15/11/2025
Asti 14 Novembre 2025 - Salone Consiglio Provincia di Asti
CONVEGNO Tuber Next Gen 2025
La pianificazione del territorio, delle foreste e del paesaggio per il patrimonio tartufigeno della prossima generazione.
Ieri presso il Salone del Consiglio della Provincia di Asti, la Regione Piemonte ha presentato le nuove Carte dedicate al patrimonio tartufigeno, che indicano 105 mila ettari vocati, pari al 70% della provincia: 14 mila ettari ad alta attitudine, 91 mila a media e un incremento del 42%. I Comuni riconosciuti come vocati salgono a 115, con quattro nuovi ingressi.
Un incontro partecipato, in cui era presente l’assessore regionale Marco Gallo, il presidente Rasero, il consigliere Massaglia, la rappresentanza del nostro Ordine Architetti della Provincia di Asti con la Vice presidente Arch. Franca Bagnulo e il Dott. Forestale Marco Allasia Presidente dell’Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali.
I tecnici di Regione e Ipla hanno esposto come le nuove analisi sul territorio individuano anche 73 mila ettari di aree a potenzialità medio-alta, confermando l’Astigiano come territorio capace di unire qualità ambientale, buona pianificazione e collaborazione tra istituzioni, professionisti e mondo del tartufo.
La nostra posizione come Ordine Architetti Pianificatori e Paesaggisti, condivisa anche dall’Ordine Dottori Forestali e Agronomi, non può che essere favorevole alle integrazioni tra diversi livelli di pianificazione e quindi alla variante del Piano Territoriale Regionale che dialoga sempre di più con il Piano Paesaggistico Regionale. Sono stati creati nuovi e aggiornati ambiti di integrazione territoriali (Ait) che rispecchiano # la realtà, le potenzialità del territorio e che meritano una tutela paesaggistica maggiore.
L’ Arch. Franca Bagnulo ha ritenuto lodevole l’attenzione alle eccellenze che rappresentano questi territori, ma la pianificazione a grande scala deve essere calata sul territorio specifico arrivando alla scala “comunale”, dando regole precise e cogenti nell’applicazione di norme nella pianificazione locale e dall’altra un sostegno economico ai piccoli comuni nell’attuare queste regole di governo del territorio, poiché spesso e soprattutto mancano le risorse per attuare la strumentazione urbanistica adeguata e l’altro aspetto non trascurabile e’ che tutto questo lavoro non deve essere lasciato alla sola sensibilità dell’amministratore di turno. Sostanzialmente e’ fondamentale che le normative di pianificazione regionale diventino “vincolanti”, in modo che la pianificazione locale debba adeguarsi a queste direttive in maniera obbligatoria, se vogliamo veramente tutelare e promuovere i nostri territori e le eccellenze in essi contenute.