04/05/2026
Anche quest’anno, Ascoli Piceno ospita sul proprio territorio un circo con animali. Dal 1° al 10 maggio le tende stanzieranno nel piazzale dello stadio Del Duca.
I circhi contemporanei continuano ad utilizzare animali cresciuti in cattività per i loro spettacoli, sottoponendoli a notevole stress dovuto alla forzatura di comportamenti non conformi alle loro caratteristiche etologiche, oltre ai continui spostamenti e alla permanenza in gabbie, talvolta in condizioni climatiche inadeguate.
Quale tipo di cultura dell'intrattenimento l’amministrazione comunale intende ancora incoraggiare, quella dello sfruttamento e della sofferenza animale?
Continuare a considerare gli animali come strumenti del nostro divertimento è svilente e degradante. Rifiutiamo categoricamente una visione specista che pone l’essere umano al centro di una presunta superiorità legittimando lo sfruttamento di altre specie.
La questione che si pone quando si contestano le realtà circensi che sfruttano gli animali, è duplice: si parla di tradizione familiare di lunga data e di come vengono trattati bene gli animali. Il punto qui non verte solo sul trattamento, ma sulla visione di sfruttamento e cattività in cui vive un animale, solo per il nostro becero divertimento. E l’idea del “si è sempre fatto cosi” non è quella che porta una società ad evolversi per il benessere collettivo, dell’uomo e dell’animale.
Questa non è cultura. Questo non è divertimento. È un modello che deve essere rivisto partendo dal presupposto che gli animali non ci appartengono.
È arrivato il momento di alzare la voce e pretendere dalle istituzioni regolamentazioni che ne tutelino il benessere in maniera concreta e definitiva.
Non parliamo di azioni complesse o chissà quanto difficili da compiere, basta guardarsi intorno: il Comune di Bacoli ha adottato un regolamento nel quale si specifica che non sono consentiti, su tutto il territorio comunale, spettacoli o intrattenimenti pubblici o privati che comportino l’utilizzo di animali in condizioni tali da arrecare loro stress o eccessive sollecitazioni.
Nonostante a livello nazionale il processo normativo sia ancora incompleto e soggetto a continui rinvii - come nel caso dell’attuazione della legge delega sullo spettacolo - molte amministrazioni comunali si sono già mosse contro questi spettacoli, ascoltando la voce di cittadinə sempre più sensibili e contrariə ai circhi con animali.
Perché il Comune di Ascoli Piceno continua a restare indietro, acconsentendo a queste pratiche?
Il minimo che un’amministrazione, da sempre attenta a mostrarsi al passo con i tempi, può — e deve — fare è evitare di concedere spazi pubblici a questo tipo di attività, prendendo una posizione chiara e netta, dissociandosi da forme di intrattenimento crudeli e smettendo di sostenere, anche indirettamente, lo sfruttamento animale, collaborando con le associazioni animaliste del territorio per arrivare ad un provvedimento che scoraggi i circhi con animali a fermarsi e incoraggi le compagnie circensi di acrobatə a portare sempre più spettacoli.
Chiediamo che vengano maggiormente sostenuti e finanziati i rifugi antispecisti, le uniche realtà che provvedono concretamente al benessere etologico degli animali e che, purtroppo, si trovano troppo spesso abbandonate dalle istituzioni, totalmente dipendenti dai finanziamenti di privati e unicamente sostenuti dal lavoro volontario dellə attivistə.