Praesidium Barrafranca

Praesidium Barrafranca Praesidium Barrafranca è Centro Studi e Comunità Militante il cui scopo è la difesa di una cultura conforme ai principi della Tradizione.

"OPERAZIONE HUSKY", A BARRAFRANCA UNA SERATA DI STORIA E MEMORIA.Grande interesse per la conferenza dello storico Salvo ...
12/09/2026

"OPERAZIONE HUSKY", A BARRAFRANCA UNA SERATA DI STORIA E MEMORIA.
Grande interesse per la conferenza dello storico Salvo Fagone promossa dal Centro Studi Praesidium svoltasi ieri presso la Sala Mons. Cravotta di Barrafranca. Nuova luce sui bombardamenti del 18 luglio 1943.

L'incontro ha registrato una significativa partecipazione di pubblico, con la presenza di rappresentanti delle istituzioni e del mondo culturale cittadino. Tra i presenti il vicesindaco Filippo Faraci, che ha portato i saluti istituzionali, e l'assessore alla cultura Claudia Ingala; il presidente della Pro Loco Michele Faraci, lo storico prof. Liborio Centonze, Gianni Faraci da sempre interessato a queste ricerche, l'ex sindaco di Barrafranca prof. Giovanni Nicolosi l'Avv Marzia Bevilacqua , consigliere comunale di Barrafranca. Presente un nutrito gruppo di giovani liceali invitati dal prof. Filippo Salvaggio e gli amici di Pietraperzia, appartenenti al mondo culturale e associazionistico come Angelo Salamone Salvatore Palascino , Rocco Fonti e Emiliano Spampinato in rappresentanza degli Amici Della Biblioteca . Presente al completo il nucleo fondativo di Praesidium: Salvatore Marotta, Angelo Cucchiara, Claudio Sarda, Filippo Aiello, Enzo Di Gloria a cui va un sentito ringraziamento per il supporto tecnico e gli strumenti messi gentilmente a disposizione.

Ad aprire l'incontro è stato Salvatore Marotta, responsabile del Centro Studi Praesidium Barrafranca, che ha sottolineato l'importanza di questa seconda conferenza promossa direttamente dal Centro Studi, dopo quella svoltasi a Febbraio sul tema delle Foibe e dell'Esodo giuliano-dalmata. Marotta ha ricordato come la campagna di Sicilia del 1943 sia stata a lungo tempo rappresentata attraverso una narrazione riduttiva, quasi come una sorta di "passeggiata" delle truppe angloamericane attraverso un territorio incapace di opporre resistenza. La realtà storica fu ben diversa. L'Operazione Husky fu una vera campagna militare, combattuta sanguinosamente, nella quale persero la vita migliaia di uomini di entrambi i fronti e che ebbe conseguenze drammatiche per la popolazione civile vittima di bombardamenti indiscriminati. Una pagina ancora poco conosciuta.

A sviluppare questi temi è stato Salvo Fagone, studioso di storia militare con particolare attenzione all'aviazione e alla seconda guerra mondiale nel Mediterraneo. La sua attività di ricerca si caratterizza per il ricorso sistematico alla documentazione d'archivio. Nel corso delle sue ricerche ha avuto modo di consultare archivi italiani e internazionali, costruendo negli anni una conoscenza approfondita della documentazione relativa alla guerra nel Mediterraneo. Fagone è autore di diversi volumi dedicati alla storia militare del Novecento. Nel 2023 ha pubblicato "Operazione Husky. Cronaca dei bombardamenti alleati sulla Sicilia 1943", il volume al centro dell'incontro di Barrafranca. La sua relazione non si è limitata alla presentazione del libro, ma ha costituito un vero percorso attraverso documenti, fotografie, cartine e documenti d'archivio, utilizzati per rileggere alcuni episodi della campagna di Sicilia.

Particolarmente significativo è stato il momento in cui Fagone ha concentrato la propria attenzione proprio su Barrafranca ricordando la cruenta battaglia che per due giorni inchiodò l'avanzata degli americani nella strada da Mazzarino verso Barrafranca. Lo storico ha poi smentito la ricostruzione secondo cui il 18 luglio Barrafranca sarebbe stata bombardata da aerei tedeschi. Secondo la documentazione presentata non vi fu nessun bombardamento tedesco su Barrafranca. Furono invece alcuni aerei americani A-36 Apache a colpire una zona in cui si trovavano numerosi civili e a fare una vera e propria strage. Tra le vittime ci furono anche diversi giovani che si trovavano in fila presso una fontana con le loro brocche per rifornirsi d'acqua. Ma la ricerca illustrata da Fagone ha portato alla luce un altro episodio inedito e dal significato incontrovertibile. Lo storico ha mostrato la documentazione relativa a un Generale della Prima Divisione di fanteria americana, il quale mise per iscritto di essere stato, insieme al proprio posto di comando situato appena fuori dal centro abitato, mitragliato da velivoli americani. Questo dimostra quanto sia importante tornare alle fonti per verificare le ricostruzioni storiche. La falsità del bombardamento tedesco, purtroppo citato nella motivazione che ha concesso la medaglia di bronzo al merito civile a Barrafranca per le sofferenze patite dalla popolazione, è stato definitivamente smentito. Anche il dott. Palascino e il prof. Salvaggio nei loro interventi hanno portato ulteriori testimonianze in questa direzione, mentre Marotta nell'introduzione ha citato il dott. Angelo Li Gotti che a proposito del bombardamento del 18 luglio scrive che si trattò di aerei americani. Insomma, il fantomatico bombardamento tedesco è stato seppellito dalla verità storica.

