26/07/2026
Ordine del giorno approvato dal Comitato Politico Provinciale di Rifondazione Comunista di Bergamo
Salvare il Partito della Rifondazione Comunista
Posto che come Partito della Rifondazione Comunista ci siamo sempre battuti per l’affermazione degli spazi di partecipazione, di democrazia di contro a un esercizio del potere in forme maggioritarie volto a distruggere il pluralismo sociale e politico, a liquidare il dissenso, a violare i diritti democratici. Posto altresì che come Partito abbiamo sempre difeso la possibilità di ricorso al referendum come strumento fondamentale di democrazia previsto dalla Costituzione e de mettere le/i cittadine/i l nella condizione di intervenire direttamente sul processo legislativo;
Ritenuto che la linea di condotta interna al Partito nel rapporto con le iscritte e gli iscritti debba essere coerente con questa impostazione politica di contrarietà a ogni forma burocratica e autoritaria di centralizzazione del potere che è in rotta di collisione con principi elementari di democrazia;
Richiamato l’articolo 15 dello Statuto del Partito che recita tra l’altro: 1. Il Prc-Se pratica la connessione tra forme di democrazia diretta e delegata nella costruzione della decisione. A tal fine si avvale della convocazione periodica delle assemblee delle/degli iscritte/i al livello competente, anche avvalendosi di piattaforma digitale. 2. Su questioni di particolare rilievo politico, gli organismi dirigenti possono promuovere forme di consultazione diretta di tutte/i le/gli iscritte/i secondo norme e modalità stabilite dal regolamento di cui all’art. 75. 3. Tali consultazioni sono effettuate anche quando richiesto dalla maggioranza assoluta del Comitato politico nazionale o del Comitato politico federale o da un quinto delle/degli iscritte/i della Federazione o di una regione o da un decimo del partito a livello nazionale, in almeno tre regioni…. “;
Preso atto della decisione assunta a stretta maggioranza (5 a 4) dal Collegio Nazionale di Garanzia avversa alla legittima richiesta sottoscritta da quasi 2600 compagne e compagni (le firme depositate sono state oltre 2200) di tenere una consultazione tra tutte e tutti gli iscritti relativamente alla collocazione politica del Partito alle prossime elezioni politiche;
Preso atto che la Presidente della Comitato Politico Nazionale ha deciso, nell’ultima riunione del CPN, di non mettere ai voti un ordine del giorno del tutto legittimo che chiedeva la riapertura della discussione negli organismi dirigenti e di garanzia nazionale in merito alla negazione della possibilità per i compagni e le compagne di esprimersi sulla linea politica del Partito;
Ritenendo che entrambe queste decisioni rappresentino una grave violazione delle più basilari regole democratiche del nostro Partito e ritenendo che la consultazione sulla linea politica e/o la sua applicazione sia nell’interesse del Partito tutto, della sua tenuta, la maniera migliore per dirimere le questioni che sono oggetto di divisione negli organismi dirigenti;
Fa proprio integralmente l’ordine del giorno – riportato in allegato - non ammesso alla votazione del CPN e ripropone quindi la riapertura della discussione interna al Partito sulla necessità di dar corso in tempi utili - subito non a ridosso delle elezioni- alla consultazione di tutti e tutte le iscritte in merito alla linea politica del Partito;
Chiede pertanto il ripristino di una effettiva democrazia interna in tutte le sue forme, strumenti e istituti, e un puntuale rispetto della delimitazione e delle competenze che sono in capo agli organi e alle iscritte e agli iscritti del Partito.
Approvato con 18 voti a favore e 2 contrari
24 luglio 2026
Odg presentato e non ammesso alla votazione del Comitato Politico Nazio-nale
Preso atto della decisione assunta a stretta maggioranza (5 a 4) dal Collegio Nazionale di Garanzia che ha dichiarato inammissibile - in quanto non confor-me allo Statuto - la consultazione degli iscritti e delle iscritte sulla base della ri-chiesta avanzata da oltre 2200 compagni e compagne.
Preso atto che riguardo all’effettivo fondamento statutario di questo parere so-no emersi numerosi rilievi critici e precisamente che:
Il Collegio ha trasformato un controllo di legittimità in un giudizio politico in quanto lo Statuto attribuisce al Collegio il compito di verificare la conformità del quesito allo Statuto, non di decidere se il quesito sia politicamente giusto, opportuno o condivisibile. Il Collegio è invece entrato direttamente nel merito della linea politica proposta sostenendo che essa sarebbe incompatibile con la linea congressuale.
Vi sia una palese contraddizione nel dispositivo del Collegio là dove sostiene che la linea politica è materia esclusiva del Congresso e quindi non consultabi-le ma non tiene in conto che lo stesso art. 15, comma 3, prevede consultazioni sulla "collocazione politica del partito" in caso di conflitti territoriali. È infatti evidente che se la collocazione politica è consultabile quando la Direzione na-zionale promuove la consultazione, lo stesso diritto lo hanno anche gli iscritti visto che lo Statuto non prevede in alcun modo una differenza di poteri di que-sto tipo.
il Collegio ha introdotto una valutazione puramente politica sostenendo che, se si ammettesse questa consultazione, ogni decisione congressuale potrebbe essere continuamente rimessa in discussione e si avrebbe un "congresso per-manente a base plebiscitaria". È infatti evidente che sul piano giuridico lo Sta-tuto prevede già forti limiti alla richiesta di indire una consultazione in quanto questa deve essere richiesta almeno da un decimo degli iscritti a livello nazio-nale presenti in almeno tre regioni. Inoltre, lo Statuto prevede un quorum della maggioranza assoluta degli aventi diritto affinché il risultato della consultazione sia vincolante.
