24/08/2026
Oggi 24 agosto, nel percorrere il sentiero J1 imbocco J2 del comprensorio di Barrea, proveniente dal lago, mi sono imbattuto in un auto fermata lungo il sentiero . Nulla di più naturale che segnalare agli occupanti la incompatibilità del transito carraio con il sentiero ciclopedonale, e se del caso le eventuali motivate ragioni di tale condotta . Uno dei due soggetti presenti, nel replicare che in quanto cittadino di Barrea era ben al corrente di ciò, nel contempo non forniva alcuna spiegazione o motivazione di tale invasione carraia del sito, ma al contrario riconoscendomi quale rappresentante dell'attuale amministrazione, si infervorava in una aggressiva reazione verbale, insensata e spropositata, sostenendo che non avessei alcun titolo a parlare in quanto non nativo di Barrea e poi a fronte del mio ammonimento ad esprimersi con un contegno civile, passava ad urlate offese generiche, farneticanti, ma di cui comprendevo solo l'"invito " a vergognarmi per i gravi danni arrecati a Barrea con l'amministrazione attuale.
Nel prendere atto dei modi espressivi del soggetto in questione, e non potendone in
alcun modo comprendere i contenuti, per le palesate difficoltà linguistiche e grammaticali dello stesso o , mi è apparso definitivamente chiaro che gli impedimenti di cui la comunità di Barrea soffre nell evolversi, sono diretta conseguenza di questo tipo di substrato sottoculturato, incapace di ragionamento ancor prima che di dialettica e confronto. Uno schema di comportamento che offende la dignità, l'educazione e l'intelligenza e relega Barrea in un retaggio arcaico e primordiale. Vero è che se ci fosse stata una ragione per vergognarmi, sarebbe stata proprio la evidenza di avere ricevuto consenso elettorale da siffatta tipologia antropologica. Mi piace immaginare che in quella parte della comunità che ha dato sostegno all'attuale amministrazione, non vi siano antrotipi assimilabili alla specie da me incontrata. E nel contempo ho il fondato timore che nell'altra parte della comunità, esistano numerosi esemplari catalogabili nella medesima specie di quello in cui mi sono imbattuto. E la conoscenza e la considerazione della tipologia del maggiore e più visibile esponente di questa fazione rende l'ipotesi del tutto fondata. In conclusione, nulla di più nulla di meno mi si può attribuire, se non buona volontà e buona fede nel perseguimento degli intenti istituzionali scritti in programmazione preelettorale, e quasi del tutto raggiunti. Nonché una condotta improntata a correttezza, rispetto ed educazione. Alcun interesse personale o remunerazione mi è stata mai concesso e giammai richiesta, e ciò con palese divaricazione con le pregresse modalità di esercizio delle funzioni presso il nostro comune. Rassegnazione, ancora no. Amarezza si, è delusione per un contesto sociale da me apprezzato troppo oltre il suo reale valore.
Dante Ragucci