PMLI Biella

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OPPOSIZIONE COMUNISTA A BIELLA
Da oltre 30 anni l'Organizzazione biellese del PMLI è sempre in prima linea nelle lotte operaie, popolari, studentesche, contro la devastazione dei territori e per la conquista del socialismo quale unica alternativa possibile al capitalismo.

QUARANTACINQUE GIORNI DI CAOS ANNUNCIATO: L'ASSENZA DI PROGRAMMAZIONE COLPISCE ANCORA.   Ancora una volta cittadini e la...
16/06/2026

QUARANTACINQUE GIORNI DI CAOS ANNUNCIATO: L'ASSENZA DI PROGRAMMAZIONE COLPISCE ANCORA.

Ancora una volta cittadini e lavoratori biellesi sono costretti a pagare il prezzo dell'assenza di una seria programmazione delle opere pubbliche. È infatti imbarazzante la mancanza di progettualità a lungo termine di ANAS, che ha deciso di "regalare" alle biellesi e ai biellesi ben 45 giorni di disagi e code, chiudendo il ponte della tangenziale in direzione Biella dal 16 giugno al 31 luglio 2026 per la sostituzione di appena venti cordoli delle giunture. Già nell'estate di tre anni fa la chiusura del ponte provocò il blocco quasi totale della viabilità, con lavoratori, pendolari e cittadini intrappolati per ore sotto il sole in un traffico insopportabile. Viene quindi spontaneo chiedersi perché questo intervento non sia stato eseguito contestualmente ai lavori precedenti. Evidentemente la programmazione non è una priorità per chi dovrebbe gestire e pianificare la manutenzione delle infrastrutture. Le conseguenze di questa scelta erano facilmente prevedibili e, infatti, si sono manifestate immediatamente. Già dal primo giorno di chiusura il comune di Candelo è risultato completamente paralizzato dal traffico, con lunghe code e tempi di percorrenza notevolmente aumentati. Migliaia di lavoratori e cittadini sono stati costretti a subire l'ennesimo disagio causato da decisioni prese senza valutare adeguatamente il loro impatto sulla viabilità del territorio. Una situazione che richiama quanto accade sistematicamente sulle nostre strade: si asfaltano carreggiate appena rifatte per poi demolirle pochi mesi dopo con nuovi scavi per sottoservizi, linee elettriche o posa della fibra ottica. Proprio al confine tra Biella e Candelo, ma nel territorio comunale di Biella, gli automobilisti potranno inoltre osservare quello che ormai da oltre due anni sembra essere diventato un elemento permanente del paesaggio urbano: due enormi bobine di cavo per la fibra ottica abbandonate a bordo strada. Un degrado tanto evidente quanto inspiegabile sul quale nessun funzionario comunale preposto alla manutenzione e al decoro delle strade ha mai ritenuto opportuno intervenire. Forse il neoassessore ai Lavori pubblici di Fratelli d’Italia, Luca Castagnetti, ha altro a cui pensare. Sempre nella stessa zona le rotatorie di via Biella e di via per Candelo presentano da tempo segnaletica direzionale divelta e danneggiata, mentre l'illuminazione centrale delle rotatorie risulta costantemente spenta. Anche in questo caso il disinteresse dell'amministrazione comunale appare evidente. Infine ci preme ricordare che, a seguito di una nostra segnalazione di due anni fa, sono stati rimossi quasi tutti i vecchi cartelloni elettronici inutilizzati presenti sul territorio cittadino. Ne resta però ancora uno all'incrocio tra via Rigola e via Ivrea, nel quartiere Thes. Un particolare che conferma una sensazione sempre più diffusa tra i residenti ossia che per la Giunta comunale, guidata dal sindaco di Fratelli d’Italia, Marzio Olivero, le periferie valgono meno del centro cittadino e possono quindi essere lasciate nell'abbandono e nel degrado. I lavoratori e i cittadini biellesi meritano manutenzione, sicurezza e programmazione, non improvvisazione, incuria e continui disagi scaricati sulle spalle della popolazione. Le infrastrutture pubbliche devono essere pianificate nell'interesse della collettività e non gestite con una logica emergenziale che finisce puntualmente per colpire chi ogni giorno lavora, studia e si sposta sul territorio. Concludiamo prendendo in prestito uno degli slogan con cui ANAS accompagna i propri comunicati: «Quando sei alla guida tutto può aspettare! Guida e Basta!». Un invito alla prudenza che condividiamo pienamente, perché la sicurezza stradale viene prima di tutto. Tuttavia ricordiamo ad ANAS che, se quando si guida tutto può aspettare, non dovrebbero invece essere costretti ad aspettare lavoratori, pendolari e cittadini bloccati per ore nel traffico a causa di lavori programmati senza un'adeguata pianificazione. La sicurezza è fondamentale ma lo è anche il rispetto del tempo delle persone. Un ente pubblico efficiente dovrebbe garantire entrambe le cose.

