Castelliere di Guardamonte & Grotte di San Ponzo

Castelliere di Guardamonte & Grotte di San Ponzo Qui San Ponzo si e' ritirato in una grotta per decenni.

Qui sono conservati i resti di una continuità abitativa che perdurò, con alcune brevi fasi di abbandono, per circa 5000 anni, a partire dal Neolitico Medio fino all’inizio dell’età romana.

Indirizzo

Strada Per Rossago
Bagnaria
27050

Sito Web

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Castelliere di Guardamonte

Qui sono conservati i resti di una continuità abitativa che perdurò, con alcune brevi fasi di abbandono, per circa 5000 anni, a partire dal Neolitico Medio (prima fase della cultura del Vaso a Bocca Quadrata, V millennio a.C.) fino all’inizio dell’età romana imperiale (I-II secolo d.C.). La maggior parte dei ritrovamenti sono riferibili al periodo in cui il Guardamonte venne strutturato come abitato terrazzato del tipo “a castelliere”: questo periodo vide due grandi fasi, una più antica databile all’età del Bronzo (tra il Bronzo Medio e il Bronzo Finale, XVI-IX sec. a.C.) e una più recente, databile alla seconda età del Ferro (VI-III secolo a.C.), riferibile a genti appartenenti alla cosiddetta cultura ligure.

Castelliere, o castellaro, sono dei toponimi che, nella memoria popolare, sono spesso rimasti a denominazione di aree occupate da insediamenti protostorici collocati su alture. In topografia e in archeologia, questi termini sono utilizzati per designare un luogo posto su un’altura, provvisto di apprestamenti murari di terrazzamento.

Sebbene il termine castelliere ricordi il concetto di castello, esso non rimanda a una specifica valenza difensiva, ma piuttosto a una maniera di abitare la montagna. Per non far franare i versanti delle alture, gli essere umani hanno costruito, in luoghi diversi e in differenti epoche storiche, dei muri di terrazzamento per gradonare i monti e renderli stabili e quindi abitabili. Su questi piani orizzontali creati artificialmente lungo un versante spesso molto scosceso, si costruivano le case, si piantavano gli orti, si tenevano gli animali rinchiusi nei recinti e si praticavano attività artigianali, quali la metallurgia o la produzione ceramica. Senza dubbio, almeno in alcuni casi, i castellieri potevano anche aver svolto attività di difesa efficace, soprattutto se pensiamo alle tecniche di guerra in uso in età protostorica; tuttavia la ricerca archeologica ha dimostrato chiaramente che la funzione primaria delle strutture murarie di questi abitati è sempre stata strutturale, non difensiva.

Centrale, nella scelta del luogo di insediamento dei castellieri, era la necessità di dominare con lo sguardo il territorio, soprattutto per poter tenere sotto controllo le mandrie al pascolo e per monitorare le vie di transito delle carovane, che dal mare muovevano verso la pianura e viceversa. Il castelliere quindi non è da considerarsi un arroccamento isolato, bensì una sorta di ponte, o stazione di raccordo, tra aree e genti diverse.