rinnova la propria solidarietà internazionalista al popolo palestinese e invita le masse popolari biellesi a rafforzare la mobilitazione contro il governo nazisionista israeliano, contro l'imperialismo e contro ogni forma di complicità con i suoi crimini.

SALVINI FRENA SULLA BIELLA-NOVARA. I SUOI DUE PAPPAGALLINI BIELLESI MOSCA E SIMONETTI GLI VANNO DIETROL’Organizzazione d...
22/08/2026

SALVINI FRENA SULLA BIELLA-NOVARA. I SUOI DUE PAPPAGALLINI BIELLESI MOSCA E SIMONETTI GLI VANNO DIETRO

L’Organizzazione di Biella del Partito marxista-leninista italiano (PMLI) denuncia con fermezza le provocatorie e inaccettabili affermazioni del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, il leghista Matteo Salvini, che, rispondendo a un’interrogazione parlamentare sull’elettrificazione della linea ferroviaria Biella-Novara, ha avuto l’ardire di sostenere che l’opera sarebbe troppo costosa e presenterebbe difficoltà tecniche di difficile soluzione. Salvini vuole forse far passare le biellesi e i biellesi per stupidi. Queste parole, infatti, arrivano proprio dal ministro che continua a sostenere il faraonico e inutile ponte sullo Stretto di Messina, un’opera dai costi miliardari, mentre il trasporto ferroviario in Sicilia versa in condizioni spesso indegne di un Paese moderno. Per le infrastrutture faraoniche e funzionali agli interessi dei grandi gruppi capitalistici i soldi si trovano sempre, mentre quando si tratta di garantire un servizio essenziale a studenti, lavoratrici e lavoratori, improvvisamente spuntano ostacoli tecnici e problemi di bilancio. Il PMLI rivendica invece come priorità assoluta l’ammodernamento e l’elettrificazione dell’intera linea Biella-Novara. Sono centinaia gli studenti e le studentesse, le lavoratrici e i lavoratori che quotidianamente si spostano tra i due capoluoghi di provincia. In una fase in cui i costi del carburante, delle autostrade e più in generale della mobilità pesano sempre più sui bilanci delle famiglie proletarie e popolari, il treno rappresenta un mezzo di trasporto potenzialmente più sicuro, economico e sostenibile rispetto all’automobile. Non a caso, anche il tavolo treni biellese si è espresso unanimemente per l’elettrificazione dell’intera tratta, dichiarandosi disposto persino ad accettare tre anni di bus sostitutivi pur di ottenere finalmente una ferrovia moderna e adeguata alle esigenze del territorio. La Biella-Novara avrebbe dovuto rappresentare una priorità ben maggiore rispetto alla nuova Pedemontana, un’opera che consumerà ulteriormente territorio e vegetazione per favorire il trasporto su gomma. Ancora una volta si preferisce investire nel cemento e nelle grandi opere, anziché potenziare concretamente il trasporto pubblico utilizzato quotidianamente dalle masse lavoratrici e studentesche. Lasciano poi interdetti le dichiarazioni dei due pappagallini biellesi di Salvini, Michele Mosca e Roberto Simonetti, immediatamente accorsi ad avallare le tesi del loro capo. Simonetti sostiene che Salvini avrebbe semplicemente descritto ciò che tutti sanno, mentre Mosca parla di problemi oggettivi e di soluzioni già individuate. Peccato che, mentre i due pappagallini ripetono diligentemente la linea del loro ministro, pendolari e studenti continuino a fare quotidianamente i conti con ritardi, cancellazioni e un servizio ferroviario che non risponde più da tempo ai minimi canoni di decenza di un trasporto moderno. In questi giorni, inoltre, la linea Biella-Novara è nuovamente sostituita dai bus per consentire i lavori dell’installazione di un nuovo sistema di controllo della marcia. Un’ulteriore dimostrazione di quanto sia necessario intervenire seriamente sull’intera infrastruttura e non limitarsi a rattoppi parziali. Per percorrere poco più di 50 chilometri tra Biella e Novara occorre ancora circa un’ora, su convogli spesso vecchi e inadeguati, ma pagati dagli utenti come se garantissero gli standard di un moderno servizio ferroviario. È questa la realtà che Salvini, Mosca e Simonetti sembrano non voler vedere. Il PMLI di Biella respinge quindi al mittente la frenata del governo sulla Biella-Novara e rivendica un piano immediato di investimenti pubblici per il completo ammodernamento e l’elettrificazione della linea. Basta con le promesse elettorali e con le grandi opere inutili e faraoniche. Le risorse pubbliche devono essere destinate ai servizi e alle infrastrutture realmente utili alle lavoratrici, ai lavoratori, agli studenti e alle masse popolari.

AMMODERNARE ED ELETTRIFICARE SUBITO L’INTERA LINEA BIELLA-NOVARA!

