29/10/2023
Non parla nessuno nel “paesello”. Solo brusio, qualche sussurro; giusto per non far capire che … “l’ho votato, ma non era come pensavo!”. E ci sta. Come non ci sta che si massacrino persone perbene per il “sentito dire” e si assolvano persone di dubbia moralità su dati di fatto. Basterebbe leggere quanto dichiarato dal Ministro Sangiuliano. Ministro costretto, ogni volta che il suo Sottosegretario (s)parla, a mettere la cosiddetta pezza. Soprattutto alle promesse di finanziamenti e di acquisto di immobili da parte del Ministero.
Lo definii un “parolaio”, in cerca di interessi che solo a lui interessano (scusate la cacofonia). Intanto, il paese si tiene in piedi per iniziative altrui, per gli stranieri che oramai da anni giungono nella patria di Cicerone e perché “qualcuno” iniziò l’opera di promozione di cui oggi tutti si riempiono la bocca. Per il resto, precipita in un vortice di disservizi: dalla viabilità, alla pubblica illuminazione, passando per la penuria d’acqua. I pochi servizi erogati sono di pessima qualità (servizi demografici, servizi sociali, polizia locale). In Comune non c’è più personale e se non fossero state fatte assunzioni, in quei tempi che qualcuno maledice, oggi troveremmo un cartello con su scritto “CHIUSO”. Hanno addormentato i Cittadini con una “litania” che dura da troppo tempo per non capire che oramai è una balla colossale, una scusa per celare inefficienze, incompetenze e la poca voglia di fare. Chiunque, avrebbe accettato di amministrare in una situazione così idilliaca (amministrare debiti?). Non far nulla per anni, tanto a pagarne le spese è il famigerato “chi c’era prima”. Riduttivo, meschino. Ma, come sempre, a meravigliarmi è quella parte di cittadinanza che ancora crede a questi “addormenta popolo”. Da quattro soldi, oltretutto! Arpino non può vivere un mese, d’estate, e poi tornare in letargo il restante periodo dell’anno. Eppure si disse che la patria della Cultura, dove a fare il Sindaco c’è il Sottosegretario, appunto alla Cultura, sarebbe stata più viva, più frizzante, foriera di iniziative. Finora, oltre la presentazione del “suo” libro e qualche incursione di tanto in tanto, se ne sta fottendo di ARPINO. Ah!, dimenticavo la nuova statua di Cicerone che, francamente, non so a cosa serva. E a tal proposito, non ho sentito nessuno parlare maliziosamente. Ricordate quel bellissimo Albero di Natale? Se ne dissero di tutti i colori. Tra le tante l’immancabile “chissà quanta quatrin s’è magnat?!”
Sono passati 11 anni (dico UNDICI!) e non c’è una pietra posta che porti la firma dei “giusti”, degli “onesti”. Solo ordinario (seppure!), solo proclami, solo un piagnisteo continuo sul “non ci sono soldi”. Ho detto e ripeto, per i duri di comprendonio, che i soldi si cercano altrove; nessun Comune è in grado di fare opere con i soldi del bilancio comunale. Al massimo si può integrare un finanziamento di un ente terzo, con una percentuale ridicola. Mi pare, però, che per iniziative che interessano, i soldi si trovano. Come i VENTIMILA Euro per un convegno a cui hanno partecipato “io, mammeta e tu”. E non so cosa abbia lasciato alla Comunità. Per me, quelle iniziative hanno un nome chiaro: “MARCHETTE”. Poi avranno anche ottenuto fondi per i dissesti, fondi, si badi bene, che sono stati distribuiti a pioggia a tutti i comuni (quindi nessuna capacità progettuale). Ora si litiga per altri finanziamenti, c’è da appaltare e chi appalta è il MARITO di una CONSIGLIERA COMUNALE (e anche qui, la proverbiale “lingua” degli Arpinati tace!).
Insomma, questa nobilissima Comunità dove ancora qualcuno vorrebbe far valere il “censo”, mi pare di un’arretratezza culturale e di pensiero da far rabbrividire. E ancora non si è capito che chi scrive è talmente libero, non condizionabile e non ricattabile, che può permettersi non solo di parlare, ma anche di agire. Infatti agirò! Come feci nel lontano 2001. Iniziai a costruire un gruppo che portò alla vittoria la lista “PER ARPINO”. Inizieremo (ovviamente, non sarò solo) subito con l’apertura di una “sezione”, con iniziative varie e con l’offrire disponibilità al Cittadino in difficoltà. Tanto in Municipio, non c’è (mai) NESSUNO.