A BIELLA COMMEMORATI I 21 MARTIRI DELLA RESISTENZA. PROTESTE CONTRO IL SINDACO MELONIANO E IL REVISIONISMO STORICOSotto ...
06/06/2026

A BIELLA COMMEMORATI I 21 MARTIRI DELLA RESISTENZA. PROTESTE CONTRO IL SINDACO MELONIANO E IL REVISIONISMO STORICO

Sotto una pioggia incessante e battente si è svolta a Biella l'ottantaduesima commemorazione dell'eccidio di piazza Martiri della Libertà, dove 21 valorosi partigiani furono barbaramente assassinati dalla teppaglia nazifascista che, nei primi giorni di giugno del 1944, ancora imperversava nella nostra città seminando terrore e morte. Come da tradizione, il concentramento si è tenuto in piazza Battistero, davanti al municipio di Biella, da dove è partito il corteo che ha attraversato le vie del centro cittadino fino a raggiungere il luogo del massacro. Durante il percorso le compagne e i compagni del Partito della Rifondazione Comunista hanno intonato i principali canti della Resistenza, tra cui "Fischia il vento" e "Bella ciao". Presenti anche delegazioni dell'Alleanza Verdi e Sinistra, della CGIL e del Partito Democratico. Giunti in piazza Martiri della Libertà, ha preso la parola il sindaco di Biella, il meloniano di ferro, Marzio Olivero. Nel suo intervento commemorativo è riuscito in un'impresa che, a ben vedere, appare perfettamente coerente con la sua appartenenza politica: non ha mai pronunciato le parole "Resistenza" e "antifascismo", né ha indicato con chiarezza i responsabili di quel feroce eccidio, evitando accuratamente di nominare i nazisti e i loro complici fascisti. Al termine del suo intervento le compagne e i compagni del Partito della Rifondazione Comunista e del Partito marxista-leninista italiano hanno contestato il sindaco scandendo a più riprese lo slogan “Ieri partigiani, oggi antifascisti” mentre dalle file di AVS si è inoltre levata la denuncia del fatto che gli autori di quei massacri furono i fascisti, dei quali il partito della presidente del Consiglio Meloni rappresenta l'erede politico sul piano storico e ideale. Successivamente è intervenuto il giovane studioso Nicolò D'Oria, collaboratore dell'Istituto storico della Resistenza. Il suo discorso è iniziato con considerazioni ampiamente condivisibili, ricordando come il Biellese sia stato una delle terre più combattive della Resistenza antifascista, capace di liberarsi autonomamente dall'occupazione nazifascista addirittura un giorno prima rispetto alla Liberazione nazionale del 25 aprile. Nella parte finale del suo intervento, tuttavia, D'Oria è scivolato su posizioni che richiamano il revisionismo storico già teorizzato da Luciano Violante e da altri esponenti della cultura della "pacificazione nazionale". Nel tentativo di richiamare le ragioni dei vinti e di riproporre il tema dell'unità e della riconciliazione tra gli italiani ha ricordato che nei giorni in cui Biella rendeva omaggio ai 21 martiri partigiani furono celebrati anche i funerali di tre fascisti uccisi durante le azioni di guerra e le rappresaglie partigiane. D'Oria ha quindi affermato che si trattava comunque di «fratelli italiani», aggiungendo che alcuni stavano dalla parte della libertà e altri no. Una riflessione che, pur ammantata di equilibrio istituzionale, finisce inevitabilmente per attenuare il giudizio storico e politico sul fascismo e sulla guerra di Liberazione. La Resistenza non fu infatti una tragedia tra fratelli ma una lotta di liberazione nazionale e sociale tra chi combatteva per abbattere la dittatura fascista e l'occupazione nazista e chi, invece, si schierava dalla parte degli oppressori. Un discorso conciliativo che avrà probabilmente incontrato il favore del sindaco Olivero e di una parte del Partito Democratico, da cui il giovane D’Oria proviene, ma che non è stato condiviso da numerosi antifascisti presenti in piazza. Tra questi il compagno Gabriele Urban del PMLI che, al termine dell'intervento, ha contestato apertamente tale impostazione gridando: «No al revisionismo storico!».

