Rifondazione Comunista Bari - Circolo Karl Marx

Rifondazione Comunista Bari - Circolo Karl Marx Partito della Rifondazione Comunista - Sinistra Europea. Pagina ufficiale del Circolo Karl Marx di Bari.

👉🏽L’intervento di Tonia Guerra a “Incontriamoci", evento organizzato da Antonella Bundu e Toscana Rossa lo scorso 28 feb...
05/03/2026

👉🏽L’intervento di Tonia Guerra a “Incontriamoci", evento organizzato da Antonella Bundu e Toscana Rossa lo scorso 28 febbraio.

“Incontriamoci” era il titolo dell’evento organizzato da Antonella Bundu e Toscana Rossa, sabato 28 febbraio a Firenze.

Ho risposto all’invito, come tanti e tante, ognuno/a portando con sé il bagaglio della propria esperienza, della lotta a cui appartiene.

La mia, da un po’ di anni, è quella della difesa della Costituzione, dalla scuola pubblica all’autonomia differenziata, e in questi giorni contro la manomissione del titolo IV, che disciplina l’ordinamento della Magistratura, oggetto di referendum popolare.

In questi giorni invochiamo il rispetto della Costituzione, attaccata dal governo Meloni in uno dei suoi punti fondamentali.

C’è da farlo con un certo pudore, vista la disinvoltura con la quale è stata manomessa da qualche decennio, nella forma e nei fatti, e non solo da governi illiberali di destra.

Quale Costituzione vogliamo difendere?

Quella dell’art.3, con cui la Repubblica deve assumere su di sé il compito di rimuovere gli ostacoli che impediscono l’uguaglianza dei diritti, mentre il paese è sempre più diseguale?

Quella dell’art.11, che ripudia la guerra mentre si aumentano le spese militari e si vota il riarmo?

Quella dell’art.32, che tutela la salute come diritto fondamentale, mentre milioni di persone rinunciano alle cure mediche?

Quella dell’art.33, della libertà d’insegnamento e del “senza oneri per lo Stato”, mentre si finanziano lautamente le scuole private?

Quella dell’art.48, del voto libero e uguale, mentre si fanno leggi elettorali che lo rendono diseguale e persino “inutile”?

Quella dell’art.5, dell’unità e indivisibilità della Repubblica, mentre con la deforma del Titolo V si è aperta la strada alla frantumazione del paese, all’autonomia differenziata, oggi oggetto di baratto governativo da scambiare con Premierato e Magistratura?

Sbagliamo clamorosamente se sottovalutiamo, anche come movimenti, il pericolo rappresentato dal regionalismo predatorio e competitivo: le intese sottoscritte di recente dal Ministro Calderoli con le regioni del Nord sono uno sberleffo alle prescrizioni della Corte Costituzionale e un colpo basso ai territori e alle fasce sociali più disagiate.

Quelle intese vanno bloccate: l’interesse generale e i diritti di tutte e tutti, indipendentemente dal certificato di residenza, vanno garantiti e non semplicemente “determinati”, senza risorse e reale esigibilità, come previsto con furberia truffaldina dal disegno di legge delega del Governo sui livelli essenziali delle prestazioni.

Nelle prossime settimane andremo al referendum sulla Magistratura. Per capire la posta in gioco, la finalità dell’operazione, è sufficiente prestare ascolto alle dichiarazioni del Ministro della Giustizia, quando afferma in un’intervista al Corsera: “Mi stupisce che una persona intelligente come Elly Schlein non capisca che questa riforma gioverebbe anche a loro, nel momento in cui andassero al governo”; oppure, nel suo libro: “L’obbligatorietà dell’azione penale ha raggiunto livelli intollerabili”; o ancora: “I giudici oggi non rispondono a nessuno”.

Dunque si cambia la Costituzione perché la Magistratura produca giovamento al governo di turno, il procedimento penale sia a scelta discrezionale (di chi?) e i giudici debbano dar conto a qualcuno (a chi?)

Il monito di Calamandrei “Nel campo del potere costituente il governo non può avere alcuna iniziativa, neanche preparatoria” è sovvertito con arroganza: l’indipendenza della Magistratura, l’eguaglianza dei cittadini davanti alla legge, l’equilibrio dei poteri, principi fondanti della struttura della Repubblica, liquidati come intralci all’unico potere che conta, quello esecutivo, del “capo”.

È proprio per evitare questi pericoli che deve prevalere il No!

Dentro quel NO ci sono visioni diverse: il giudice non è ontologicamente immune dalle sirene del potere, ma la sua indipendenza è la garanzia anche per gli ultimi, per chi non ha voce.

