CCB - Collettivo Comunista Bergamo

CCB - Collettivo Comunista Bergamo La Pagina Ufficial del CCB - Collettivo Comunista Bergamo

Il Collettivo Comunista Bergamo nasce dall’esigenza di costituire una realtà territoriale che condivida analisi e critiche finalizzate a organizzare un’alternativa al sistema capitalista, attraverso la ricostruzione della coscienza di classe e di un vero Partito Comunista. Uniti da una base solida antifascista, antirazzista, solidale, accogliente, militiamo attivamente anche condividendo idee, propositi, iniziative in presenza e tramite i Social Network.

Dopo attente valutazioni ed in seguito ad una lunga fase che ci ha visti, negli ultimi mesi, condividere con tale Organi...
10/07/2022

Dopo attente valutazioni ed in seguito ad una lunga fase che ci ha visti, negli ultimi mesi, condividere con tale Organizzazione un comune percorso politico sotto le bandiere dell'Unità e della Lotta, aderiamo come Collettivo Comunista Bergamo al Fronte Militante per la Ricostruzione del Partito Comunista.

Facciamo nostri i 21 punti ed il Documento Politico su cui si fonda la suddetta Organizzazione, consapevoli come siamo che solo la ricostruzione di una struttura intermedia che possa porre fine alla frammentazione, ma senza giustapposizioni inutili e dannose e con il chiaro obiettivo della ricostruzione di un vero Partito Comunista di stampo marxista-leninista con profonde radici nella classe, possa ridare voce e forza a tutto il proletariato, permettendo nuovamente di passare al contrattacco.

Contro ogni forma di opportunismo,
Contro i gruppi dirigenti responsabili del tradimento,
A partire dalla Classe Operaia, in alto le nostre bandiere!
Avanti tutta, per la Ricostruzione del Partito!

08/07/2022

La “BANDA DEGLI IMPRENDITORI” COLPISCE ANCORA: FRODI MILIONARIE ALLO STATO.

Ancora truffe ai danni dello Stato. Ancora messe in atto, guarda caso, da imprenditori in cerca di facili guadagni a danno della collettività e accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere destinata a frodi plurime, false fatturazioni, riciclaggio e usura.

L'inchiesta era iniziata nel 2019 nei confronti di 115 indagati: secondo gli inquirenti erano state create 25 società, grazie a complici o a documenti falsi, e il sodalizio era riuscito a farsi erogare dal Gestore dei servizi energetici (Gse) titoli di efficientamento energetico che venivano ceduti successivamente a società terze, ricavando un controvalore economico per un importo complessivo di circa 25 milioni di euro. Inoltre 50 milioni di euro è quanto erano riusciti ad ottenere, mediante l'acquisizione di crediti d'Iva e emissioni di fatturazioni inesistenti, da istituti finanziari e bancari.

Tutto il denaro, secondo le accuse, veniva poi riciclato all'estero con l'acquisto di lingotti e monete d'oro e con prestiti a tassi usurai.

Mentre i lavoratori e le lavoratrici e le classi più deboli della società sono impegnate nella quotidiana lotta per non precipitare nella miseria totale, grazie ad anni di scellerate politiche economiche dettate dal profitto capitalista a danno di chi realmente produce i beni e su cui i capitalisti speculano e fanno ricchi profitti, la “banda degli imprenditori" continua a trovare il modo di rubare denaro della collettività, anche in pieno periodo di pandemia e crisi generale.

Senza un Partito Comunista, che faccia realmente opposizione al sistema capitalista e ai governi borghesi che gli obbediscono, la deriva predatoria non farà che peggiorare. Noi del Fronte Militante per la Ricostruzione del Partito Comunista non ci arrendiamo a questa deriva e continuiamo il lavoro per la ricostruzione del Partito Comunista, unica organizzazione che può portare al potere le classi lavoratrici e il Socialismo, vero mezzo per la giustizia sociale.

01/05/2022
31/03/2022

CONTRO LA GUERRA IMPERIALISTA!

