Articolo 3 - Servizio Legale Antidiscriminazione

Articolo 3 - Servizio Legale Antidiscriminazione Pagina di Denuncia ed Assistenza Legale Gratuita per gli aventi diritto: Antidiscriminazione, Malasanità, Disabilità, Abusi, Diritti Negati.

Tutela degli Esclusi, Padri Separati, Famiglie in Difficoltà, Per l'attuazione dei Diritti Costituzionali!

12/03/2026

Si tratta di una legge di iniziativa governativa, istituisce un registro nazionale delle famiglie affidatarie, degli istituti e comunità di assistenza (ANSA)

Ci risiamo, Il genio latente, che non si manifesta a Palazzo di Città, ha colpito ancora a tradimento! E puntualmente ca...
08/03/2026

Ci risiamo, Il genio latente, che non si manifesta a Palazzo di Città, ha colpito ancora a tradimento! E puntualmente cade ancora una volta il giornalista di turno che si attarda nel rinfrescare la semantica. Eppure basta poco, basta solo pensare che i "cittadini diversamente abili", SONO PERSONE e, di conseguenza, PERSONE CON DISABILITA'! Anche all'Ordine dei giornalisti hanno bisogno di corsi di formazione alla semantica dell'accessibilità!
by Ivana Palieri
La problematica dell'accessibilità in quella sede era già stata sollevata da me in passato come disability e diversity manager. Visto che il linguaggio è importante vorrei suggerire alla giornalista di usare il termine corretto "persone con disabilità " poi...chi ha introdotto la regola del ritiro del pass solo al titolare? Perchè negli altri comuni è possibile fare delega e nella città di Bari è stata eliminata? Gli accomodamenti ragionevoli per le persone con disabilità sono necessarie e una città metropolitana si dovrebbe adeguare. Ricordo che Bari ha aderito alla piattaforma unica nazionale...da una parte snellisce e dall'altra? Italo Carelli so che sarai risolutivo e celere nel risolvere questo problema. https://www.borderline24.com/2026/03/05/bari-arrivare-allufficio-disabili-e-un-percorso-ad-ostacoli-la-proposta-di-trasferirlo-in-via-garruba/?fbclid=IwY2xjawQaUoxleHRuA2FlbQIxMQBzcnRjBmFwcF9pZBAyMjIwMzkxNzg4MjAwODkyAAEeu9WercOaL4ZWertWh8PtgkAUUD4P0B4bm85QWwsI62e2luOkWlIUjkEPJzo_aem_A_Hpsg70FWtcPLf7YYG4IA

Molti cittadini diversamente abili a Bari si trovano ogni giorno a fare i conti con difficoltà che vanno ben oltre la sola necessità di spostarsi: arrivare all’ufficio comunale per il rilascio del Cude, il Contrassegno Unico Disabili Europeo, può trasformarsi in un vero percorso a ostacoli.

Non sono di Trani e non so se si parla dell'Ospedaletto di Via Imbriani o dell'ex Ospedale San Nicola Pellegrino. Non es...
05/02/2026

Non sono di Trani e non so se si parla dell'Ospedaletto di Via Imbriani o dell'ex Ospedale San Nicola Pellegrino. Non essendoci delle immagini dei luoghi né una descrizione più accurata sarebbe bene aggiungerle e magari mandarle all'attenzione del Garante dei Diritti delle Persone Disabili perché intervenga direttamente sia sul Presidente di Regione che sui responsabili di questa ennesima discriminazione nei confronti delle persone disabili! Io, come presidente di Associazione di tutela delle fragilità, sarei del parere di estendere le denunce dai social fino alla Procura della Repubblica. Basta perdere tempo con i lamenti, i danni che vengono perpetrati quotidianamente sono ormai inaccettabili!