Siamo a favore di un sistema garantista, per la depenalizzazione di numerosi reati, per l’umanizzazione del sistema carcerario, per la detenzione come estrema ratio, per la certezza del diritto, contro la criminalizzazione del conflitto sociale.

Invece ci troviamo in un contesto di iper-regolamentazione dell’opposizione sociale e di deregolamentazione dei poteri forti.

La Legge 1/2026, che riforma la Corte dei Conti, ne è esempio eloquente: risarcimento del 30% per gli amministratori e i politici condannati per fatti commessi per colpa grave (il 70% lo paga la collettività); prescrizione a 5 anni dal fatto; impunità sostanziale in numerosi casi (per es. se un atto supera il parere preventivo della Corte); potere del procuratore generale (nominato su proposta del Presidente del Consiglio) di entrare nei fascicoli delle indagini, avocare le istruttorie …).

Il quadro è inserito in una cornice di guerra.

La guerra assorbe risorse, ruba diritti, stravolge l’immaginario, disegna il futuro, un futuro da incubo.

Urge un’alternativa reale, una prospettiva diversa: quando il capitalismo trova nella guerra il paradigma per la sua ristrutturazione economica, sociale, culturale, non si tratta più di ridurre il danno: il danno è fatto.

Per questo l’invito a incontrarci va rinnovato, ampliato, da Nord a Sud.

Il discrimine è la guerra: tocca scegliere da che parte stare e siamo in ritardo.

L’ntero testo è disponibile anche su InfoAlternative https://infoalternative.it/italia/politica-italia/no-alla-reiterata-manomissione-della-costituzione-il-discrimine-e-la-guerra/

24/02/2026

WE SAIL AGAIN!

Ci vediamo martedì 24 febbraio presso , per la prima riunione operativa a supporto del lancio della nuova missione della Global Sumud Flotilla che partirà da Bari tra la fine di marzo e l’inizio di aprile.

L’invito è aperto a tutti i soggetti organizzati e non, lo scopo è costruire insieme l’iniziativa a supporto della GSF.

🗓️ 24 febbraio 2026 - ore 18:00
📍 Spazio 13, Via Colonnello de Cristoforis, 8 (Bari)

🇵🇸

A meno di una settimana dall’incontro “Diritti, Corpi, Città”, torniamo a parlare di una città che esclude e si veste di...
17/02/2026

A meno di una settimana dall’incontro “Diritti, Corpi, Città”, torniamo a parlare di una città che esclude e si veste di verde (per questa volta).
��L’analisi dell’Architetto Militante sul progetto “Costa Sud”.

Costa Sud: il greenwashing come progetto politico della città che esclude

In un articolo pubblicato su Eco dalle Città in occasione della consultazione pubblica per la Vas del Piano Urbanistico Esecutivo Bari Costa Sud (11 febbraio 2026), il Comitato Mobilità2030 denuncia che il progetto conferma un modello urbano sbilanciato verso l’uso dell’automobile.
C’è un equivoco che va chiarito con decisione: il Piano Urbanistico Esecutivo Bari Costa Sud non è un progetto ambientalista mal riuscito. È un progetto politicamente coerente con il modello di città capitalista che usa l’ecologia come linguaggio e la rendita come obiettivo.
Il suo nome è greenwashing urbano.

Parco costiero, mobilità dolce, rigenerazione, sostenibilità: una narrazione accuratamente costruita per produrre consenso, mentre sul piano materiale restano intatte le stesse logiche che hanno generato la crisi urbana contemporanea: espansione, consumo di suolo, centralità dell’automobile, marginalizzazione del trasporto pubblico, il tutto nato con le precedenti amministrazioni. Costa Sud viene raccontata come grande operazione verde. Ma come osserva con lucidità Eugenio
Lombardi (GdM 14/02/2025), mentre gli occhi sono puntati sul parco costiero, tra Japigia e Sant’Anna
viene aggiunto altro cemento. La compensazione simbolica funziona così: mentre si promette natura da una parte, si costruisce dall’altra. Il verde diventa alibi, non infrastruttura ecologica reale.

Questa dinamica svela il vero carattere del progetto: la riduzione del consumo di suolo è assente, la sua redistribuzione è funzionale alla valorizzazione immobiliare. Il cuore del problema resta la mobilità. E la mobilità non è una questione tecnica. È una questione di potere. Come ricordava Henri Lefebvre (Il diritto alla città, 2014), il diritto alla città è diritto di
appropriazione, di uso e di trasformazione. Un piano che assume l’automobile come misura implicita dello spazio urbano stabilisce già chi è il soggetto legittimo della città: chi possiede un’auto, chi
consuma.