Ogni giorno che passa il conflitto tra Russa ed Ucraina, con l’ingerenza sempre maggiore del capitalismo di stato cinese a sostegno della prima, e di Stati Uniti ed UE della seconda, assume sempre più marcatamente il carattere di scontro tra uguali imperialismi che operano nello stesso campo.

La risposta russa alle politiche espansionistiche di USA ed UE, che causarono nel 2014 il cambio di regime in Ucraina, dopo 8 anni appare infatti tardiva nonostante, fin dalla dichiarazione di guerra, siano state pretestuosamente agitate da Putin, come giustificazione all’invasione, le bandiere della denazificazione dell’Ucraina e del riconoscimento delle repubbliche antifasciste del Donbass.

Tale pretesto, ad 8 anni dalla strage di Odessa, quando tanti compagni morirono nel rogo del palazzo dei sindacati senza intervento da parte di nessuno, appare ancora più chiaro nella sua bieca natura.

A fare ulteriore chiarezza sulla collocazione della Russia e sulla natura dello scontro in atto è stato peraltro lo stesso Putin che, nella sua dichiarazione di guerra, dichiarazione pregna di deliri nazionalisti, ha collocato inequivocabilmente la Russia post sovietica in un campo diverso dal socialismo e con esso non conciliabile.

Dall’altra parte assistiamo invece alla sempre più probabile forzatura e velocizzazione del processo di adesione dell’Ucraina all’UE che, con l’invio diretto di armi e mezzi militari da parte degli stati membri a sostegno del governo ancora per il momento in carica (invio in risposta al quale Putin minaccia l’utilizzo degli arsenali nucleari), prende parte per la prima volta direttamente ad un conflitto armato, sancendo la fine inequivocabile, per chi a differenza nostra avesse ancora qualche dubbio, del concetto stesso di “Europa dei Popoli” e lasciando il posto ad un’unione imperialista, sempre più serva, legata formalmente e indissolubilmente agli Stati Uniti nella NATO.

É proprio in questo quadro che anche l’Italia, lo vediamo proprio in queste ore e in maniera sempre più evidente, svolge il suo ruolo attivo come perno fondamentale dell’imperialismo occidentale, con il pieno sostegno attraverso atti parlamentari a Zelens’kyj e con un governo che per decreto, evitando a priori qualunque tipo di sforzo diplomatico teso a raggiungere in via pacifica la fine delle ostilità, proclama lo stato di emergenza per guerra nel nostro paese fino al 31 Dicembre, rivendicando così il proprio ruolo da protagonista all’interno dell’alleanza atlantica.

Sullo sfondo, intanto, come sempre in secondo piano nell’ennesima guerra voluta dai padroni, restano i Popoli d’Europa, già vittima di una guerra economica cominciata molto prima dell’escalation militare delle ultime ore e portata avanti proprio dai due schieramenti in campo.

È questa guerra economica a rendere sempre più evidente la crisi di sovrapproduzione di un sistema, quello capitalistico, che proprio come avvenuto agli inizi del ‘900, per uscire da tale crisi irreversibile, usa nuovamente un conflitto che purtroppo ha tutti i presupposti per trasformarsi in quella che potrebbe essere ricordata come la terza guerra mondiale.

Ed a partire da questa constatazione, a partire dalla consapevolezza delle reali motivazioni di tutto quello che sta succedendo, pur consapevoli che una vera pace potrà essere raggiunta solo con il superamento delle classi e la vittoria del proletariato sotto la guida rivoluzionaria della sua avanguardia, che come Fronte Militante per la Ricostruzione del Partito Comunista sottolineiamo la necessità in questo momento di ribadire chiaramente il nostro no alla guerra imperialista.

Lo facciamo rilanciando la parola d’ordine della fuoriuscita immediata dell’Italia dalla Nato con la conseguente richiesta di immediata smobilitazione delle sue basi e dei suoi arsenali purtroppo ancora massicciamente presenti nel nostro paese.

Un no alla guerra imperialista che riteniamo essere oggi uno snodo fondamentale per la ricostruzione dell’unità della classe nel nostro paese.

Un no alla guerra imperialista, che ci vedrà impegnati, come già è avvenuto negli ultimi giorni, attraverso confronti, mobilitazioni, assemblee, proprio per il raggiungimento di questo obiettivo fondamentale per la ricostruzione in Italia di un vero Partito Comunista.

