Europa Green Arlena di Castro

Europa Green Arlena di Castro Circolo Territoriale Europa Verde-Verdi "Chico Mendes"- Arlena di Castro (VT)
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08/09/2026

Altra nomina alI'ISPRA: fine dell'autonomia dell'Ente. IL GOVERNO MELONI CONSOLIDA DEFINITIVAMENTE IL NUCLEARE.

La nomina di Penna a direttore generale si inserisce nel completamento dei vertici amministrativi dell’Ispra, un percorso fortemente sostenuto dal ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin. Una scelta che si colloca nel solco tracciato a inizio 2026 con la designazione dell’ex senatrice di Forza Italia Maria Alessandra Gallone alla presidenza dell’Istituto.
Quella nomina aveva già alimentato un intenso dibattito pubblico, suscitando perplessità e appelli da parte della comunità scientifica, preoccupata di preservare l’autonomia tecnico-scientifica di un ente chiamato a fornire valutazioni indipendenti su ambiente, salute e sicurezza. Il nuovo assetto dei vertici riaccende ora le stesse interrogazioni: quale spazio resterà per l’indipendenza delle competenze scientifiche? E quanto le scelte politiche finiranno per orientare i pareri tecnici?
Penna, che in precedenza ha ricoperto anche l’incarico di dirigente presso l’Isin, l’Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione, approda all’Ispra in una fase decisiva. Il governo Meloni ha scelto di imprimere un’accelerazione al ritorno del nucleare nel dibattito energetico nazionale, presentandolo come l'unica risposta alla transizione e alla sicurezza degli approvvigionamenti.
Proprio per questo, il ruolo dell’Ispra appare cruciale. L’istituto dovrebbe rappresentare un presidio di competenza, terzietà e trasparenza, capace di valutare rischi e opportunità senza subire condizionamenti. Ma la concentrazione di nomine politicamente sostenute lo ha trasformato, agli occhi dell’opinione pubblica, da autorità autonoma a interlocutore istituzionale del governo.
Il tema non riguarda soltanto gli equilibri interni a un ente. In gioco c’è la credibilità delle decisioni pubbliche: sulla sicurezza nucleare, sulla tutela ambientale e sulla salute dei cittadini. La scienza deve poter parlare con voce libera, soprattutto quando le sue conclusioni possono mettere in discussione l’agenda del potere.

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03/09/2026

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“Giorgia, ma che festeggi? L’Italia piange”

Giorgia Meloni festeggia la longevità del suo governo, ma gli italiani hanno ben poco da festeggiare. Domani alle 15.00, in piazza Colonna davanti a Palazzo Chigi, AVS presenterà i numeri di quattro anni di governo e il conto che stanno pagando famiglie e lavoratori.

Record si, ma in negativo: inflazione al 3,3%, energia al +17%, 5,7 milioni di persone in povertà assoluta, 5,8 milioni di italiani che hanno rinunciato a visite o esami, energia tra le più care d’Europa. E mentre la crisi climatica colpisce sempre più duramente il Paese, il Piano nazionale di adattamento ha 361 misure e zero euro di fondi operativi stanziati.

Il governo più longevo, i problemi più duraturi.

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02/09/2026

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Una nuova stangata si abbatte sulle famiglie italiane. L’inflazione ad agosto sale al 3,3% e a spingere i prezzi è soprattutto l’energia: +17%, con il gas tutelato al +31,3%, il gasolio al +26,7%, la benzina al +16,3% e l’elettricità sul mercato libero al +17,9%. È la conferma di ciò che denunciamo da giorni: il caro energia torna a colpire duramente le famiglie italiane.

Il caldo estremo causato dalla crisi climatica, ignorata dal governo Meloni, fa aumentare i costi dell'energia perché la politica energetica della destra ha puntato solo sul gas e non sulle rinnovabili.
Una politica che ci rende più dipendenti e più esposti alla volatilità dei prezzi proprio mentre la crisi climatica rende sempre più urgente accelerare la transizione energetica.

E mentre gli italiani pagano bollette e carburanti sempre più cari, il governo protegge gli extraprofitti delle grandi società energetiche che in quattro anni hanno raggiunto la cifra record di 80 miliardi di euro. Invece di tassare seriamente chi ha realizzato enormi guadagni, continua a spendere miliardi di soldi pubblici in misure tampone. Gli italiani pagano due volte: con le bollette e con le proprie tasse.

I dati Istat completano il quadro: Pil al +0,2%, industria a -1%, salari che crescono meno dei prezzi e occupazione sostanzialmente ferma. Altro che miracolo economico.

La crisi climatica e quella energetica sono ormai due facce della stessa emergenza. Continuare a investire sul gas significa condannare l’Italia a dipendenza, volatilità dei prezzi e maggiori emissioni. Meloni tra pochi giorni festeggerà la longevità del suo governo, in realtà il suo è l'esecutivo del caro vita, degli stipendi bassi, dell'aumento della povertà. Una vergogna festeggiare di fronte al disastro sociale.