Ruggiero
Oggi, mercoledì 4 febbraio, br**ta sorpresa alla Commissione Medica Patenti di Trani.
Arriviamo e troviamo le porte chiuse. Solo un cartello scritto a mano: “trasferiti al vecchio Ospedaletto”. Nessuna indicazione, nessun avviso ufficiale.
Dopo varie telefonate riusciamo ad avere la posizione su WhatsApp e partiamo. Strade strette, auto parcheggiate male, impossibile trovare posto. Lasciamo il pulmino e proseguiamo a piedi per quasi un chilometro.
Da lì inizia il vero problema — soprattutto per chi è in carrozzina:
• attraversamenti pedonali inutilizzabili
• marciapiedi che sbarrano il passaggio
• costretti a camminare in mezzo alla strada tra le auto
• lunga e ripida discesa pericolosa
• terreno sconnesso
E non basta: un albero cade a pochi centimetri dalla carrozzina.
Ci chiediamo: chi ha deciso questo trasferimento sa che qui si presentano persone con gravi disabilità motorie?
In queste condizioni non possiamo raggiungere l’ufficio in sicurezza.
Nonostante tutto abbiamo mantenuto la calma, come facciamo da oltre 40 anni, e abbiamo completato le pratiche per la visita del 12 febbraio.
L’Associazione ANGLAT opera gratuitamente al servizio della categoria e anche della stessa Commissione, promuovendo autonomia, sicurezza, inserimento sociale, lavorativo e sportivo.
Invitiamo il Presidente della Regione Puglia a fare una passeggiata con noi fino alla sede: capirà subito che non è una nostra impressione.
Perché oggi non è stata una fantasia: nella salita ho anche rotto il telefono caduto durante il percorso.

by Italo Carelli, Consigliere Comunale della Città di Bari, con Delega alle "Politiche per le persone con disabilità e p...
03/02/2026

by Italo Carelli, Consigliere Comunale della Città di Bari, con Delega alle "Politiche per le persone con disabilità e per la promozione di città e comunità accessibili e inclusive nella Città Metropolitana di Bari” da parte del Sindaco della Città Metropolitana di Bari Vito Leccese.
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Comune di Bari, al consigliere M5S Italo Carelli la delega alle politiche per persone con disabilità
https://www.baritoday.it/.../italo-carelli-consigliere...
© BariToday
Una città per pochi non è una città sicura.
Cosa significa davvero "sicurezza" a Bari?
Significa sicuramente pattugliamenti ma significa anche marciapiedi liberi, spazi pubblici inclusivi e diritti garantiti.
Il modello urbano attuale spesso espelle i "corpi non conformi" e rende la disabilità una marginalità quotidiana.
Sarebbe ora di cambiare prospettiva, la giustizia sociale passa per le strade che percorriamo ogni giorno.
L’11 Febbraio, dalle ore 15.30 presso la sala dell’Ex-Tesoreria del Comune in Corso Vittorio Emanuele 84, interverrò come relatore per discutere di come trasformare Bari in una città fondata sui diritti e non solo sul profitto.
Il tuo contributo conta!!!
Prima dell'incontro, aiutaci a raccogliere dati compilando il questionario al link qui sotto.
👇 👇 👇
https://docs.google.com/.../1FAIpQLScVtw3H8Ko.../viewform...
11 Febbraio ore 15:30
📍 Ex-Tesoreria del Comune, Corso Vittorio Emanuele 84 Comune di Bari

Riforma disabilità, dopo i buchi della sperimentazione bresciana, le associazioni chiedono un posto in cabina di regiadi...
02/01/2026

Riforma disabilità, dopo i buchi della sperimentazione bresciana, le associazioni chiedono un posto in cabina di regia
di Renato La Cara
Ledha e Fand: "Profonda preoccupazione rispetto ai ritardi sulle certificazioni di invalidità, che comporta un rallentamento sulle sperimentazioni dei Progetti di vita indipendente. In provincia di Brescia i progetti attivati sono una quarantina su una platea totale di circa 1.500 persone"

La realizzazione della cosiddetta Riforma della disabilità, in fase di sperimentazione dal primo gennaio 2025 già con vari problemi sui territori coinvolti, continua a non procedere in maniera adeguata per i diretti interessati e con diversi aspetti negativi da risolvere già denunciati a ilfattoquotidiano.it, tra i tanti, dalla Cgil. Che qualcosa non stia andando per il verso giusto lo testimonia, ad esempio, “il caso della provincia di Brescia, una delle prime 9 province scelte a livello sperimentale, dove sono emerse criticità e soprattutto ritardi sulle certificazioni di invalidità”, come segnala a ilfattoquotidiano.it Alessandro Manfredi, presidente Lega per i diritti delle persone con disabilità (Ledha). Per evidenziare i disagi e offrire un supporto partecipando a tavoli istituzionali congiunti creati ad hoc, alcune associazioni hanno chiesto – e ottenuto il primo dicembre – un confronto diretto con le istituzioni.