CANDELO (BI). PARTECIPATA CAMMINATA ANTIMILITARISTA IN BARAGGIA NEL GIORNO DELL'80° ANNIVERSARIO DELLA REPUBBLICA   Alle...
02/06/2026

CANDELO (BI). PARTECIPATA CAMMINATA ANTIMILITARISTA IN BARAGGIA NEL GIORNO DELL'80° ANNIVERSARIO DELLA REPUBBLICA

Alle ore 10 di martedì 2 giugno 2026, nell'80° anniversario della fondazione della Repubblica Italiana, decine di antifasciste e antifascisti, antimilitaristi, ambientalisti, attiviste delle “Donne in Cammino per la Pace”, esponenti del Coordinamento Biella Antifascista e di Biellesi per la Palestina Libera si sono dati appuntamento al Piazzale della Baraggia per partecipare alla camminata antimilitarista promossa dal Comitato BastaGuerre. L'iniziativa si è svolta nella consapevolezza che da decenni la parte occidentale del Parco delle Baragge è utilizzata per esercitazioni militari, una presenza incompatibile con la tutela ambientale e con una concezione del territorio al servizio delle masse popolari. Numerosi gli striscioni e i cartelli contro le guerre imperialiste, il riarmo e la militarizzazione della società. Presenti, tra gli altri, il Partito della Rifondazione Comunista con i Giovani Comunisti e il PMLI. Nel corso della prima sosta hanno preso la parola diversi rappresentanti delle realtà promotrici. Marco Sansoè, del Coordinamento Biella Antifascista, ha sottolineato l'importanza di mantenere una presenza costante e organizzata sul territorio, senza limitarsi alle mobilitazioni occasionali, richiamando l'esempio del movimento No Tav della Val di Susa, capace nel corso dei decenni di unire soggetti diversi attorno a un obiettivo comune senza divisioni settarie. Daniele Gamba, del Circolo ambientalista "Tavo Burat", ha ripercorso le battaglie condotte contro le esercitazioni militari in Baraggia, ricordando come grazie all'impegno del circolo e delle realtà ambientaliste tali attività siano state sospese per oltre nove mesi, purtroppo con la prospettiva di una loro imminente ripresa. È intervenuto anche Alessandro Pizzi della lista civica e gruppo ambientalista "Candelo Oltre", che ha illustrato le iniziative e le interrogazioni presentate in Consiglio comunale per sollecitare l'amministrazione a contrastare le esercitazioni militari in Baraggia. Pizzi ha evidenziato come la tutela del patrimonio naturalistico e della biodiversità del territorio sia incompatibile con l'utilizzo militare dell'area, ribadendo la necessità di promuovere un modello di sviluppo fondato sulla salvaguardia ambientale, sulla fruizione sostenibile del Parco e su forme di turismo rispettose dell'ecosistema, in alternativa alla militarizzazione di uno dei più importanti polmoni verdi del Biellese. Per il PMLI è intervenuto il compagno Gabriele Urban, che ha denunciato la scandalosa situazione della Valsessera, dove oltre 9.000 cittadine e cittadini risultano ancora privi del medico di base. Urban ha sottolineato come, mentre la sanità e la scuola pubbliche vengono progressivamente impoverite e lasciate senza risorse adeguate, il governo neofascista Meloni trovi miliardi di euro per il riarmo e l'aumento delle spese militari. Si tratta di una precisa scelta politica e di classe: sottrarre risorse ai bisogni delle masse popolari per finanziare il militarismo e gli interessi dei grandi gruppi economici. Urban ha inoltre evidenziato come la lotta contro le esercitazioni militari in Baraggia, la difesa dell'ambiente e quella dei servizi pubblici siano parte della stessa battaglia contro una politica che antepone le armi, il profitto e la guerra ai diritti dei lavoratori, dei pensionati e dei giovani. L’iniziativa antimilitarista ha ribadito la necessità di rafforzare la mobilitazione contro le guerre imperialiste e il progressivo smantellamento dello Stato sociale, unendo la difesa della pace, dell'ambiente e dei diritti sociali dei lavoratori, dei giovani e delle masse popolari.

