14/09/2026
𝐿𝑒 𝑐𝑎𝑟𝑡𝑒 𝑡𝑜𝑟𝑛𝑎𝑛𝑜 𝑎 𝑡𝑒𝑎𝑡𝑟𝑜: 𝑎𝑙 𝑉𝑒𝑛𝑡𝑖𝑑𝑖𝑜 𝐵𝑎𝑠𝑠𝑜 𝑙𝑎 𝑠𝑡𝑜𝑟𝑖𝑎 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑜 𝑠𝑝𝑒𝑡𝑡𝑎𝑐𝑜𝑙𝑜 𝑎𝑠𝑐𝑜𝑙𝑎𝑛𝑜 𝑑𝑖𝑣𝑒𝑛𝑡𝑎 𝑟𝑎𝑐𝑐𝑜𝑛𝑡𝑜 𝑒 𝑚𝑢𝑠𝑖𝑐𝑎
𝑆𝑢𝑐𝑐𝑒𝑠𝑠𝑜 𝑝𝑒𝑟 𝑙’𝑖𝑛𝑐𝑜𝑛𝑡𝑟𝑜 “𝐼𝑙 𝑇𝑒𝑎𝑡𝑟𝑜, 𝑙𝑎 𝑀𝑢𝑠𝑖𝑐𝑎 𝑒 𝑙𝑜 𝑆𝑝𝑒𝑡𝑡𝑎𝑐𝑜𝑙𝑜 𝑛𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑣𝑖𝑡𝑎 𝑐𝑢𝑙𝑡𝑢𝑟𝑎𝑙𝑒 𝑎𝑠𝑐𝑜𝑙𝑎𝑛𝑎”, 𝑝𝑟𝑜𝑚𝑜𝑠𝑠𝑜 𝑛𝑒𝑙𝑙’𝑎𝑚𝑏𝑖𝑡𝑜 𝑑𝑖 “𝐷𝑎𝑙𝑙𝑒 𝑐𝑎𝑟𝑡𝑒 𝑎𝑙𝑙𝑎 𝑐𝑖𝑡𝑡𝑎̀”. 𝐷𝑜𝑐𝑢𝑚𝑒𝑛𝑡𝑖, 𝑟𝑖𝑐𝑒𝑟𝑐𝑎 𝑠𝑡𝑜𝑟𝑖𝑐𝑎 𝑒 𝑚𝑢𝑠𝑖𝑐𝑎 𝑝𝑒𝑟 𝑟𝑖𝑠𝑐𝑜𝑝𝑟𝑖𝑟𝑒 𝑢𝑛𝑎 𝑝𝑎𝑟𝑡𝑒 𝑠𝑖𝑔𝑛𝑖𝑓𝑖𝑐𝑎𝑡𝑖𝑣𝑎 𝑑𝑒𝑙𝑙’𝑖𝑑𝑒𝑛𝑡𝑖𝑡𝑎̀ 𝑐𝑢𝑙𝑡𝑢𝑟𝑎𝑙𝑒 𝑑𝑖 𝐴𝑠𝑐𝑜𝑙𝑖 𝑃𝑖𝑐𝑒𝑛𝑜.
ASCOLI PICENO – Le carte sono tornate nei luoghi di cui custodiscono la memoria.
È questo il filo che ha attraversato l’incontro “𝐈𝐥 𝐓𝐞𝐚𝐭𝐫𝐨, 𝐥𝐚 𝐌𝐮𝐬𝐢𝐜𝐚 𝐞 𝐥𝐨 𝐒𝐩𝐞𝐭𝐭𝐚𝐜𝐨𝐥𝐨 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐯𝐢𝐭𝐚 𝐜𝐮𝐥𝐭𝐮𝐫𝐚𝐥𝐞 𝐚𝐬𝐜𝐨𝐥𝐚𝐧𝐚”, svoltosi venerdì 11 settembre 2026 nel Foyer del Teatro Ventidio Basso, nell’ambito del progetto “𝐷𝑎𝑙𝑙𝑒 𝑐𝑎𝑟𝑡𝑒 𝑎𝑙𝑙𝑎 𝑐𝑖𝑡𝑡𝑎̀. 𝑃𝑒𝑟𝑐𝑜𝑟𝑠𝑖 𝑑𝑖 𝑠𝑡𝑜𝑟𝑖𝑎 𝑐𝑖𝑣𝑖𝑙𝑒, 𝑠𝑜𝑐𝑖𝑎𝑙𝑒 𝑒 𝑐𝑢𝑙𝑡𝑢𝑟𝑎𝑙𝑒”.