Tutti gli altri diventano soggetti di serie B.
Il PUE Costa Sud conferma un impianto fondato su strade, parcheggi e accessibilità carrabile. Il trasporto pubblico resta insufficiente e non strutturante. Le piste ciclabili sono frammenti. Questa non è sostenibilità: è conservazione del modello esistente con una verniciata verde.

La città che emerge è abilista, classista, selettiva. Penalizza anziani, bambini, persone con disabilità,
lavoratori pendolari, donne, chi vive tempi di vita complessi. È una città progettata per un corpo standardizzato che non esiste. Il greenwashing serve a nascondere proprio questo: che il progetto non riduce le disuguaglianze, le organizza.
Ancora più grave è il nodo ferroviario. L’ipotesi di dismettere un tracciato ferroviario funzionante per sostituirlo con viabilità stradale e autobus è una scelta regressiva sotto ogni profilo.

Come ha scritto Pino Bruno (Corriere del Mezzogiorno 12/02/2026), la capacità di trasporto conta.
Un autobus, anche elettrico, trasporta molte meno persone di un treno. Sostituire il ferro con la gomma significa ridurre capacità, affidabilità e attrattività del sistema pubblico. Questa scelta colpisce direttamente migliaia di pendolari. Ma soprattutto manda un messaggio politico chiarissimo: il trasporto collettivo su ferro non è una priorità.

È l’esatto contrario di ciò che sarebbe necessario in una vera transizione ecologica. Le infrastrutture ferroviarie sono ossature territoriali. Una volta smantellate, non tornano. Ogni binario rimosso è un futuro cancellato. Ogni stazione demolita è una possibilità in meno di costruire una città meno dipendente dall’auto. Mentre si parla di “liberare la costa”, in realtà si libera spazio per l’asfalto. Il quadro complessivo diventa così evidente: parco costiero come immagine, cemento all’interno
come sostanza; piste ciclabili come decorazione, strade come struttura; sostenibilità come racconto, rendita come fine.

È esattamente ciò che David Harvey (Il capitalismo contro il diritto alla città, 2016), descrive da anni:
l’urbanizzazione come strumento di accumulazione.
La città trasformata in macchina economica.
Il progetto urbano come leva per produrre valore privato, non benessere collettivo. Esistono alternative. Sono note. Sono praticate in molte città europee. Centralità del ferro. Trasporto
pubblico ad alta capacità come spina dorsale. Continuità ciclabile reale. Prossimità funzionale. Riduzione drastica dello spazio destinato all’auto. Madrid, Parigi, Berlino.
Sono le lezioni di Jane Jacobs (Città e libertà,2020) e Jan Gehl (Città per le persone,2017): città costruite per le persone, non per i veicoli.

Applicare queste idee, però, significa entrare in conflitto con interessi forti. Significa sottrarre spazio
alla rendita e restituirlo all’uso collettivo.
Ed è esattamente questo conflitto che il Comune di Bari e la Regione Puglia stanno evitando.

Costa Sud non è un progetto sbagliato per errore. È un progetto giusto per una visione sbagliata di città. Una città che usa il verde come foglia di fico. Una città che parla di sostenibilità ma investe
sull’auto. Una città che proclama inclusione ma produce esclusione.

Contro questo modello non servono correzioni marginali. Serve una politica di rottura.
O si cambia paradigma, oppure Costa Sud resterà l’ennesimo monumento alla sostenibilità di
facciata.

Ancora una volta, una città che esclude.

G. Skoff - Architetto Militante - PRC

03/10/2025
02/10/2025
🕯️Luci sulla Palestina📅Giovedì 2 ottobre - ore 21.00📍Policlinico di Bari A Bari, come in tante altre città, partecipiamo...
02/10/2025

🕯️Luci sulla Palestina

📅Giovedì 2 ottobre - ore 21.00
📍Policlinico di Bari

A Bari, come in tante altre città, partecipiamo al flash mob “Luci sulla Palestina”, per manifestare contro il genocidio in atto da parte del governo sionista d’Israele sotto gli occhi del mondo e con la complicità di poteri forti e di governi, fra i quali quello italiano.

Rispondiamo all’appello “Luci sulla Palestina: 100 ospedali per Gaza”, promosso dalle reti “Digiuno Gaza e Sanitari per Gaza” in segno di solidarietà verso il popolo palestinese, in ricordo dei tanti operatori sanitari uccisi, per sostenere la Sumud Global Flottiglia e il boicottaggio di farmaci e di prodotti israeliani.

Le compagne e i compagni del PRC di Bari parteciperanno al presidio davanti al Policlinico, in Piazza Giulio Cesare, giovedì 2 ottobre, dalle ore 21.