Giovedì 4 giugno 2026 ricorre l'82° anniversario della strage di Piazza Martiri della Libertà, quando le orde nazifascis...
02/06/2026

Giovedì 4 giugno 2026 ricorre l'82° anniversario della strage di Piazza Martiri della Libertà, quando le orde nazifasciste trucidarono 21 partigiani biellesi nel tentativo di soffocare la lotta di liberazione del popolo italiano.

Allora la Resistenza combatteva contro l'occupazione nazista e il regime fascista che avevano cancellato libertà, diritti e futuro. Oggi la Resistenza vive nella difesa dello Stato sociale, nella lotta contro la militarizzazione della società, contro il razzismo, il neofascismo e ogni politica che colpisce le lavoratrici e i lavoratori e le masse popolari.

Una Resistenza che non piace al sindaco di Biella, il meloniano Marzio Olivero, né alla federazione giovanile di Fratelli d'Italia, che non perdono occasione per attaccare l'antifascismo militante, dileggiare la CGIL e le lavoratrici e i lavoratori migranti. Perché ricordare i Martiri del 4 giugno non significa soltanto rendere omaggio al loro sacrificio: significa raccoglierne l'eredità di lotta e opporsi a chi oggi vorrebbe riportare indietro l'orologio della storia.

Per questo invitiamo tutte le compagne, i compagni, le democratiche e i democratici a partecipare alla commemorazione che si terrà giovedì 4 giugno alle ore 18:00 davanti al Comune di Biella.

Onore ai 21 Martiri di Piazza Martiri della Libertà!
Viva la Resistenza!
Ora e sempre Resistenza!

Invitiamo tutte le compagne e i compagni, i lavoratori, i giovani e tutti i sinceri antifascisti e antimilitaristi a par...
30/05/2026

Invitiamo tutte le compagne e i compagni, i lavoratori, i giovani e tutti i sinceri antifascisti e antimilitaristi a partecipare alla Camminata antimilitarista in Baraggia promossa dal Comitato BastaGuerre in occasione della Festa della Repubblica.

In un momento in cui il governo neofascista Meloni aumenta le spese militari e alimenta la corsa al riarmo, è più che mai necessario ribadire il nostro netto rifiuto alle guerre d'aggressione imperialist e del militarismo. A ogni aumento delle spese per armi, eserciti e missioni militari corrispondono minori risorse per la sanità pubblica, la scuola, i servizi sociali e la previdenza, con conseguenze pesanti per lavoratori, pensionati e giovani. Partecipiamo numerosi per affermare che la pace, la solidarietà tra i popoli e i diritti delle masse popolari valgono più di ogni arma e di ogni logica bellicista.

PRIMO MAGGIO 2026 LE LAVORATRICI E I LAVORATORI SCENDONO IN PIAZZA CONTRO GUERRA, PRECARIETA' E SFRUTTAMENTONonostante u...
02/05/2026