Angelo Bonelli

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28/08/2026

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Nei primi sette mesi del 2026 la crisi climatica è costata all’Italia 22 miliardi di euro. È una tassa che nessuno ha mai votato: 375 euro per ogni abitante, dal primo all’ultimo, compresi i neonati.

Fiumi in secca, agricoltura in ginocchio, desertificazione che avanza, ondate di calore che in Europa hanno fatto 35mila vittime, biodiversità devastata dagli incendi. Di fronte a tutto questo, la presidente del Consiglio non ha speso una parola. Non un intervento, non una misura, non un consiglio dei ministri dedicato — lo stesso strumento usato invece, senza esitazione, per i decreti carburanti con cui il governo ha regalato miliardi ai petrolieri.

La crisi climatica sta aumentando le diseguaglianze sociali e impoverendo il ceto medio, mentre l’esecutivo continua a considerare prioritario investire in armi e alimentare la logica della guerra, invece di combattere quella vera, già in corso sul pianeta: il cambiamento climatico.

Serve un’inversione di rotta immediata. E serve, a livello internazionale, un tribunale per i crimini climatici, perché l’inazione dei governi di fronte a un disastro di questa portata non può restare senza conseguenze. Il silenzio di Giorgia Meloni sulla crisi climatica e' irresponsabile e immorale.

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19/08/2026

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Il Mar Tirreno si è trasformato in una vera e propria bomba ecologica.

Le temperature dell’acqua hanno toccato in alcuni punti i 32 gradi. Questo significa che il mare ha accumulato una quantità enorme di energia termica, un carburante che alimenta la formazione di temporali violenti, nubifragi e fenomeni meteorologici estremi sempre più frequenti. Non è un’esagerazione: è fisica del clima, ed è esattamente ciò che gli scienziati ci avvertono da anni.

L’estate 2026 è già la più rovente mai registrata in Europa: abbiamo già attraversato cinque distinte ondate di calore, con pause tra una fase e l’altra sempre più brevi. In Italia siamo appena usciti dalla quarta, la più lunga della stagione, con picchi di 40 gradi a Ferragosto. Eppure il governo Meloni continua a tenere il Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici senza un euro di finanziamento.

Il PNACC, approvato solo a dicembre 2023 dopo sei anni di attesa, resta un piano fantasma: prevede azioni ma non le risorse per realizzarle. Anche il Fondo per il Clima, di cui il governo si è vantato alla COP30, è finanziato solo per un terzo rispetto a quanto promesso.

Mentre gli anziani, i lavoratori esposti al caldo, i pescatori e gli ecosistemi marini pagano il prezzo più alto, l’esecutivo non ha stanziato risorse dedicate nemmeno nell’ultima Legge di Bilancio. Sono le conseguenze del climafreghismo del governo che non si occupa di clima che alimenta diseguaglianze sociali ma è pronto a spendere 498 miliardi di euro aggiuntivi in armi per i prossimi 10 anni per un totale di 1063 miliardi.

Angelo Bonelli

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17/08/2026

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Giorgia Meloni continua in Europa a fare la guerra alle politiche climatiche, dimostrando nei fatti di essere nemica dell’ambiente e degli interessi dell’Italia. Ha contrastato il Green Deal e la legge europea sul ripristino della natura, mentre in Italia la destra modifica la legge 157/92, aprendo alla caccia nei parchi e colpendo la tutela delle specie protette. Per conquistare i voti di inquinatori e cacciatori stanno svendendo natura, ambiente e futuro, lasciando continuare a fare profitti a chi dalla crisi climatica guadagna.

Ora i numeri mostrano quanto questa politica sia irresponsabile. Secondo lo studio di Triodos Bank, il caldo estremo costa all’Europa circa 180 miliardi di euro, oltre l’1% del Pil. L’Italia è tra i Paesi più colpiti, dopo la Francia, con un danno stimato intorno ai 22 miliardi di euro: praticamente una legge di Bilancio».

Il conto arriva dalla siccità che distrugge i raccolti e rende i fiumi non navigabili, dagli incendi, dall’aumento dei consumi elettrici per il raffrescamento, dalle difficoltà della produzione energetica, dalla maggiore pressione sul sistema sanitario e dal crollo della produttività del lavoro con temperature oltre i 30 e i 40 gradi. A questo si aggiungono migliaia di morti attribuite al caldo estremo e centinaia di migliaia di ettari già bruciati in Europa.

L’inazione climatica e l’egoismo della destra sono intollerabili. Mentre la crisi climatica produce danni pari a una manovra economica, Meloni continua a sabotare le politiche necessarie per affrontarla. Sono irresponsabili e ladri di futuro.

Indirizzo

Arlena Di Castro

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