16/12/2022
“Gigi è di Costabissara, a “casa” ha lasciato i genitori anziani e la morosa Carlotta, una paesana di 17 anni che ha cominciato a frequentare pochi mesi prima di partire.
I due fratelli più grandi Giuseppe e Federico sono invece al fronte come lui.
Non parla moltissimo Gigi, non è un taciturno, nemmeno un timido, semplicemente pensa un po’ troppo e immerso nel suo mare di pensieri si isola senza rendersene conto.
Poi però improvvisamente ogni tanto riemerge e come se nulla fosse riprende quel dialogo interrotto da diversi minuti :
“Umberto.. me sa che fra poco te toca arrangiarti “
“In che senso?”
“Fra pochi giorni se tutto va ben dovrei tornare a Bassano…” …. “son contento là almeno non se more di freddo come qua”
Gigi ha ragione, siamo solo a novembre ma appena cala il sole fa davvero un freddo cane.
Il sole qui è già calato dal un bel po’, è buio pesto e oltre al freddo c’è un silenzio irreale.
“Bruto segno, sto silenzio non me piase per niente”
“Cosa vuto dire?”
“Niente bocia go solo fato un pensiero a voce alta”
Gigi prende dalla tasca destra una mezza sigaretta e da quella sinistra un vecchio accendino.
Porta la sigaretta alla bocca e prova ad accenderla. I primi due colpi l’accendino fa cilecca,
poi, finalmente la fiamma e...un grande botto!
BOOOOOOOOM!!!!!
Mi fischiano le orecchie, non capisco più nulla.
Gigi mi grida qualcosa ma sento solo dei suoni confusi ovattati, poi riesco finalmente a capire qualcosa:
“Umberto Dio bon!! tien so quella testa!, stanno bombardando!
“Cosa??”
“gli austriaci Dio bon!, gli austriaci!!”