L'interesse dimostrato dal pubblico ha rappresentato per lo stesso Fagone un riconoscimento importante del lavoro svolto. Il filo conduttore che ha unito la conferenza del dott. Fagone al percorso intrapreso da Praesidium Barrafranca consiste nella memoria come strumento di conoscenza, senza semplificazioni e senza rinunciare alla verifica delle fonti. Concludiamo con le parole di Salvo Fagone:" Vedere il pubblico del paese accogliere queste rivelazioni con tanto interesse è stato il riconoscimento più grande per il lavoro svolto. Restituire dignità e memoria a quelle vittime innocenti, strappandole dall'anonimato e alle narrazioni alterate dal tempo, dimostra come la ricerca d'archivio possa trasformarsi in memoria condivisa e consapevolezza per l'intera comunità".

Tutto pronto per la conferenza di questa sera. Oltre a presentare il suo libro, Salvo Fagone mostrerà dei documenti ined...
11/09/2026

Tutto pronto per la conferenza di questa sera. Oltre a presentare il suo libro, Salvo Fagone mostrerà dei documenti inediti che riscriveranno la storia della tragica giornata vissuta da Barrafranca il 18 luglio 1943.
Vi aspettiamo numerosi per una serata all'insegna della cultura e della memoria storica.

VIAGGIO NELLA SICILIA DA LEGGERE.Rubrica di recensioni e segnalazioni librarie a cura di Salvatore Marotta.Ne saggio pub...
09/09/2026

VIAGGIO NELLA SICILIA DA LEGGERE.
Rubrica di recensioni e segnalazioni librarie a cura di Salvatore Marotta.

Ne saggio pubblicato sul numero 20 della rivista Galleria, gli studiosi Salvatore La Monica e Vittorio Ricci affrontano il problema dell'identificazione del celebre ritratto oggi esposto a Palazzo Abatellis di Palermo, (di recente abbiamo avuto il piacere di visitare) e presentato dai curatori della mostra "Ritratti di corte" come "Dama con cane", raffigurante un'anonima nobildonna. Il saggio di La Monica e Ricci dimostra, invece, che si tratta della principessa di Pietraperzia e di Butera Dorotea Barresi e Santapau, figura di primo piano dell'aristocrazia siciliana e della corte sp****la. L'identificazione si fonda su una serie di elementi convergenti: provenienza, documenti d'archivio, testimonianze, iconografia, simboli araldici e contesto storico-politico.

LA PROVENIENZA E GLI INVENTARI BRANCIFORTI
Un elemento fondamentale è costituito dagli inventari della famiglia Branciforti. Nel 1624, nell'inventario di Fabrizio Branciforti, unico figlio di Dorotea, compare il "retratto della Madre del Principe", con la propria cornice di taffetà. Per La Monica e Ricci si tratta del ritratto monumentale di Dorotea. Diversa è la situazione dell'inventario del 1687, appartenente a un altro ramo della famiglia, quello di Cammarata-San Giovanni-Tavi, nel quale compaiono "dui ritratti di dame con li cani". I due inventari non possono essere sovrapposti poichè appartenevano a rami diversi dei Branciforti, le cui collezioni rimasero separate per circa un secolo e mezzo.

LA TESTIMONIANZA DELLA FAMIGLIA LANZA
Ulteriore conferma viene dalle testimonianze raccolte nel 2015 da La Monica presso Venceslao Lanza Mazzarino e Gioacchino Lanza-Tomasi. I due ricordavano il dipinto esposto nel palazzo di via Maqueda a Palermo, dove si trovava dal 1801 e ne descrivevano le dimensioni monumentali: circa quattro metri complessivi, compresa la cornice. Una fotografia precedente alla vendita del 1964, nella quale il dipinto compare con la cornice allora realizzata, costituisce per gli autori un'importante testimonianza della continuità dell'opera.

