21/08/2026
UNA MAZZATA SUI PIEDI. E A PAGARLA SONO LE ATTIVITÀ.
Ci sono decisioni che ci lasciano davvero perplessi. L’aumento della TARI per le utenze non domestiche, che arriva fino al 36%, è una di queste.
Da una parte cerchiamo di costruire un’estate ricca di eventi, iniziative e manifestazioni, con l’obiettivo di portare gente ad Avetrana, creare movimento e dare la possibilità alle attività commerciali di lavorare.
Dall’altra, però, rischiamo di vanificare una parte di questo lavoro con aumenti che finiscono inevitabilmente per pesare proprio su quelle attività che dovremmo cercare di sostenere.
È come se ci dessimo una mazzata sui piedi da soli.
In Consiglio comunale sono stati destinati 30.000 euro per cercare di attenuare l’aumento. Ma diciamolo con chiarezza: quei 30.000 euro non rappresentano una vera soluzione. Sono risorse spostate da un capitolo all’altro che permettono, nella migliore delle ipotesi, di ridurre l’aumento dal 36% a circa il 32%.
Ma può davvero essere questa la risposta?
Le attività commerciali sostengono costi sempre maggiori, fanno la raccolta differenziata, pagano il suolo pubblico e contribuiscono quotidianamente all’economia del paese. E mentre chiediamo loro di investire, partecipare, tenere vive le nostre piazze e contribuire all’estate avetranese, dall’altra aumentiamo in maniera così significativa il costo della TARI.
Dov’è il piano B?
Perché riteniamo che un’Amministrazione debba avere il coraggio di cercare soluzioni prima di arrivare a mettere una semplice toppa.
E poi c’è un’altra questione che non possiamo ignorare: il trattamento riservato alle associazioni.
Non tutte sembrano avere le stesse opportunità. Ci sono associazioni che durante l’estate avetranese ricevono contributi attraverso servizi e forme di sostegno, mentre ad altre viene riconosciuta semplicemente l’autorizzazione all’utilizzo del suolo pubblico.
E non lo diciamo per sentito dire: è sufficiente guardare le delibere e gli atti pubblicati all’Albo comunale, in particolare quelli relativi ai mesi di luglio e agosto, per vedere i diversi contributi e sostegni riconosciuti.
Questo non è il modo in cui, secondo noi, dovrebbe essere trattato il mondo dell’associazionismo.
Quando si diventa amministratori, si diventa amministratori dell’intera comunità, non soltanto di una parte di essa.
Non dovrebbero esistere associazioni di serie A e associazioni di serie B.
Tutte quelle che lavorano per Avetrana, che organizzano eventi, che portano persone in piazza e che contribuiscono alla riuscita dell’estate meritano rispetto, attenzione e pari considerazione.
E sia chiaro: le associazioni, attraverso le loro iniziative, danno anche grande visibilità all’Amministrazione. Lo fanno nei ringraziamenti dal palco, nelle conferenze stampa, sulla stampa, sui social e attraverso tutta la comunicazione legata agli eventi.
Ed è giusto riconoscere il ruolo delle istituzioni.
Ma la collaborazione non può essere a senso unico.
Se le associazioni mettono a disposizione tempo, energie, volontari e risorse per costruire iniziative che vengono inserite nel cartellone dell’Estate Avetranese, riteniamo giusto che dall’altra parte ci sia un riscontro concreto.
Collaborare significa sostenersi reciprocamente.
Non possono esserci associazioni alle quali viene riconosciuto un sostegno concreto e altre alle quali viene lasciata soltanto l’autorizzazione per il suolo pubblico.
Perché quando un evento funziona, a beneficiarne è Avetrana intera. E beneficia anche l’immagine dell’Amministrazione.
Quindi sì ai ringraziamenti, sì alla collaborazione, sì alla presenza istituzionale.
Ma serve anche reciprocità, equità e pari trattamento.
E POI CI SONO I GIOCHI DEL MEDITERRANEO
Anche qui vogliamo essere corretti nel riconoscere i meriti, ma anche sinceri nel manifestare l’amarezza per un’occasione che, per Avetrana, poteva essere molto più importante.
È vero: Avetrana ha ottenuto 1 milione di euro per rimettere in sesto il Palazzetto dello Sport e renderlo finalmente agibile.
Il finanziamento arriva nell’ambito dei Giochi del Mediterraneo Taranto 2026, attraverso le risorse destinate agli interventi sulle strutture sportive coinvolte nel progetto.
Ed è una notizia che non possiamo che accogliere positivamente. È un investimento importante per il nostro paese, per lo sport e soprattutto per i nostri ragazzi.
Per questo vogliamo dire grazie ai Giochi del Mediterraneo e alle istituzioni che hanno reso possibile questo finanziamento e hanno fatto sì che una risorsa così importante arrivasse anche ad Avetrana.
Ma non possiamo nascondere anche un certo amaro in bocca.
Perché, nonostante questo importante finanziamento, Avetrana è stata completamente messa da parte per quanto riguarda le attività agonistiche legate ai Giochi del Mediterraneo.
Non sono previste competizioni, non sono previste attività agonistiche e, a quanto risulta, nemmeno gli allenamenti.
Ed è proprio questo che ci lascia l’amaro in bocca.
Perché avere un Palazzetto che viene rimesso a nuovo è certamente una grande conquista, ma sarebbe stato ancora più importante poter vivere i Giochi del Mediterraneo anche attraverso lo sport, gli atleti, le squadre, gli allenamenti e le manifestazioni agonistiche.
Quindi sì, festeggiamo il milione di euro e ringraziamo chi ha permesso che arrivasse ad Avetrana.
Ma allo stesso tempo chiediamoci perché il nostro paese sia rimasto fuori dalla parte agonistica di una manifestazione di questa portata.
Non è una polemica fine a se stessa. È il desiderio di capire perché Avetrana non abbia potuto avere un ruolo più significativo.
E anche qui vale lo stesso principio: diamo a Cesare quel che è di Cesare.
Il finanziamento va riconosciuto ai Giochi del Mediterraneo e alle istituzioni che lo hanno reso possibile. Il compito dell’Amministrazione, adesso, sarà quello di utilizzare al meglio questa opportunità e di cercare di recuperare ciò che non siamo riusciti ad ottenere in termini di partecipazione e visibilità sportiva.
Perché un Palazzetto ristrutturato è importante.
Ma un Palazzetto vivo, pieno di ragazzi, di atleti, di squadre e di sport, lo è ancora di più.
E Avetrana avrebbe meritato di esserci.
Alla fine, il filo conduttore è sempre lo stesso: meno propaganda, più programmazione; meno differenze, più equità; meno meriti da intestarsi, più risultati da condividere.
Perché amministrare non significa soltanto organizzare eventi, pubblicare fotografie o intestarsi risultati.
Amministrare significa trovare soluzioni, trattare tutti allo stesso modo, sostenere chi lavora per il paese e soprattutto avere l’umiltà di riconoscere i meriti degli altri.
Perché quando si lavora davvero per Avetrana, vince Avetrana.
I Consiglieri comunali
Lucia V***a – Rosaria Petracca – Antonio Lanzo – Martina