L’iniziativa, accolta con interesse e partecipazione dal pubblico, ha proposto un modo diverso di raccontare la storia cittadina: partire dalle fonti documentarie per riportarle idealmente nei luoghi nei quali quella stessa storia si è sviluppata, facendo dialogare archivio, teatro, ricerca storica e musica.
Attraverso i preziosi documenti conservati nel fondo dell’Archivio Storico del Comune di Ascoli Piceno, il pubblico è stato accompagnato in un percorso attraverso secoli di vita teatrale e culturale ascolana, a partire dalla prima scena lignea documentata nel 1579, fino alle successive trasformazioni del sistema teatrale cittadino e alla ricchezza della vita culturale dei tempi più recenti.
Ad aprire l’appuntamento sono stati i saluti istituzionali del Sindaco di Ascoli Piceno, 𝐌𝐚𝐫𝐜𝐨 𝐅𝐢𝐨𝐫𝐚𝐯𝐚𝐧𝐭𝐢, nella prestigiosa cornice del Ventidio Basso.
Il cuore dell’incontro è stato quindi affidato agli interventi di 𝐆𝐢𝐮𝐬𝐞𝐩𝐩𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐀𝐧𝐧𝐨, Direttore dell’Archivio di Stato di Ascoli Piceno, e di 𝐒𝐭𝐞𝐟𝐚𝐧𝐨 𝐏𝐚𝐩𝐞𝐭𝐭𝐢, consulente scientifico delle collezioni comunali di Ascoli Piceno.
L’intervento del Direttore Giuseppe dell’Anno ha posto al centro le fonti documentarie, attraverso le quali è stato possibile far emergere vicende, testimonianze e tracce della vita teatrale ascolana. Le carte hanno così mostrato la loro capacità di raccontare non soltanto fatti e date, ma la vita di una comunità, le sue istituzioni, i suoi luoghi di socialità e le forme attraverso le quali, nel tempo, si è espressa la sua identità culturale.
Stefano Papetti ha proseguito il percorso attraverso una lettura storico-artistica capace di mettere in relazione le testimonianze documentarie con i luoghi, i protagonisti e le trasformazioni della vita culturale ascolana, restituendo la profondità di una tradizione nella quale teatro, musica e spettacolo hanno occupato nei secoli uno spazio significativo.
Alle parole e ai documenti si è affiancata poi la musica. Gli interventi di “𝐌𝐮𝐬𝐞 𝐢𝐧 𝐋𝐢𝐫𝐢𝐜𝐚”, con il soprano Patrizia Perozzi e Maria Cristina Mannello al pianoforte, hanno accompagnato e scandito il racconto, creando un suggestivo dialogo tra la memoria dello spettacolo conservata nelle carte e la sua espressione viva.
Non casuale, in questo percorso, la scelta del Teatro Ventidio Basso. Il luogo che ha accolto l’incontro è stato, infatti, anche uno dei protagonisti della storia raccontata.