IL CANE E LA CONCHIGLIA DI SANTIAGO
Di particolare rilevanza è poi il collare del levriero, sul quale è visibile una conchiglia, emblema dell'Ordine di Santiago. Il simbolo assume un rilievo preciso perchè Juan de Zuniga, futuro terzo marito di Dorotea, era strettamente legato all'Ordine.

DOROTEA E IL SIGNIFICATO POLITICO DEL RITRATTO
Dorotea Barresi non era una nobildonna qualsiasi. La sua ricchezza e i suoi possedimenti, insieme ai titoli di principessa di Pietraperzia e successivamente di Butera, la collocavano ai vertici dell'aristocrazia siciliana. Il suo terzo matrimonio con Juan de Zuniga fu seguito direttamente da Filippo II e divenne una vera questione politica. A Madrid si confrontarono diverse fazioni nella scelta dello sposo. Dorotea e Juan avrebbero poi svolto a corte le funzioni di aia e aio degli infanti reali. Il ritratto assume quindi un significato che va oltre la semplice rappresentazione privata: è l'immagine di una donna il cui matrimonio e il cui rango avevano una precisa rilevanza politica.

IL PROBLEMA DELLA DATA DEL 1567
Il restauro ha portato alla luce la firma di Alonso Sanchez Coello e la data del 1567. La data sembrerebbe inizialmente problematica, perchè il ritratto di Dorotea è tradizionalmente collocato negli anni della sua permanenza alla corte sp****la, tra il 1583 e il 1589. La Monica e Ricci propongono però una diversa interpretazione che collega il 1567 alla vicenda personale e politica di Dorotea.

IL "CARTONE" DEL 1567
Nel 1567 Dorotea rimase vedova del secondo marito , Vincenzo Barresi e Branciforti, morto nell'agosto di quell'anno. Già nel 1568 Filippo II era informato della possibilità di un nuovo matrimonio per Dorotea. La scelta dello sposo era dunque una questione seguita direttamente dalla corte di Madrid. Proprio in questo contesto gli autori formulano la loro ipotesi più importante: per conoscere la fattezze della futura sposa, sarebbe stato commissionato un disegno o cartone con l'effige di Dorotea verosimilmente datato 1567. La pratica di inviare disegni o modelli dell'aspetto della futura sposa era allora tutt'altro che insolita; in Sicilia era legata alla tradizione chiamata "Ammustrari". Secondo La Monica e Ricci, il cartone sarebbe stato conservato a Madrid e successivamente utilizzato da Sanchez Coello per realizzare il ritratto durante la permanenza sp****la di Dorotea. Il pittore avrebbe così potuto conservarne l'immagine giovanile, anzichè raffigurarla intorno ai cinquant'anni. Quindi la data del 1567 non è un ostacolo cronologico, ma la possibile data d'origine del modello iconografico poi utilizzato per realizzare il ritratto.

PER CONCLUDERE
La tesi di La Monica e Ricci è chiara: il ritratto della "Dama con cane" non è un'anonima nobildonna, ma l'immagine di DOROTEA BARRESI. Questa è "la tesi più solida - scrivono gli autori nella conclusione - coerente e persuasiva oggi disponibile per semplicità e rigore metodologico. La denominazione descrive ciò che l'occhio vede; il nome di Dorotea Barresi spiega ciò che l'opera è stata nella realtà della storia".

OPERAZIONE HUSKY: A BARRAFRANCA LA PRESENTAZIONE DEL LIBRO DELLO STORICO SALVO FAGONE SUI BOMBARDAMENTI ALLEATI IN SICIL...
07/09/2026

OPERAZIONE HUSKY: A BARRAFRANCA LA PRESENTAZIONE DEL LIBRO DELLO STORICO SALVO FAGONE SUI BOMBARDAMENTI ALLEATI IN SICILIA NEL 1943.

Il volume ricostruisce la tragica stagione dei bombardamenti che precedettero e accompagnarono lo sbarco angloamericano in Sicilia del luglio 1943. Una pagina di storia che coinvolse profondamente anche le popolazioni civili dell'isola e che, a distanza di oltre ottant'anni, continua a interrogare la memoria dei territori, anche di Barrafranca che pagò un pesante tributo di sangue.

L'incontro sarà introdotto e coordinato da Salvatore Marotta, responsabile del Centro Studi Praesidium Barrafranca; seguiranno i saluti istituzionali del sindaco di Barrafranca Lo Monaco Giuseppe, mentre sarà lo stesso Salvo Fagone a illustrare il volume e i risultati della sua ricerca.

Appuntamento venerdì 11 settembre 2026 - ore 18,30 presso la Sala Mons. Cravotta di piazza Fratelli Messina.
La cittadinanza è invitata a partecipare.