PRIMO MAGGIO 2026 LE LAVORATRICI E I LAVORATORI SCENDONO IN PIAZZA CONTRO GUERRA, PRECARIETA' E SFRUTTAMENTO

Nonostante un insolito clima freddo centinaia di lavoratrici e lavoratori di ogni settore, affiancati da studenti e pensionati si sono riversati in piazza Martiri della Libertà per celebrare il Primo Maggio 2026, Giornata internazionale delle lavoratrici e dei lavoratori. Non una ritualità svuotata, come vorrebbero padroni e istituzioni, ma una giornata viva di lotta, denuncia e organizzazione contro il sistema capitalistico, sempre più aggressivo e incapace di garantire condizioni di vita dignitose alle masse popolari. Il corteo ha espresso con forza il malcontento crescente verso una condizione lavorativa sempre più segnata da precarietà, bassi salari, ricatti e sfruttamento intensificato. Le politiche del governo neofascista di Giorgia Meloni, Mussolini in gonnella, continuano a favorire apertamente il grande capitale e a scaricare i costi della crisi sulle spalle della classe operaia, aggravando disuguaglianze e insicurezza sociale. Alla manifestazione hanno partecipato numerose categorie sindacali, unite nella denuncia delle condizioni materiali sempre più insostenibili. Presente anche il mondo dell’artigianato, anch’esso colpito dalla stretta del grande capitale e dalla subordinazione alle logiche del profitto. Significativa la presenza delle bandiere rosse delle compagne e dei compagni del Partito della Rifondazione Comunista (PRC), del Partito Comunista Italiano (PCI) e del Partito marxista-leninista italiano (PMLI), che ha portato in piazza parole d’ordine chiare e senza ambiguità contro il regime capitalista e neofascista. Durante il corteo si sono levati slogan contro la precarizzazione strutturale del lavoro, contro lo sfruttamento sistemico e contro le politiche imperialiste che alimentano guerra e devastazione. Forte e sentita la denuncia del genocidio del popolo palestinese, con l’accusa diretta alle potenze imperialiste e al governo italiano per la loro complicità politica e materiale. In questo quadro è stata espressa anche piena solidarietà internazionalista alla Flotilla umanitaria recentemente arrestata nelle acque di Creta mentre tentava di rompere il blocco e portare aiuti alla popolazione palestinese, ennesima dimostrazione della repressione contro ogni iniziativa concreta di sostegno ai popoli oppressi. La solidarietà internazionalista è emersa come elemento centrale della coscienza di classe, contro ogni tentativo di divisione infatti è stata intonata più volte la storica canzone “L’Internazionale”. Non sono mancati momenti di denuncia politica sotto la sede di Fratelli d’Italia, dove il corteo ha ribadito con determinazione il rifiuto di ogni rigurgito fascista, razzista e populista. Gli slogan scanditi hanno espresso con chiarezza l’opposizione popolare a un governo neofascista al servizio dei padroni. La manifestazione si è conclusa con i comizi ai Giardini Zumaglini, dove gli interventi sindacali di CGIL, CISL e UIL hanno sottolineato l’urgenza di una risposta collettiva e organizzata. È emersa con forza la necessità di rilanciare la lotta nei luoghi di lavoro e nella società, superando ogni illusione riformista e ogni subordinazione alle compatibilità del sistema capitalistico. Il Primo Maggio 2026 ha confermato una verità che la propaganda borghese tenta inutilmente di nascondere: la contraddizione tra capitale e lavoro è più viva che mai. Per questo la mobilitazione non può esaurirsi in una giornata simbolica. Deve proseguire e rafforzarsi ogni giorno, nelle fabbriche, nei territori, nelle scuole e nelle piazze.

ANTICOMUNISMO VISCERALE E REVISIONISMO STORICO: I RIFERIMENTI DI FRATELLI D'ITALIA BIELLESE   A rileggere le dichiarazio...
27/04/2026

