07/09/2026
Adriana Poli Bortone prova a riportare il dibattito indietro di venticinque anni, chiamando in causa la riforma del Titolo V del 2001. Non abbiamo alcun problema con la nostra storia: il centrosinistra scelse di dare maggiore responsabilità ai territori, ma dentro una cornice irrinunciabile di unità, solidarietà e coesione nazionale. Ed è proprio qui che passa la differenza con il progetto della destra.
Confondere l’articolo 116 della Costituzione con la legge Calderoli significa rimuovere il vero nodo politico: un’autonomia che divide il Paese, cristallizza i divari e rischia di trasformare il luogo di nascita nel destino di una persona. A sostenerlo non è solo il Partito Democratico, ma anche la Corte costituzionale è intervenuta su punti fondamentali della riforma. La linea indicata da Elly Schlein ieri a Lecce è chiara: sanità, scuola, trasporti e servizi essenziali non possono dipendere dal CAP di residenza.
E mentre a Palazzo Chigi governa Giorgia Meloni, c’è chi qui in Puglia continuare a cercare alibi nel passato o misurare il valore di una proposta politica contando i presenti alle iniziative pubbliche solo per evitare il confronto sui problemi reali.
La Puglia e il Mezzogiorno chiedono solo gli stessi diritti, le stesse opportunità e la stessa dignità del resto d’Italia.
Leggi il comunicato del capogruppo Stefano Minerva 👉 https://tinyurl.com/yc5aejyf