“La riforma della disabilità deve aiutare le persone, non creare nuove barriere” – È il focus del messaggio che Ledha e Federazione tra le associazioni nazionali delle persone con disabilità (Fand) hanno manifestato alla ministra per le Disabilità, Alessandra Locatelli (Lega) e all’assessore lombardo alla Famiglia, solidarietà sociale, disabilità e pari opportunità Elena Lucchini (Lega). Secondo le organizzazioni la riforma per cambiare passo di marcia nella qualità dei servizi erogati ha bisogno di “tempestivi miglioramenti in particolare sul Progetto di vita individuale, personalizzato e partecipato”.

Durante la riunione è stato affrontato il percorso di trasformazione del modello di welfare sulla disabilità, sempre più orientato alla personalizzazione degli interventi attraverso il Progetto di vita. Un’indicazione già presente nella legge regionale lombarda e, a livello nazionale, nella Riforma delle disabilità che a partire dal primo aprile 2026 verrà estesa ad altre sei province lombarde, mentre l’entrata in vigore della riforma su tutto il territorio italiano è fissata per il primo gennaio 2027. “Proprio in vista dell’allargamento della sperimentazione come Ledha e Fand abbiamo chiesto al ministero per le Disabilità e a Regione Lombardia di poter partecipare alla cabina di regia”, spiega Manfredi. All’incontro hanno partecipato anche rappresentanti degli assessorati regionali al Welfare, Istruzione, Lavoro, dirigenti ministeriali, rappresentanti regionali e nazionali dell’Inps, ente che con la riforma ha assunto un ruolo fondamentale come soggetto unico per l’accertamento sanitario con l’introduzione del nuovo certificato medico per il riconoscimento dell’invalidità civile, non più commissioni medico-legali diversificate, ma un solo referente nazionale con uniformità di giudizio e procedure standard per tutti.

“Mancano medici certificatori e questo provoca attese di mesi solo per la valutazione di base” – “Regione Lombardia e il ministero per le Disabilità hanno accolto la nostra richiesta di entrare a far parte della cabina di regia, un dato positivo. A oggi però non abbiamo ancora ricevuto un atto formale che ratifichi questo impegno”, dice Manfredi a ilfattoquotidiano.it. Sulla messa a terra della riforma, “esprimiamo una profonda preoccupazione rispetto ai ritardi sulle certificazioni di invalidità, che comporta un rallentamento sulle sperimentazioni dei Progetti di vita indipendente. A oggi”, aggiunge il numero uno di Ledha, “in provincia di Brescia i progetti attivati sono una quarantina su una platea totale di circa 1.500 persone che hanno espresso interesse all’avvio di un percorso di vita indipendente”. Accanto alle opportunità, sono emerse diverse criticità che rischiano di gravare sulle persone con disabilità e che dovranno essere risolte il prima possibile.

“Evidenziamo”, afferma Ledha che è attiva in Lombardia, “il tema dei tempi di attesa molto prolungati per l’accertamento dell’invalidità, dovuti alla carenza di personale dedicato. Un grave disagio riscontrato chiaramente nei primi mesi di sperimentazione nel territorio bresciano”. Manfredi sottolinea “come sia stato lo stesso direttore generale dell’Inps, durante la riunione, a evidenziare che il problema principale per la certificazione dell’invalidità è stato il numero insufficiente di personale, in particolare di medici certificatori”. La carenza di questi professionisti sanitari ha un impatto concreto su tutta la sperimentazione, “perché i tempi si allungano”, sottolinea Manfredi, “e questo significa che le persone interessate ad avviare un Progetto di vita indipendente devono aspettare a lungo, anche mesi, semplicemente per riuscire a ottenere la Valutazione di base, che rappresenta solo il primo passo di questo iter”. Non proprio un bel viatico per la riforma tanto decantata dalla ministra Locatelli che l’ha già rinviata di un anno provocando le proteste delle associazioni.

“L’estensione della sperimentazione non ci lascia tranquilli” – Disagi emersi a livello nazionale, non solo lombardo. “Il percorso per l’attuazione dei Progetti di vita indipendente per le persone con disabilità era già previsto dalla legge 328 del 2000, ma non è mai stato sostanzialmente applicato in tutta Italia”, spiega il presidente Ledha. “In Lombardia c’è stata un’accelerazione a muoversi in questa direzione anche attraverso la legge regionale che mette al centro il Progetto di vita delle persone con disabilità. Questo non avviene nelle altre regioni, che sono invece legate alla sperimentazione prevista dal Decreto legislativo 62 incentrata sulla certificazione di invalidità. Ci sono alcune regioni in cui il percorso sta avanzando e altre in cui ci sono ritardi”, aggiunge Manfredi, “quello che auspichiamo è che le criticità già evidenziate vengano superate in tutto il territorio nazionale per garantire finalmente a tutte le persone con disabilità il diritto alla vita indipendente come previsto dalla Convenzione Onu”.