ANTICOMUNISMO VISCERALE E REVISIONISMO STORICO: I RIFERIMENTI DI FRATELLI D'ITALIA BIELLESE

A rileggere le dichiarazioni del sindaco di Biella, in quota Fratelli d’Italia, Marzio Olivero, emerge un impianto politico segnato da anticomunismo viscerale e da una preoccupante distorsione della realtà storica e politica. In questo quadro non può passare inosservato come, sul proprio profilo pubblico, il sindaco abbia condiviso contenuti e immagini riconducibili alla figura di Giorgio Almirante, fucilatore di partigiani ed esponente storico della tradizione neofascista italiana. Si tratta di elementi pubblici che contribuiscono a delineare un orientamento politico e culturale inconciliabile con i valori della Resistenza. È grave che proprio in occasione del 25 Aprile, giornata che celebra la Liberazione dal nazifascismo, si tenti di ridimensionare o delegittimare il valore dell’antifascismo, arrivando a definirlo “anacronistico”. Una simile affermazione contraddice il significato storico e attuale della Resistenza. L’antifascismo non è un residuo del passato, ma un principio vivo e attuale, fondato sull’esperienza concreta della lotta di liberazione nazionale. Esso rappresenta l’eredità politica e morale lasciata dagli oltre 700 partigiani caduti nel territorio biellese, per abbattere il regime fascista e l’occupazione nazista. Per le comuniste e i comunisti l’antifascismo non è una celebrazione rituale, ma una pratica quotidiana. Si esprime nella difesa dei diritti dei lavoratori, nella lotta contro la precarietà e lo sfruttamento, nell’opposizione a misure repressive come il cosiddetto “decreto sicurezza”, e nella solidarietà verso i migranti e le fasce popolari colpite dalle politiche governative. In questo senso l’antifascismo si pone in netto contrasto con politiche e visioni che comprimono i diritti sociali e civili e alimentano divisioni tra le masse popolari. Particolarmente grave è inoltre la polemica dei giovani di FdI sulla presenza, nei cortei del 25 Aprile, di bandiere rosse con falce e martello e della Palestina. Si tratta di una posizione che denota il palese tentativo revisionista di riscrivere la storia della Resistenza e della solidarietà internazionalista. Una parte rilevante dei partigiani che contribuirono alla Liberazione nel Biellese, si riconosceva infatti negli ideali comunisti e combatteva sotto quei simboli. Allo stesso modo è un dato storico che una componente significativa dei membri dell’Assemblea Costituente del 1948 provenisse dal movimento comunista, contribuendo in maniera determinante alla definizione dei principi fondamentali della Costituzione repubblicana. Contestare questi simboli significa, nei fatti, mettere in discussione una parte essenziale della storia della Liberazione e del processo costituente del nostro Paese. La contestazione della bandiera palestinese rivela una rimozione della realtà dei conflitti contemporanei. Oggi, di fronte alla situazione in Palestina, schierarsi contro il genocidio di un popolo non è una scelta accessoria, ma una necessità politica. Per le comuniste e i comunisti, l’internazionalismo significa stare dalla parte dei popoli oppressi contro ogni forma di dominio e violenza. Come durante la Resistenza non era possibile essere neutrali di fronte al nazifascismo, così oggi non è accettabile ignorare le responsabilità del governo nazisionista di Benjamin Netanyahu che sta praticando un genocidio contro la popolazione palestinese. Invitiamo i dirigenti di Fratelli d’Italia a farsene una ragione e ad affacciarsi dal balconcino dalla sede di via Italia in occasione del Primo Maggio, Festa internazionale delle lavoratrici e dei lavoratori così durante il corteo vedranno sfilare ancora una volta un mare di bandiere rosse con falce e martello, espressione viva delle lotte del movimento operaio per un mondo senza guerre, senza razzismo e senza sfruttamento dell’uomo sull’uomo.

DUE GIORNATE DI LOTTA E DI MEMORIA AL GRIDO: VIVA IL 25 APRILE, VIVA LA RESISTENZA!Anche quest’anno si è celebrato il 25...
25/04/2026

DUE GIORNATE DI LOTTA E DI MEMORIA AL GRIDO: VIVA IL 25 APRILE, VIVA LA RESISTENZA!

