11/04/2026
Un saluto caloroso a tutte le persone presenti, alle Autorità, ai docenti e agli studenti cui è nostro dovere, sentito dovere, passare il testimone dei valori della democrazia.
Formalmente oggi è un consiglio straordinario, ma nella sostanza è un consiglio solenne in senso etimologico e traslato e non solo perché celebra, ricorda, attualizza ottant'anni di pace, di libertà, di democrazia, ma anche perché mette insieme persone, esperienze, momenti, epoche della nostra comunità, quindi, del nostro vissuto.
Pace, libertà, democrazia: termini che non vogliono esprimere solo concetti, ma voglio esprimere una realtà che abbiamo vissuto e che viviamo oggi qui, in un contesto mondiale, invece, di grande preoccupazione e di forte conflittualità.
Forte conflittualità che fino a pochi anni fa, probabilmente neppure avremmo immaginato.
Pace, libertà, democrazia che hanno vissuto i nostri nonni, i nostri genitori. Molti di noi, probabilmente, ricordano qui, in questo palazzo, prima del palazzo Centurione, prima ancora a villa Zappa, molti di noi ricordano i nonni, i padri, le madri che hanno seduto nei seggi del consiglio comunale; siamo grati a loro, al loro impegno, a loro passione se abbiamo potuto godere di questi anni di pace, di libertà e di democrazia.
Oggi voglio in particolare salutare e ringraziare tutti gli Amministratori qui presenti che, con sacrificio, con esemplarità hanno contribuito a fare del nostro piccolo paese una città. Voglio salutare e ringraziare i Sindaci qui presenti che tanto hanno dato la nostra comunità.
Ma oggi, dopo ottant'anni da quel primo consiglio comunale, nell'Italia finalmente libera dal n**i fascismo, grazie al contributo essenziale della resistenza, voglio anche ricordare il contributo delle donne che appunto nel 1946, hanno ottenuto il suffragio passivo.
Molti forse non sanno che il voto delle donne fu, comunque un percorso sofferto, anche in quel periodo, perché con il decreto Bonomi ebbero suffragio attivo le donne il 1 febbraio 1945, ma solo il 10 marzo 1946 ebbero anche il suffragio passivo cioè, appunto, lo ripeto, la testimonianza della sofferta parità.
E quindi Voglio ricordare le 12 sindaco donne che ha avuto l'Italia nel 1946, idealmente collegando in tal senso quell'esperienza poi avuta anche ad Aulla.
Voglio, peraltro, sottolineare come dopo la guerra, dai racconti prima e dai ricordi poi, esisteva un clima di grandi affiatamento, il pericolo scampato portava da una naturale solidarietà che onestamente si è gradatamente persa nel tempo.
Sta a noi, alla nostra intelligenza, alla nostra sensibilità, alla nostra onestà intellettuale, alla nostra umanità, il reciproco rispetto, ristabilire quel clima che definirei il clima "aureo", quel clima nel quale il paese, poi divenuto città, non era che la proiezione della propria casa, della propria famiglia e dei propri affetti.
Con un pizzico di rimpianto era vivere meglio, ma ripeto sta noi è solo a noi cercare di ristabilire quel clima.
Auguro a tutti quella serenità nella quale vivere secondi i valori democratici, di rispetto più volte richiamati.