𝐋’𝐚𝐩𝐩𝐮𝐧𝐭𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐬𝐢 𝐞̀ 𝐢𝐧𝐬𝐞𝐫𝐢𝐭𝐨 𝐧𝐞𝐥 𝐩𝐞𝐫𝐜𝐨𝐫𝐬𝐨 𝐝𝐢 𝐯𝐚𝐥𝐨𝐫𝐢𝐳𝐳𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 “𝐓𝐞𝐚𝐭𝐫𝐢 𝐀𝐩𝐞𝐫𝐭𝐢”, 𝐯𝐨𝐥𝐭𝐨 𝐚 𝐟𝐚𝐯𝐨𝐫𝐢𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐨𝐬𝐜𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐞 𝐥𝐚 𝐫𝐢𝐬𝐜𝐨𝐩𝐞𝐫𝐭𝐚 𝐝𝐞𝐢 𝐥𝐮𝐨𝐠𝐡𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐚𝐜𝐨𝐥𝐨 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐢 𝐭𝐞𝐬𝐭𝐢𝐦𝐨𝐧𝐢𝐚𝐧𝐳𝐞 𝐯𝐢𝐯𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐢𝐝𝐞𝐧𝐭𝐢𝐭𝐚̀ 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐢𝐭𝐚̀, 𝐨𝐟𝐟𝐫𝐞𝐧𝐝𝐨 𝐚𝐥 𝐭𝐞𝐦𝐩𝐨 𝐬𝐭𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐥’𝐨𝐜𝐜𝐚𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐜𝐞𝐥𝐞𝐛𝐫𝐚𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐫𝐞𝐜𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐢𝐧𝐬𝐞𝐫𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐓𝐞𝐚𝐭𝐫𝐨 𝐕𝐞𝐧𝐭𝐢𝐝𝐢𝐨 𝐁𝐚𝐬𝐬𝐨 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐥𝐢𝐬𝐭𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐏𝐚𝐭𝐫𝐢𝐦𝐨𝐧𝐢𝐨 𝐌𝐨𝐧𝐝𝐢𝐚𝐥𝐞 𝐔𝐍𝐄𝐒𝐂𝐎, 𝐧𝐞𝐥𝐥’𝐚𝐦𝐛𝐢𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐫𝐞𝐭𝐞 𝐝𝐞𝐢 𝐭𝐞𝐚𝐭𝐫𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐝𝐨𝐦𝐢𝐧𝐢𝐚𝐥𝐢 𝐚𝐥𝐥’𝐢𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚𝐧𝐚.
Il riconoscimento internazionale ha dato così ulteriore significato a un incontro dedicato proprio alle radici documentarie della tradizione teatrale ascolana: il patrimonio monumentale e quello archivistico sono apparsi come parti di una stessa storia, l’uno capace di conservare i luoghi, l’altro di restituirne vicende, persone e memoria.
La partecipazione e l’attenzione del pubblico hanno confermato il valore di una proposta che prova a superare i confini tradizionali della valorizzazione archivistica, costruendo occasioni nelle quali le fonti tornano a dialogare direttamente con il territorio che le ha prodotte.
È proprio questo il significato più profondo di “Dalle carte alla città”: non soltanto invitare la città a entrare in Archivio, ma fare in modo che sia anche l’Archivio a tornare nella città, nei suoi luoghi, nella sua storia e nella memoria della sua comunità.
𝐿’𝑖𝑛𝑐𝑜𝑛𝑡𝑟𝑜 𝑑𝑒𝑙𝑙’11 𝑠𝑒𝑡𝑡𝑒𝑚𝑏𝑟𝑒 𝑛𝑒 ℎ𝑎 𝑜𝑓𝑓𝑒𝑟𝑡𝑜 𝑢𝑛𝑎 𝑐𝑜𝑛𝑐𝑟𝑒𝑡𝑎 𝑡𝑒𝑠𝑡𝑖𝑚𝑜𝑛𝑖𝑎𝑛𝑧𝑎: 𝑎𝑙 𝑉𝑒𝑛𝑡𝑖𝑑𝑖𝑜 𝐵𝑎𝑠𝑠𝑜, 𝑝𝑒𝑟 𝑢𝑛𝑎 𝑠𝑒𝑟𝑎, 𝑙𝑎 𝑠𝑡𝑜𝑟𝑖𝑎 𝑐𝑜𝑛𝑠𝑒𝑟𝑣𝑎𝑡𝑎 𝑛𝑒𝑙𝑙𝑒 𝑐𝑎𝑟𝑡𝑒 𝑒̀ 𝑡𝑜𝑟𝑛𝑎𝑡𝑎 𝑖𝑛 𝑠𝑐𝑒𝑛𝑎.
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