Anche quest’anno si è celebrato il 25 aprile, giornata della Liberazione dal nazifascismo. Per Biella questa ricorrenza assume un significato ancora più profondo, poiché la città venne liberata già il 24 aprile grazie all’azione decisa e organizzata delle formazioni partigiane, che strapparono il territorio alla teppaglia nazifascista con un giorno di anticipo rispetto al resto del Paese. In questo contesto, e in modo unitario come preannunciato da un comunicato stampa parzialmente ripreso dalla stampa locale, le comuniste e i comunisti biellesi del Partito della Rifondazione Comunista (PRC), del Partito Comunista Italiano (PCI), del Partito Comunista di Unità Popolare (PCUP) e del Partito marxista-leninista italiano (PMLI) si sono dati appuntamento alle ore 17:30 davanti al monumento partigiano di piazza Martiri della Libertà. Qui è stata deposta una corona di gerbere rosse con la scritta “I comunisti biellesi ai partigiani caduti”. Alla deposizione sono seguiti brevi interventi commemorativi, nei quali è stata ribadita la necessità di attualizzare gli insegnamenti della Resistenza per contrastare l’avanzata del neofascismo a livello nazionale e internazionale. Particolarmente significativo è stato l’intervento del responsabile dei Giovani Comunisti del Partito della Rifondazione Comunista e co-segretario di Rifondazione Biella, Giacomo Pagliero, che ha sottolineato con forza l’urgenza di tradurre gli ideali antifascisti in pratica politica concreta, radicata nei conflitti sociali del presente. Tutte le organizzazioni comuniste intervenute hanno inoltre convenuto sull’opportunità di avviare un percorso verso la costruzione di un coordinamento unitario, capace di intervenire con maggiore efficacia nelle principali vertenze che riguardano le masse popolari, dal lavoro alla scuola e all’università, fino alla difesa della sanità pubblica. Il corteo serale promosso dall’ANPI Provinciale di Biella è stato partecipato da oltre 400 manifestanti antifasciste e antifascisti e ha visto nuovamente una presenza unitaria delle comuniste e dei comunisti, organizzati in uno spezzone autonomo e combattivo. Il corteo ha attraversato le vie del centro cittadino, passando anche sotto le sedi di Fratelli d’Italia e Forza Italia. In queste occasioni si sono levati slogan di denuncia contro il sindaco di Biella, Marzio Olivero, esponente di Fratelli d’Italia, che nelle celebrazioni ufficiali del mattino aveva definito l’antifascismo “anacronistico” e “retorico”, mostrando così una posizione pienamente coerente con la normalizzazione reazionaria in atto. Davanti alle sedi dei partiti della destra borghese sono risuonati slogan come “Siamo tutti antifascisti” e “Siamo tutti antimafiosi”. La contestazione sotto Forza Italia ha inoltre colpito direttamente la politica del ministro degli Esteri Tajani, denunciando il ruolo dell’industria bellica italiana, in particolare del gruppo Leonardo S.p.A., nel sostenere gli interessi imperialisti legati ai governi degli Stati Uniti e di Israele, responsabili di massacri contro i popoli di Palestina, Libano e Iran. Il giorno seguente, 25 aprile, si sono svolte le celebrazioni ufficiali presso la frazione Lace di Donato. Il corteo delle ore 10:00 verso il monumento partigiano ha visto ancora una volta protagoniste le comuniste e i comunisti biellesi, che hanno scandito la manifestazione con canti della tradizione resistenziale come “Bella ciao” e “Fischia il vento”, alternati a slogan politici contro la guerra e il governo neofascista Meloni, espressione diretta degli interessi dei padroni. Gli interventi ufficiali hanno espresso un livello politico complessivamente avanzato. I rappresentanti dell’ANPI Ivrea e Canavese e dell’ANPI Valle Elvo e Serra hanno denunciato con chiarezza la fase attuale, segnata dal ritorno della guerra come strumento ordinario di regolazione dei rapporti tra Stati, funzionale agli interessi della borghesia imperialista internazionale. Di particolare rilievo anche l’intervento del portavoce di “Biellesi per la Palestina Libera”, Olmo Losca, che ha richiamato la riflessione di Hannah Arendt sulla “banalità del male”, collegandola alla passività indotta nelle masse dalla propaganda contemporanea. Il riferimento alle tecniche di manipolazione elaborate da Joseph Goebbels ha evidenziato la continuità nei meccanismi ideologici utilizzati per orientare e deformare la coscienza collettiva. Di notevole spessore anche l’intervento della docente di diritto costituzionale Alessandra Algostino, che ha denunciato con argomentazioni puntuali il carattere repressivo delle politiche governative, in particolare del cosiddetto “decreto sicurezza”, che limita concretamente diritti fondamentali quali il diritto di manifestare, scioperare e protestare, formalmente garantiti dalla Costituzione democratico-borghese del 1948. La docente ha inoltre richiamato con forza la necessità di garantire diritti e tutela ai migranti, vittime dirette delle guerre e delle politiche imperialiste. Presente in tutte le iniziative del 24 e 25 aprile anche l’Organizzazione di Biella del Partito marxista-leninista italiano, che ha portato nelle piazze il manifesto del Partito, chiamando le masse antifasciste a rovesciare il governo neofascista Meloni, un governo reazionario e antipopolare. I compagni hanno inoltre diffuso centinaia di volantini con l’editoriale del Partito dedicato alla ricorrenza, contribuendo a rafforzare la presenza e l’iniziativa politica marxista-leninista nel territorio biellese.

