Questa pagina ha l'obiettivo di divulgare e valorizzare le bellezze naturali della Valle di Comino e le opportunità di ritrovare i sapori e i paesaggi legati a un mondo passato ma ad oggi sempre più vivo:
Nella valle, in passato caratterizzata da una forte presenza di terreni seminati a frumento, granturco ed erba medica e di coltivazioni di vite e di olivo, ancora oggi si producono vino ed olio
d'oliva di qualità: in particolare la vinificazione delle uve di cabernet e di altri vitigni pregiati, iniziata dopo la metà dell'Ottocento e affinatasi negli anni, ha dato luogo alla DOC di Atina. Anche la pastorizia (bovini e soprattutto ovini) è stata per secoli una risorsa di prim'ordine, per la presenza di ottimi terreni per l'alpeggio alle quote più alte: questo ha dato luogo alla produzione di ricotta e formaggi tuttora rinomati, nonostante la diminuzione quantitativa di quest'attività. Vi sono molte opportunità per escursioni a piedi nel versante laziale del Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise e, in misura minore, per gli sport invernali. La valle è contrassegnata da luoghi rilevanti di pellegrinaggio religioso, come l'antichissimo santuario della Madonna di Canneto presso la sorgente del Melfa, di San Gerardo di Silions a Gallinaro e di San Donato d'Arezzo nel paese omonimo, il cui culto è attestato in un documento del 778. In anni recenti, a partire da una apparizione avuta dalla veggente Giuseppina Norcia nel 1947, a Gallinaro si è sviluppato il culto di Gesù Bambino, meta di numerosi pellegrinaggi. Durante l'estate, specialmente ad agosto, i paesi del Comino, arroccati sulle alture della conca, strapieni di visitatori e emigrati, danno luogo a una successione di feste e sagre, illuminandosi a turno e quasi a gara in splendidi fuochi d'artificio, fino a culminare nella suggestiva processione notturna del rientro a Settefrati dell'immagine della Madonna di Canneto, il 22 agosto. Tra le numerose tradizioni folkloristiche presenti nella valle è particolarmente significativa quella degli zampognari. Nella zona di Picinisco, San Biagio Saracinisco e Villa Latina - con una stretta integrazione con il vicino Molise, in particolare con Scapoli- l'attività legata alla produzione e al suono della zampogna è ancora molto intensa. Negli ultimi anni, accanto all'abituale "migrazione temporanea" del periodo natalizio, si sono affermate varie iniziative di approfondimento e di riscoperta culturale di questa tradizione, sia dal punto di vista musicale che dal punto di vista etno-antropologico.