Di fronte a tali limiti posti dallo Statuto, come può il Collegio utilizzarne altri non meglio specificati? Non è una prerogativa del Collegio quella di poter sindacare sulle garanzie - previste proprio dal Congresso che ha approvato lo Statuto - ri-tenendole insufficienti.
Il Collegio ha introdotto una seconda valutazione puramente politica anche quando afferma che il quesito proposto per la consultazione propone una linea respinta dal Congresso. È infatti evidente che il quesito proposto parla di una coalizione alternativa al PD e al centrosinistra e che il documento approvato dal Congresso e citato dai promotori afferma: "Non si pone il tema di un nostro in-gresso nel centrosinistra o nel cosiddetto campo largo". La richiesta di consul-tazione chiede quindi di confermare questa impostazione, non certo di stravol-gerla.
Il Collegio ha usato pesi diversi a seconda dei proponenti della consultazione in quanto prende atto che il documento approvato dal CPN di aprile 2026 prevede che le iscritte e gli iscritti siano chiamati a pronunciarsi sulle modalità di parte-cipazione alle elezioni politiche e, dall’altra parte, valuta come inammissibile la consultazione richiesta da 2200 aderenti al partito. È del tutto evidente che se quella materia è per definizione sottratta alla consultazione, come sostiene il Collegio, nemmeno il CPN potrebbe organizzare una consultazione su questo tema.
Si tratta di una contraddizione logica in quanto da una parte si dice che la mate-ria è consultabile e dall'altra si dichiara inammissibile una consultazione sulla stessa materia, senza che questa diversità di trattamenti abbia alcuna base statutaria.
Grande perplessità ha poi sollevato il fatto che il Collegio ritenga inammissibile la consultazione in quanto il quesito prevederebbe l’utilizzo del simbolo del par-tito. Per giudicare inammissibile tale quesito il Collegio cita l'art. 74 dello Statu-to e le relative procedure di votazione dimenticandosi però che l’art. 74 disci-plina le procedure di decisione nel caso in cui si voglia usare un simbolo diver-so da quello del PRC.
Il Collegio applica quindi una norma che regola un'eccezione alla situazione opposta, determinando un salto logico piuttosto evidente, usando però questa argomentazione per respingere il quesito.
Inoltre, il Collegio per dichiarare inammissibile la consultazione richiama le norme statutarie che respingono pratiche plebiscitarie. Ma come può essere definita plebiscitaria una consultazione prevista dallo Statuto e attivata rispet-tando le soglie statutarie? Non può essere definita "plebiscitaria" una pratica semplicemente perché coinvolge tutti gli iscritti, altrimenti sarebbe plebiscita-rio lo stesso art. 15. e lo stesso Congresso potrebbe essere definito tale.
Infine, molti hanno sottolineato come l’art. 15, comma 3 dello Statuto reciti: "Ta-li consultazioni sono effettuate anche quando richiesto…" usando una formula imperativa e non facoltativa.
Ora, se il numero di firme richiesto è stato verificato e raggiunto, il potere del Collegio dovrebbe essere interpretato restrittivamente, limitandosi a verificare:
• conformità statutaria;
• chiarezza del quesito;
• assenza di violazioni espresse dello Statuto.
Qualsiasi interpretazione estensiva del potere di bloccare la consultazione ri-schia di svuotare completamente di efficacia il diritto degli iscritti previsto dall'articolo 15.
In altre parole, se ogni volta che emerge una questione politicamente rilevante il Collegio può dichiarare che essa riguarda la "linea politica" e quindi è inam-missibile, il diritto di iniziativa degli iscritti diventa sostanzialmente inutilizzabi-le.
Il CPN, visti i forti rilievi che vengono mossi alla pronuncia assunta a stretta maggioranza dal Collegio di Garanzia e ritenendo che questo possa solleva-re un più che legittimo dubbio sul grado di democrazia interna al partito - fatto che aggraverebbe la profonda spaccatura che vive il partito - invita tutti gli organismi dirigenti e il Collegio di Garanzia a riesaminare la questione a partire dalle considerazioni politiche sopra esposte.
28/06/2026
Daniela Alessandri, Valeria Allocati, Eveline Amari, Elena Maria Anelli, Si-mone Antonioli, Michela Arricale, Fabrizio Baggi, Michela Becchis, Tatiana Bertini, Marina Boscaino, Nicola Candido, Giovanna Capelli, Silvana Cesani, Nicola Cesaria, Marisa Chiaretta, Maria Rosaria Ciao, Roberto Ciccarelli, Monica Coin, Luisa Colombo, Marco Co***lo, Mimmo Cosentino, Giuseppe Cucchiarini, Stefania De Marco, Alberto Deambrogio, Erica Erinaldi, Ilaria Falossi, Fiorenzo Fasoli, Giovanni Ferretti, Eliana Ferrari, Paolo Ferrero, Lo-redana Fraleone, Grazia Francescatti, Giada Galletta, Riccardo Gandini, Alessio Giaccone, Stefano Grondona, Luca Grasselli, Tonia Guerra, Enrico Lai, Alessandra Lanzeni, Antonio Liuzzi, Ezio Locatelli, Massimo Lorusso, Vit-tore Luccio, Francesco Macario, Antonello Manocchio, Nicolò Martinelli, Maura Mauri, Vito Meloni, Francesco Musumeci, Dmitrij Palagi, Lorenzo Pa-landri, Dalia Palmerini, Antonello Patta, Cadigia Perini, Giulia Pezzella, Gae-tano Piazza, Roberta Piazzi, Tania Poguish, Claudia Rancati, Stefanella Ra-vazzi, Luca Sardone, Vittorio Savini, Monica Sgherri, Stefania Soriani, Giulio Strambi, Giovanna Ticca, Danielle Vangieri, Roberto Villani