09/06/2026
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Il DDL del Ministro Valditara è legge: nessuna educazione sessuale e/o affettiva nelle Scuole. Valditara passerà alla Storia solo per questo!
Massima espressione istituzionale di lungimiranza politica e culturale!
Finalmente un Ministro in sintonia con i tempi per modernità, alta visione psico educativa ed espressione autorevole di come la falsa morale sia la principale musa ispiratrice di queste leggi mediocri e fuori dalla vita dei giovani e delle loro famiglie.
Chi paga lo scotto è anche la nostra scuola italiana che ancora adesso è avanti e seriamente si proccupa della formazione e della ricchezza educativa dei nostri figli dopo la famiglia. Avere Ministri con gli occhi bendati e ipoacusici e portatori di ipocrisia culturale che si manifesta con leggi come queste votate da un Parlamento che ci porta indietro significa solo che il nostro Paese ha perso il valore della responsabilità collettiva ’Italia è uno dei pochi paesi in Europa a non avere i corsi di educazione sessuale e contraccettiva sicura nelle scuole. 
Sono ormai decenni dove le attività dipendono esclusivamente da iniziative dei singoli istituti scolastici, con forti disuguaglianze territoriali.
Secondo un sondaggio di Save the Children (2024) meno della metà degli adolescenti italiani ha ricevuto una educazione sessuale a scuola. Sarebbe utile fare la stessa ricerca all’interno delle attività educative sul tema svolto per esempio nei confronti dei genitori, che quasi per nulla affrontano questi discorsi dentro le mura di casa. I dati a mio parere sarebbero ancora più sconcertanti.
C’è, invece, un chiaro interesse tra i giovani ad approfondire questi temi! Interesse inascoltato dalle istituzioni nazionali e regionali e in sintesi dal mondo degli adulti! Una ricerca dell’Istituto Superiore di Sanità rileva che il 94% degli studenti pensa che la scuola deve interessarsi e affrontare in maniera semplice, ma professionale, questi temi.
Molti chiedono non solo di iniziare a trattare i temi della sessualità nelle scuole medie, ma anche in quelle primarie con competenti professionalità.
Nel corso del tempo si sono succedute norme e linee guide sul tema presentate a livello parlamentare, ma mai attuate!
Dal 1975, a partire dalla legge quadro sui consultori familiari a oggi, sono state presentate almeno quindici proposte di legge per introdurre le materie formative ed educative sull’educazione sessuale nelle scuole.
Nessuna è stata mai approvata! Eppure a partire dalla nostra Costituzione, della carta dei diritti fondamentali della U.E., la stessa convenzione di Istanbul indicano chiaramente che le Nazioni Europee devono legiferare, programmare, finanziare e quindi contrastare discriminazioni e violenze anche attraverso percorsi educativi e formativi.
Si è prodotto qualche aspetto legislativo in Italia nel 2015 e 2017, solo linee guida per educare al rispetto, ma sostanzialmente improduttive come insegnamento curriculare nelle scuole.
L’educazione alla sessualità e all’affettività deve essere avviata sin dalla prima infanzia. Bisogna insegnare ai bambini e alle bambine come riconoscere i propri confini e rispettarli, dare un nome alle emozioni e imparare che i comportamenti se sono desiderati devono essere modulati e rivisitati.
Si avverte sempre di più la necessità di costruire una generazione capace di vivere relazioni sane, dove il senso di libertà di espressione corporea, culturale, religiosa e non, si manifesti! Ridurre al minimo l’autoreferenzialità e narcisismo, modulare l’emozione della gelosia e la violenza, su questo dobbiamo lavorare! In un paese come il nostro dove i dati del Ministero degli Interni registrano aumenti dei casi di femminicidio e di violenza non si può permettere di rinviare ancora dopo decenni l’introduzione dell’educazione alla sessualità nelle scuole e non farla diventare materia fondamentale curriculare. Ma noi abbiamo ora Valditara e questo Parlamento!
Non fare questo significa voler ignorare una delle principali strade di prevenzione e di tutela della salute pubblica. Parlare di sessualità, di sentimenti, di innamoramento, significa anche parlare di rispetto del corpo e della persona, di diritti, di cittadinanza attiva e multietnica anche attraverso il rispetto delle religioni.
Non possiamo permetterci in Italia di rimandare ancora questo investimento sul futuro della nostra popolazione e dei nostri giovani!