25/02/2022

IL PARLAMENTO EUROPEO SI PIEGA AI VOLERI DEL CAPITALISMO. BOCCIATI GLI EMENDAMENTI CHE VIETAVANO I TIROCINI E GLI APPRENDISTATI NON REMUNERATI.
Il capitalismo globalizzato batte un' altro colpo sulla pelle dei giovani attraverso il Parlamento Europeo, mentre da noi decine di migliaia di studenti protestano contro lo sfruttamento insito nell' alternanza scuola-lavoro. L' Europa, braccio armato del capitalismo globalizzato, boccia due emendamenti che vietavano i tirocini e gli apprendistati NON RETRIBUITI. L' ennesimo regalo al capitalismo è arrivato da Popolari, Liberali, Conservatori, e Sovranisti, tra le cui fila spiccano le Italianissime Lega , Forza Italia, Azione e Italia Viva ( fonte: Luce.laNazione.it ).
Ancora una volta insomma, L'Europa porta avanti e rafforza il progetto di schiavizzazione dei giovani proletari e lo fa anche grazie alla mancanza di una vera opposizione, non dedita al compromesso come è invece il cosiddetto centrosinistra.
Come Fronte Militante per la Ricostruzione del Partito Comunista non possiamo che andare avanti e continuare a lottare contro chi vuole ridurre a schiavi i lavoratori tutti che siano giovani, adulti o di tarda età, senza distinzione di razza o etnia, per la vittoria del socialismo sul capitalismo sfruttatore e predatorio. O COMUNISMO O BERBARIE

08/02/2022

Continua anche a Ravenna la strage di operai morti sul posto di lavoro.

Una strage che non trova purtroppo argine nelle normative sulla sicurezza sul posto di lavoro.

Una strage che sta avendo il suo picco da quando, con l'introduzione del super bonus 110%, il Governo ha di fatto dato il via ad una gara tra privati che, in nome del massimo profitto, hanno incrementato a dismisura i ritmi di lavoro degli operai.

Quando un operaio muore sul posto di lavoro non possiamo parlare di fatalità o incidente e non ci interessa nemmeno chiarire le dinamiche di quanto avvenuto.

Quando un operaio muore sul posto di lavoro, dobbiamo parlare di omicidio, un omicidio in nome del profitto.

23/01/2022

L' OSPEDALE VERSILIA IN GINOCCHIO. OPERATORI SANITARI, PAZIENTI E CITTADINI ALLO STREMO: Anni e anni di tagli, di depotenziamento delle strutture e degli organici sanitari mascherati da "razionalizzazioni" hanno portato la sanità nazionale alla deriva. Non fa eccezione l' Ospedale Versilia dove la situazione sta diventando insopportabile per tutti, siano essi operatori sanitari, pazienti o cittadini. Già prima della pandemia l' ospedale soffriva di carenze di organico sia medico che infermieristico a causa del depotenziamento delle strutture sanitarie determinato da leggi nazionali e "razionalizzazioni" regionali. Adesso la Pandemia ha scoperchiato il vaso di pandora mettendo a n**o tutte le carenze che già prima erano note e che ora stanno mettendo in ginocchio l' Ospedale. Non sono bastate al Governo Regionale e alle ASL le prime ondate di covid per cercare almeno di tamponare le falle. Si è continuato invece quasi come se niente fosse con il risultato che ora siamo al botto. Tardivo e fuori tempo massimo l'annuncio della regione relativo a possibili future assunzioni che tuttavia non sarebbero in ogni caso risolutive di un problema ormai strutturale. Il Fronte Militante per la ricostruzione del Partito Comunista è al fianco dei lavoratori della Sanità , dei pazienti e dei cittadini che anche in queste ore stanno subendo tutti i disagi possibili per il continuo depotenziamento della Sanità Pubblica da parte di governi legati a logiche di profitto anche nella Sanità Pubblica . LA SALUTE NON E' UNA MERCE E NON SI VENDE O SI SVENDE!

06/01/2022




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31/12/2021

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