LE COMUNISTE E I COMUNISTI BIELLESI CELEBRERANNO UNITARIAMENTE L'81° ANNIVERSARIO DELLA LIBERAZIONE DAL NAZIFASCISMOLe C...
21/04/2026

LE COMUNISTE E I COMUNISTI BIELLESI CELEBRERANNO UNITARIAMENTE L'81° ANNIVERSARIO DELLA LIBERAZIONE DAL NAZIFASCISMO

Le Comuniste e i Comunisti biellesi del Partito della Rifondazione Comunista (PRC), del Partito Comunista Italiano (PCI), del Partito Comunista di Unità Popolare (PCUP) e del Partito marxista-leninista italiano (PMLI), come ogni anno e soprattutto quest’anno, 81° anniversario della Liberazione, renderanno onore e memoria ai valorosi partigiani che, con la lotta e al costo della vita, contribuirono alla liberazione di Biella dalla teppaglia nazifascista, permettendo alla città di essere liberata con un giorno di anticipo rispetto al resto d’Italia.
Per questo, alle ore 17:30 di venerdì 24 aprile, deporremo la nostra corona di fiori rossi ai piedi del monumento che ricorda il sacrificio dei 21 giovani e giovanissimi combattenti fucilati dai nazifascisti nella piazza che ora porta il nome di piazza Martiri della Libertà. A loro va la nostra gratitudine per aver sacrificato la loro vita e averci consegnato un Paese liberato dalla tirannia nazifascista, insieme alla Costituzione, alla cui base stanno i principi di pace, giustizia sociale e uguaglianza.
Unitariamente parteciperemo al corteo serale organizzato dall’ANPI provinciale, che percorrerà i luoghi di Biella, città ribelle Medaglia d’oro alla Resistenza. Allo stesso modo, il giorno seguente, sabato 25 aprile 2026, parteciperemo al grande raduno a Donato Lace, luogo dell’efferato eccidio del Comando partigiano della VII Divisione Garibaldi e del Comando partigiano della 76ª Brigata “Togni”, dove, come ogni anno, convergeranno le antifasciste e gli antifascisti biellesi ed eporediesi insieme ai movimenti e alle associazioni che, come noi, fanno vivere oggi i valori della Resistenza, mobilitandosi contro guerre, genocidi, razzismo, oppressioni, ingiustizie e discriminazioni.
Oggi come ieri il capitalismo in crisi scatena le sue guerre imperialiste, coloniali e predatorie di risorse, con totale disprezzo delle vite umane e del diritto internazionale. Infatti, ad oggi, si possono contare oltre 59 guerre in tutto il pianeta. L’imperialismo statunitense, incarnato da Trump, continua a rappresentare la principale minaccia per i popoli del mondo, insieme al governo sionista e criminale di Netanyahu, che prosegue indisturbato nella sua politica di occupazione e genocidio del popolo palestinese, perseguendo l’infame progetto sionista del “Grande Israele”. Le classi dirigenti dell’Occidente falsamente democratico, di Italia e UE, sudditi di USA e Israele, tra ipocriti silenzi e sudditanze militari, ci stanno portando diritti verso la terza guerra mondiale, come dimostra il caos globale generato da USA e Israele con gli attacchi all’Iran e al Libano. In questo contesto, il governo neofascista di Giorgia Meloni si è distinto, fino a ieri, per aver sottoscritto questo infame disegno, portando avanti una politica reazionaria, antipopolare e funzionale al rafforzamento del capitalismo italiano ed europeo. Oggi come ieri noi comuniste e comunisti scegliamo di stare dentro alle lotte e di esserne parte attiva, nel ripudio delle guerre, dello sfruttamento, del patriarcato, del razzismo e di ogni forma di oppressione, stando dalla parte delle classi sfruttate, vecchie e nuove. Questo, per noi, è il significato della Resistenza oggi.

Federazione biellese del Partito della Rifondazione Comunista (PRC)
Sezione di Biella del Partito Comunista Italiano (PCI)
Sezione Biella / Ivrea del Partito Comunista di Unità Popolare (PCUP)
Organizzazione di Biella del Partito marxista-leninista italiano (PMLI)

Indirizzo

Strada Alla Fornace 8/B
Biella
13900

Orario di apertura

21:00 - 23:00

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