06/09/2026

LA MATTA BESTIALITÀ

I deliranti attacchi social, sfociati negli insulti e offese personali, ai limiti della denuncia penale, rivolti in questi giorni al nostro amico, sodale e camerata Angelo Cucchiara, sono il chiaro segnale di quella "matta bestialità" di cui sono espressione uomini senza onore e senza Tradizione. Gentaglia che si sciacqua la bocca di libertà e democrazia, ma incapace di reggere un confronto politico sul piano delle idee. A questi tristi epigoni di ideologie fallite consigliamo di mettersi il cuore in pace. Leoni da tastiera, quaquaraquà nella vita, non ci avete mai fatto paura.
In alto i cuori e...ME NE FREGO!

05/09/2026

A Barrafranca la presentazione del libro di Salvo Fagone "Operazione Husky" sui bombardamenti alleati in Sicilia nel 1943
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VIAGGIO NELLA SICILIA DA LEGGERE. Rubrica di recensioni e segnalazioni librarie. Torniamo ad occuparci della famiglia Fl...
26/08/2026

VIAGGIO NELLA SICILIA DA LEGGERE.
Rubrica di recensioni e segnalazioni librarie.

Torniamo ad occuparci della famiglia Florio con questo bel volume edito da Bonfirraro (Barrafranca, 2024):" Gli anni d'oro della dinastia Florio", di Serena Lo Pilato e Silvia Maira. Il libro ripercorre la parabola di una delle famiglie più celebri della storia siciliana, dalle origini della fortuna economica fino alla dissoluzione dell'impero.

Il pregio del volume è quello di non fermarsi all'immagine ormai mitizzata dei Florio, ma di ricostruire, passo dopo passo, le fondamenta di quella grandezza: gli inizi con la famosa bottega di spezie in via dei Materassai a Palermo, il commercio, il vino, il mare, le tonnare, la flotta, le attività industriali, la produzione di ceramiche e tanto altro ancora, e soprattutto quella straordinaria capacità di guardare oltre i confini dell'isola.

Dalle pagine dedicate a Vincenzo Florio e al figlio Ignazio senior (per distinguerlo da Ignazio junior), emerge il ritratto di una famiglia che seppe interpretare una Sicilia in trasformazione e inserirla nei grandi circuiti economici e culturali del proprio tempo. Attraverso le vicende dei protagonisti, emerge anche il volto umano di una dinastia segnata da passioni, dolori, perdite e forti contraddizioni.

Ignazio Florio junior e la moglie Franca, soprannominata "la regina di Palermo ", rappresentano il volto più conosciuto di quella stagione. Attorno a loro si muove una Palermo cosmopolita, elegante e raffinata, nella quale arte, aristocrazia, industria e mondanità sembrano fondersi in un irripetibile momento storico.

E poi arriva il declino. Il capitolo dedicato al crollo di questo enorme e variegato impero economico costituisce quasi il rovescio della medaglia rispetto alla magnificenza raccontata nelle pagine precedenti. "La frenesia del costruire presto un cantiere navale a Palermo - scrive Salvatore Requirez nella prefazione - il susseguirsi di disastrosi eventi e di ancor meno fortunati investimenti segneranno le tappe di un precipitoso declino per Florio ai quali nel breve volgere di un paio di decenni resterà solo la grandezza del nome e poco altro ".
Non mancano le pagine riguardanti Vincenzo Florio junior e la nascita della mitica Targa Florio, così come le vicende di Giulia Florio, "l'ultima leonessa" (figlia di Ignazio e Franca), e di Costanza Afan de Rivera (figlia di Giulia), figure che accompagnano il lettore verso l'ultima stagione della dinastia. E la memoria dei Florio s'intreccia persino con la musica italiana: il capitolo dedicato a Raimondo Lanza di Trabia e all'omaggio di Domenico Modugno in "Vecchio Frac" racconta un altro frammento di quella Sicilia aristocratica e inquieta che, anche dopo il tramonto della dinastia, continuò ad alimentare storie, personaggi e leggende.

L'eredità dei Florio non consiste soltanto in ciò che seppero costruire, ma nel coraggio con cui osarono immaginare una Sicilia grande, che poteva guardare al mondo senza complessi.
Data l'origine marsalese delle autrici, il saggio si chiude con un capitolo dedicato alle Cantine Florio di Marsala. E ancora una volta questo immenso patrimonio storico e culturale che continua ad esercitare un incredibile fascino, testimonia il genio dei Florio.


MEMORIE DI BARRAFRANCA. C'era una volta la fontana.
21/08/2026

MEMORIE DI BARRAFRANCA.
C'era una volta la fontana.

MEMORIE DI BARRAFRANCA. Domenica, 7/4/ 1985 - Pasqua. Corso Garibaldi, in evidenza l'insegna del cinema Gueli.
19/08/2026

MEMORIE DI BARRAFRANCA.
Domenica, 7/4/ 1985 - Pasqua.
Corso Garibaldi, in evidenza l'insegna del cinema Gueli.

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