NO ALLE GRANDI OPERE INUTILI, SÌ A UN TRASPORTO PUBBLICO MODERNO, SICURO ED ECONOMICO!

OLTRE MILLE BIELLESI IN CORTEO: CRESCE LA PROTESTA CONTRO OLIVERO PER SALVARE I CILIEGI DEI GIARDINI ZUMAGLINIOltre mill...
02/08/2026

OLTRE MILLE BIELLESI IN CORTEO: CRESCE LA PROTESTA CONTRO OLIVERO PER SALVARE I CILIEGI DEI GIARDINI ZUMAGLINI

Oltre mille cittadine e cittadini hanno dato vita a un imponente corteo per difendere i quasi cinquanta ciliegi dei Giardini Zumaglini che la giunta comunale guidata dal sindaco di Fratelli d’Italia, Marzio Olivero, intende espiantare per fare posto al trasferimento del mercato nel centro cittadino. Un progetto fortemente contestato, anche perché, considerata la stagione estiva e le temperature torride, il trapianto degli alberi rischia concretamente di condannarli alla morte. Fin dal concentramento era evidente che la mobilitazione sarebbe stata un successo. Da ogni direzione continuavano ad arrivare cittadini, molti dei quali con cartelli eloquenti: "Più alberi, meno Olivero", "Giunta comunale arrogante, dimissioni!", "No!". Un segnale chiaro del carattere non solo ambientalista, ma anche politico della protesta contro un'amministrazione che ha deciso il futuro dei Giardini Zumaglini senza un reale confronto con la cittadinanza. Tra i manifestanti era unanime la convinzione che trasformare i Giardini Zumaglini, storico polmone verde della città, nella nuova sede del mercato rappresenti una grave ferita al patrimonio storico e ambientale di Biella. Prima della partenza del corteo l'organizzatrice Veronica Del Bianco ha ribadito le ragioni della mobilitazione, ricordando che è stato consultato anche il florovivaista e agronomo Pozzi, il quale ha escluso che i ciliegi siano malati, smentendo così quanto sostenuto dal sindaco Olivero nel tentativo di giustificare la propria scelta davanti alla popolazione. Alle 17.30 il lungo serpentone ha preso il via attraversando la centralissima via Italia. Per tutto il percorso si sono levati i cori "Dimissioni!" e "Vergogna!", rivolti alla giunta comunale e al sindaco Olivero. Al passaggio del corteo davanti al negozio Cigna Dischi, il titolare è uscito esponendo un cartello con la scritta "Cigna Dischi dice no allo spostamento dei ciliegi", ricevendo il caloroso applauso di tutti i partecipanti. Particolarmente significativo è stato anche il passaggio davanti al presidio permanente dei Biellesi per la Palestina Libera, presente da mesi in via Italia per denunciare il massacro del popolo palestinese da parte di Israele. I manifestanti hanno salutato il presidio con applausi e slogan di solidarietà, riconoscendo come entrambe le mobilitazioni esprimano il rifiuto di un potere che pretende di decidere sopra la testa dei cittadini e dei popoli. Giunto davanti a Palazzo Oropa, sede del Comune, il presidio conclusivo ha rilanciato tutte le ragioni del "no" allo spostamento del mercato e all'espianto dei ciliegi. Veronica Del Bianco ha annunciato l'avvio di una raccolta firme per promuovere un referendum cittadino contro il progetto della giunta Olivero, proposta accolta da un lungo e convinto applauso. Presente al corteo anche l'Organizzazione di Biella del PMLI, che, nel pieno rispetto della scelta degli organizzatori di mantenere la manifestazione apartitica, ha partecipato senza simboli di partito esponendo il manifesto "Ciliegi Sì, Olivero No". Un manifesto che è stato ripetutamente fotografato dai partecipanti e dai passanti, riscuotendo un consenso evidente perché ha saputo sintetizzare efficacemente il sentimento prevalente della piazza: il rifiuto di un'amministrazione che decide il futuro della città chiusa nei propri uffici, ignorando la volontà dei biellesi. Emblematiche, in questo senso, le parole pronunciate dalla stessa Veronica Del Bianco durante il presidio conclusivo "I Giardini Zumaglini sono dei biellesi e non del sindaco". Una frase che ha raccolto un consenso pressoché unanime e che sintetizza il significato dell'intera mobilitazione. Il grande successo del corteo dimostra che la battaglia per la difesa dei Giardini Zumaglini è ormai diventata una vera vertenza cittadina. La giunta Olivero farebbe bene ad ascoltare la voce di oltre mille biellesi prima di procedere con un progetto che rischia di compromettere irrimediabilmente uno dei luoghi più amati della città.

Indirizzo

Strada Alla Fornace 8/B
Biella
13900

Orario di apertura

21:00 - 23:00

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