02/06/2026
🇮🇹 2 giugno 2026 - Festa della Repubblica Italiana 🇮🇹
Ecco il discorso del Sindaco alla celebrazione di questa mattina.
"Care concittadine e cari concittadini, autorità civili, militari e religiose, rappresentanti delle associazioni, consiglio comunale dei ragazzi.
Celebriamo oggi il 2 giugno, Festa della Repubblica, una delle date più importanti della nostra storia nazionale, festa ripristinata dal presidente della repubblica Carlo Azelio Ciampi nel 2001.
In questo giorno, nel 1946, 80 anni fa, il popolo italiano scelse con il voto libero la Repubblica, affidando alla democrazia, alla partecipazione e alla Costituzione il futuro del nostro Paese.
Ricordare quella scelta significa ricordare il valore della libertà conquistata dopo la tragedia della guerra e della dittatura.
Significa rendere omaggio a chi ha saputo ricostruire un'Italia ferma, mettendo al centro la dignità della persona, il lavoro, la pace, la solidarietà e i diritti democratici.
La nostra Costituzione non è soltanto un testo giuridico: è un patto civile che continua a parlarci anche oggi. E forse oggi più che mai.
Viviamo infatti un tempo attraversato da profonde tensioni internazionali, un periodo con sempre più conflitti. Le guerre tornano a colpire il cuore dell'Europa e del Mediterraneo, mentre nuovi conflitti e crisi umanitarie seminano dolore in molte parti del mondo.
Assistiamo a un clima globale segnato da instabilità geopolitica, terrorismo, migrazioni forzate, emergenze energetiche e crescenti
disuguaglianze sociali.
Di fronte a questo scenario, la Festa della Repubblica assume un significato ancora più profondo.
Ricordava il grande statista Aldo Moro: "uno Stato non è veramente democratico se non è al servizio dell'uomo, se non ha come fine supremo la dignità, la libertà, l'autonomia della persona umana".
Inoltre ci ricorda che la pace non è mai scontata, che la democrazia va custodita ogni giorno e che il dialogo tra i popoli rappresenta l'unica strada per costruire sicurezza e convivenza.
L'Italia, fedele ai principi della propria Costituzione e al ruolo svolto nelle istituzioni europee e internazionali, continua a sostenere i valori della cooperazione, della solidarietà e della tutela dei diritti umani.
Anche le nostre comunità locali, nel loro piccolo, possono essere luoghi di inclusione, rispetto e responsabilità condivisa.
In tempi di incertezza, cresce il rischio della sfiducia, dell'individualismo e della divisione, ne abbiamo un esempio osservando le basse percentuali di votanti alle recenti elezioni amministrative 60%, cinque punti in meno delle precedenti. Ancor di più se raffrontiamo il ricordo del 2 giugno 1946 dove alle urne si recarono il 90% degli italiani.
Per questo abbiamo bisogno di rafforzare il senso di comunità, di investire nei giovani, nella scuola, nella cultura e nella partecipazione civica. Una Repubblica vive davvero quando i cittadini si sentono parte di un destino comune.
Celebrare il 2 giugno significa allora non solo guardare al passato con gratitudine, ma guardare al futuro con responsabilità.
Significa trasmettere alle nuove generazioni il valore delle istituzioni democratiche e il dovere di contribuire, ciascuno con il proprio impegno, al bene comune.
Rivolgo un pensiero riconoscente alle Forze Armate, alle Forze dell'Ordine, alla Protezione Civile, al volontariato a tutte le associazioni arsaghesi e a tutte le donne e gli uomini che ogni giorno operano al servizio della collettività, spesso lontano dai riflettori ma con spirito di dedizione e sacrificio. Perché è nella vita quotidiana, nel lavoro, nella solidarietà, nell'attenzione verso gli altri, che si costruisce concretamente la Repubblica.
Che questa giornata possa essere occasione di unità, di memoria e di speranza.
Concludo rinnovando a voi tutti, alle associazioni presenti, i miei più sinceri ringraziamenti per la vostra qualificata presenza, presenza che mai avete fatto mancare, ringraziamenti che estendo anche al circolo famigliare che come sempre ci aspetta per offrirci l'aperitivo.
viva la nostra comunità,
viva la Costituzione,
viva la Repubblica Italiana."