Sinistra per Barletta

Sinistra per Barletta Siamo un esercito di sognatori che intende cambiare la propria città e il proprio mondo. Siamo anche realisti: ci riprenderemo tutto! Seguiteci...

Sinistra per Barletta nasce nel 2010, in seguito a un appello intergenerazionale e interclassista firmato da tre esponenti del mondo studentesco, della classe docente e del sindacato Barlettani. In esso si chiedeva alla sinistra barlettana, in un momento di particolare fermento, di unire le proprie forze in un cartello organizzato che tenesse insieme partiti, associazioni, movimenti, liberi cittad

ini che avessero a cuore le ragioni e i sogni della sinistra antifascista, progressista e laica italiana. Nelle elezioni amministrative 2011 Sinistra per Barletta ha eletto, con 656 preferenze, un consigliere comunale, Carmine Doronzo, indipendente nelle liste della Federazione della Sinistra. Nel 2013, dopo la caduta dell'amministrazione Maffei, Sinistra per Barletta è promotrice con numerosi candidati (di cui molte donne) della lista "Sinistra Unita per Barletta - con i movimenti", attualmente seconda forza di maggioranza, ed elegge nuovamente, con 951 preferenze e primo degli eletti, il consigliere comunale Carmine Doronzo. Oltre ad organizzare attività culturali e politiche a 360°, Sinistra per Barletta si caratterizza per aver portato nel cuore delle periferie barlettane la prima grande festa a loro dedicata, con musica, dibattiti, giochi, spettacoli per adulti e bambini, "Periferia in Festa", giunta nel 2014 alla sua terza edizione.

Valeria Modugno e Giuseppe Schiavone pubblicano un puntuale intervento sulla totale assenza di manutenzione delle strade...
10/02/2021

Valeria Modugno e Giuseppe Schiavone pubblicano un puntuale intervento sulla totale assenza di manutenzione delle strade di Barletta, una città allo sbando.
Brav@ Compagn@!

10/02/2021 08:27:00 - "A Barletta pessima manutenzione del manto stradale": il lungo elenco delle strade

Questa sera non mancare!
18/09/2020

Questa sera non mancare!

Oggi Carmine Doronzo presenta alla città la candidatura al consiglio regionale nella lista Puglia Solidale e Verde. Per ...
11/09/2020

Oggi Carmine Doronzo presenta alla città la candidatura al consiglio regionale nella lista Puglia Solidale e Verde. Per una BAT e una città di Barletta che riprendano il loro protagonismo nella Puglia e contro chi fino ad oggi ha scaldato solo il sedile del consiglio regionale.
Ricordiamo a tutti di indossare la mascherina.

Facciamo fronte unico per fare argine a chi con spregiudicatezza toglie spazio ad altri!
01/09/2020

Facciamo fronte unico per fare argine a chi con spregiudicatezza toglie spazio ad altri!

Un NO per restare e cambiare davvero il paese!
02/12/2016

Un NO per restare e cambiare davvero il paese!

Siamo giovani di questo paese, alle prese con molte difficoltà.
La ricerca di un lavoro, i sacrifici per mantenerlo, e poi lo studio, i progetti di vita con mille punti interrogativi.
L'Italia non ci ha mai garantiti come avremmo voluto, ma l'Italia è il paese che amiamo, il posto dove vorremmo veder realizzati i nostri sogni e vivere felicemente con le persone a cui teniamo.
Per questo abbiamo scelto di restare, di non partire nonostante tutto.
Nonostante il Jobs Act, grazie al quale il 75% dei nuovi contratti sono contratti precari e i pagamenti si effettuano tramite vaucher, la nuova frontiera dello sfruttamento legalizzato (sono stati 109 milioni da gennaio ad oggi).
Abbiamo resistito e stiamo resistendo alla crisi economica così come alla crisi dello stato sociale. Abbiamo imparato a stringere i pugni e a resistere a questo presente di precarietà imposto dai governi degli ultimi anni.
Ci siamo fatti forza con la nostra volontà ma soprattutto con quei pochi diritti ai quali ancora possiamo restare ancorati.
Sono i diritti sanciti dalla nostra Costituzione, mai abbastanza applicati. Ma quei diritti stanno lì come una bussola ad indicarci la strada verso cui deve andare il nostro Paese.
Oggi quei diritti rischiano di essere fortemente limitati a causa di una riforma costituzionale che riduce gli spazi democratici a partire dalla messa in discussione dell'articolo più importante che dice che "La sovranità appartiene al popolo..".
Non ci stiamo infatti a vederci sottratto il diritto di voto per il Senato in favore di una nuova casta di nominati, non ci stiamo a vedere aumentate le firme necessarie a presentare una proposta di legge di iniziativa popolare da 50.000 a 150.000.
Allo stesso tempo non ci stiamo all'idea di uno stato che in materia di ambiente, energia, grandi opere, prende decisioni che passano sulle nostre teste e senza ascoltare la voce dei nostri territori.
Non ci stiamo a farci riscrivere le regole del gioco da grandi banche e gruppi finanziari.
Vogliamo restare nel paese che amiamo ma lo faremo finché questo resterà un paese democratico, un paese in cui poter esprimere un dissenso, in cui poter urlare la nostra rabbia e proporre la strada per migliorare le nostre condizioni di vita, un paese il cui governo è espressione di una maggioranza e non di una minoranza arrogante.
Siamo giovani di questo paese, l'Italia, ne siamo orgogliosi e vogliamo continuare ad esserlo.
Il 4 dicembre abbiamo la possibilità di fermare chi vuole costringerci a lasciarlo, a partire, forse per sempre.
Ci rivolgiamo soprattutto ai "grandi", ai nostri genitori, ai nostri nonni, alle persone di cui ci siamo sempre fidati. Questa volta fate come vi diciamo noi, non traditeci!
Questa volta è importante barrare NO sulla scheda elettorale.
Deve essere un NO secco, deciso, da cui ripartire.
Un NO per ritrovare la speranza.
Un NO per riprendere in mano le nostre vite.
Un NO perché è qui che immaginiamo il nostro futuro.