Porteremo una torcia, una lampada, un fonte luminosa per illuminare simbolicamente la notte di Gaza” perché, come affermano gli organizzatori, “non possiamo rimanere a guardare mentre si compie un genocidio, è nostro dovere mobilitarci”.

LA FLOTILLA È STATA INTERCETTATA 🚨PER GAZA E LA PALESTINA, VENERDÌ 3 BLOCCHIAMO TUTTO!!!CI VEDIAMO AL MOLO S.NICOLA ALLE...
01/10/2025

LA FLOTILLA È STATA INTERCETTATA 🚨

PER GAZA E LA PALESTINA, VENERDÌ 3 BLOCCHIAMO TUTTO!!!

CI VEDIAMO AL MOLO S.NICOLA ALLE 9:00 🔥

🇵🇸

01/10/2025

Sciopero generale! Contro il genocidio, per l'umanità!

Chi abborda la Global Sumud Flotilla colpisce tutte/I. Rifondazione Comunista tutta partecipa e anima in ogni luogo lo sciopero generale concordato da Cgil e sindacati di base. Il paese si fermi contro il genocidio e l'ennesimo atto israeliano di pirateria internazionale. Il governo italiano complice e corresponsabile non rappresenta i tanti e le tante pronti a bloccare il paese, ogni forma di relazione politica ed economica con Tel Aviv. Siamo tutte/I Flotilla

Ci vediamo domani alle 18.30!
29/09/2025

Ci vediamo domani alle 18.30!

Care compagne e compagni della Marx, cari simpatizzanti e anime belle che frequentano questi luoghi, vi è già arrivata l...
16/09/2025

Care compagne e compagni della Marx, cari simpatizzanti e anime belle che frequentano questi luoghi, vi è già arrivata la convocazione spontanea del presidio di questo pomeriggio alle 18.30 in Piazza del Ferrarese, così come credo vi siano giunte le ultime notizie da Gaza, ed è proprio per questo che siamo chiamati nuovamente a riempire le piazze e le strade.

Questo è solo uno dei motivi per cui il Circolo Marx di Rifondazione Comunista aderisce e sostiene questa iniziativa.

In questo momento così delicato, con la Global Sumud Flottila in rotta verso Gaza e con le violenze che non si arrestano, credo sia più che necessario considerarsi in mobilitazione permanente.

Comprendo le tempistiche ristrette e le esigenze di ognuno di noi, però vi chiedo di essere presenti come Circolo e come Partito, perché Gaza brucia e necessita di tutto il nostro supporto.

A più tardi 🍉

📍 Appuntamento a Piazza Risorgimento - lunedì 15 settembre 2025 ore 18EQUIPAGGIAMOCI PER LA FLOTILLA, BLOCCHIAMO TUTTO!C...
13/09/2025

📍 Appuntamento a Piazza Risorgimento - lunedì 15 settembre 2025 ore 18

EQUIPAGGIAMOCI PER LA FLOTILLA, BLOCCHIAMO TUTTO!
Convocata assemblea pubblica il 15/09 per costruire la mobilitazione a difesa della Flotilla

Quando negli scorsi giorni i portuali di Genova hanno lanciato un appello a “bloccare tutto” non erano solo parole, ma un’indicazione ponderata e precisa. Giovedì scorso una gigantesca assemblea tenutasi sempre a Genova ha lanciato uno sciopero generale per lunedì 22 settembre per bloccare tutto per davvero!
Non lo dobbiamo solo all’equipaggio della Global Sumud Flotilla (che si sta assumendo rischi enormi pur di portare a termine un’operazione umanitaria senza precedenti), ma soprattutto alla popolazione e alla Resistenza palestinese.

In questo momento tutte e tutti noi siamo l’equipaggio di terra della Sumud Flotilla e dobbiamo comportarci di conseguenza: prepariamo la mobilitazione anche a Bari. Contro un governo succube e complice del genocidio e del terrorismo sionista.

L'appuntamento è lunedì 15 Settembre alle 18 in Piazza Risorgimento. L’appello dei portuali di Genova non può restare senza risposta: BLOCCHIAMO TUTTO!

Promotori:
Potere al Popolo! - Rete dei Comunisti- Cambiare Rotta
OSA-Unione Sindacale di Base - Partito Comunista Italiano
Risorgimento Socialista - Fridays For Future - Marx21 - Articolo 11 - Circolo Marx di Rifondazione Comunista - Assemblea Bari X Palestina

Firme in aggiornamento

Indirizzo

Via Signorile, 39
Bari
70120

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