Va detto che anche in Lombardia ci sono lacune da colmare e risorse da incrementare per la Vita indipendente per tutti gli aventi diritto. Ma cosa accadrà quando nella primavera dell’anno prossimo verranno inserite a livello sperimentale altre 40 province, con il coinvolgimento di altre decine di migliaia di persone con disabilità? “L’estensione della sperimentazione avverrà a marzo-aprile 2026 e potremmo valutarla in termini positivi se effettivamente ci fossero tutte le risorse necessarie, anche in termini di personale, e penso soprattutto agli uffici provinciali dell’Inps, per svolgere tutti i procedimenti richiesti”, risponde il presidente di Ledha.

Ledha e Fand: "Profonda preoccupazione rispetto ai ritardi sulle certificazioni di invalidità, che comporta un rallentamento sulle sperimentazioni dei Progetti di vita indipendente. In provincia di Brescia i progetti attivati sono una quarantina su una platea totale di circa 1.500 persone"

La mobilità sostenibile nelle città italiane è sinonimo di disuguaglianza.Otto città, un’unica fotografia: la mobilità s...
21/12/2025

La mobilità sostenibile nelle città italiane è sinonimo di disuguaglianza.
Otto città, un’unica fotografia: la mobilità sostenibile in Italia è ancora una questione di disuguaglianza territoriale e sociale. È questo il messaggio centrale che emerge dalla serie di report “ZTL – Zone a Transizione Limitata”, realizzata da Kyoto Club e Clean Cities Campaign Italia, nell’ambito delle attività dell’Osservatorio Mobilità Urbana Sostenibile.

Otto città, un’unica fotografia: la mobilità sostenibile in Italia è ancora una questione di disuguaglianza territoriale e sociale

01/11/2025

Recenti sentenze - tra cui la n. 5696 dell’8 ottobre 2025 della Corte d’Appello di Roma e quella del 13 ottobre 2025 della Corte d’Appello di Milano - ribadiscono che, per i malati di Alzheimer e di demenza a “elevata integrazione sanitaria”, la retta deve essere interamente a carico del Servizio sanitario nazionale. I giudici hanno riconosciuto che le prestazioni erogate a questi pazienti rientrano tra le prestazioni completamente gratuite secondo il Dpcm del 14 febbraio 2001 sui Livelli essenziali di assistenza. La questione resta aperta: se il SSN dovesse farsi carico di tutti i ricoveri in Rsa di pazienti con Alzheimer o demenza, la spesa supererebbe i 10 miliardi l’anno. Intanto, gli esperti invitano le famiglie a richiedere una perizia medica per accertare il diritto alla copertura pubblica, mentre il Parlamento non ha ancora approvato una soluzione legislativa dopo la bocciatura, a marzo, dell’emendamento “salva-Rsa”.
L’articolo di Cinzia Lucchelli su Repubblica

La vergogna é solo e tutta civicamente nostra, che ancora non riusciamo per viltà, ignavia e sudditanza politica, ad imp...
29/10/2025

La vergogna é solo e tutta civicamente nostra, che ancora non riusciamo per viltà, ignavia e sudditanza politica, ad imporre un cambiamento drastico verso questi ordinari e quotidiani episodi di malcostume e di discriminazione.
Nel caso specifico, sono sicuro che esista un metodo di tracciamento per identificare i tassisti che sono venuti meno al servizio richiesto e sospendere la loro licenza per qualche tempo.
Il famoso "Metodo del Prof. Aristogitone: "Prendi uno, gli metti 1 e lo sbatti fuori"! Lui, se capisce, non ripeterà l'errore e gli altri, se sono intelligenti, non lo imitano.
Applica il metodo in tutti i settori, cominciando a fare pulizie nel Palazzo, dall'Ufficio Tecnico alla Polizia Municipale e vedrai, caro Sindaco di Bari Vito Leccese, che non ci vuole poi molto a far rispettare le buone prassi ed ottenere maggior rispetto dai tuoi cittadini, di ogni ordine, grado, genere e condizione!

Episodio gravissimo a Bari: una cittadina in sedia a rotelle costretta ad attendere 3 ore per strada . Molti taxi hanno tirato dritto. L'episodio solleva un allarme rosso sui diritti, l'accessibilità e l'indifferenza nel trasporto urbano

Indirizzo

Bari
70125

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