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30/11/2016

El pueblo unido...
Avanti così!

Andrea Camilleri per il NO
20/11/2016

Andrea Camilleri per il NO

«A guardare l’Italia ridotta così, mi sento in colpa. Avrei voluto fare di più, impegnarmi di più. Nel Dopoguerra ci siamo combattuti duramente, ma avevamo lo stesso scopo: rimettere in piedi il Paese. Oggi quello spirito è scomparso». Renzi non è un buon presidente del Consiglio? «No. È un giocatore avventato e supponente. Mi fa paura quando racconta b***e: ad esempio che il futuro dei nostri figli dipende dal referendum. Mi pare un gigantesco diversivo per realizzare un altro disegno». Quale? «Mi sfugge, ma c’è». Al referendum andrà a votare? «Pur di votare NO mi sottoporrò a due visite oculistiche, obbligatorie per entrare nella cabina elettorale accompagnato. Io le riforme le voglio: il Senato deve controllare la Camera, non esserne il doppione. Ma questa riforma è pasticciata. E non ci consente di scegliere i nostri rappresentanti».
Andrea Camilleri

17/11/2016

Al fianco dei nostri studenti che chiedono più diritti e si oppongono alla riforma della Costituzione.

Ci stanno rubando la democrazia!Ribelliamoci.. al referendum votiamo NO!
09/10/2016

Ci stanno rubando la democrazia!
Ribelliamoci.. al referendum votiamo NO!

I seggi sono da poco chiusi. Ma i cittadini nemmeno sapevano che oggi era giornata di elezioni.
In questo articolo ho spiegato perché ho boicottato le elezioni provinciali:

Oggi si terranno le “elezioni” provinciali nella BAT, le virgolette sono d'obbligo in quanto queste in realtà rappresentano una vera e propria truffa ai danni della democrazia e dei cittadini del nostro territorio.
Infatti siamo di fronte a delle “elezioni-farsa”, o meglio ad un'auto-proclamazione da parte del ceto politico che si auto-selezionerà e si auto-costituirà in Presidente e consiglieri provinciali della Bat, senza che a selezionarli siano i cittadini della provincia stessa. Insomma, la casta con la casta e per la casta.
La legge Del Rio, infatti, diversamente da quello che si voleva far credere, non ha abolito le province, che hanno mantenuto le proprie competenze, ma ha abolito l'unico strumento di scelta democratica da parte dei cittadini: il voto.
Il prossimo Presidente della provincia e i prossimi consiglieri provinciali saranno infatti eletti dai consiglieri comunali dei 10 comuni della nostra provincia a cui sarà sottoposta un'unica lista frutto di un mega “inciucio” tra PD e centrodestra che porterà ad un esito già scritto: il sindaco di Andria, Giorgino, sarà presidente, i sindaci delle altre città saranno eletti consiglieri e “cambio della guardia” a metà mandato con il sindaco di Trani, Bottaro, che prenderà la guida dell'ente.
I cittadini, in buona sostanza, non avranno nessuna possibilità di indicare col proprio voto le persone che riterranno più idonee a ricoprire tali cariche, né tanto meno quella di giudicare positivamente o negativamente l'operato dell'amministrazione provinciale uscente.
Sarebbe evidente persino all'elettore più sprovveduto che quello a cui, di fatto, andiamo incontro è una grave e irragionevole limitazione della sovranità popolare, in evidente spregio di quanto sancito dall’art. 1 della nostra Costituzione.
In questo scenario preoccupante per la nostra democrazia, a cui si somma una riforma costituzionale che invece di abolire il Senato abolisce il diritto dei cittadini di votare i propri senatori, serve una risposta delle forze sane che cercano di rappresentare al meglio la volontà dei propri elettori. In un contesto sociale disperato, con la disoccupazione alle stelle, con i servizi pubblici ridotti all'osso, il Governo invece di creare posti di lavoro, invece di finanziare la scuola, l'università e la ricerca, invece di ripristinare i trasferimenti agli enti locali, si affanna a controllare la rabbia e la frustrazione popolare riducendo la democrazia e, quindi, il potere di giudizio nei confronti della politica.
Per queste ragioni, anche questa volta, rappresenterò il disagio della cittadinanza con un'azione di “disobbedienza istituzionale”: non parteciperò alle “elezioni” provinciali! Se i cittadini non possono scegliere, io non posso partecipare! Lascio la celebrazione di queste “elezioni-farsa” a chi si ricorda di loro solo quando c'è da elemosinare un voto.
Le istituzioni nel nostro paese necessitano di una lotta agli sprechi e alle inefficienze, invece con il governo Renzi e con i suoi fidi seguaci locali esse rischiano un impoverimento culturale e democratico senza precedenti. Le conseguenze sono note: oggi non voteremo i nostri consiglieri provinciali, domani, se dovesse passare la riforma costituzionale, non voteremo più i nostri senatori. Ecco perché sarà importante votare NO al Referendum costituzionale del 4 dicembre; ecco perché la protesta odierna, se sarà seguita da altri consiglieri comunali, servirà anche come segnale di opposizione alle politiche scellerate del governo centrale.

05/09/2016

Il sindaco Cascella e tutti i consiglieri del Partito Democratico smettano di prendersi gioco dei cittadini barlettani!

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