19/06/2026
Tutti giustamente condannano le parole offensive rivolte da Trump a Giorgia Meloni. E infatti sono da condannare.
Ma una domanda andrebbe posta: dov'erano gli indignati quando Trump imponeva dazi che colpivano le nostre imprese? Quando definiva gli europei dei parassiti? Quando contribuiva a far aumentare il costo dell'energia, dei carburanti e delle bollette pagate da chi ogni mattina si alza all'alba per andare a lavorare?
Dov'erano quando sosteneva azioni unilaterali in Venezuela, trattando un Paese sovrano come un terreno di conquista? Dov'erano quando copriva politicamente ciò che Netanyahu stava facendo a Gaza? Dov'erano quando sceglieva la strada dell'escalation con l'Iran, mettendo a rischio la stabilità internazionale e colpendo direttamente gli interessi economici dell'Europa, dell'Italia e persino degli stessi Stati Uniti?
Per mesi gli è stato permesso di fare tutto. Nessuna reazione vera. Nessuna difesa della dignità europea. Nessuna difesa degli interessi italiani.
Meloni ha costruito una parte importante della propria immagine politica sul rapporto privilegiato con Trump. Trump ha trasformato la politica internazionale in una continua sequenza di provocazioni, insulti e colpi di scena.
E così ogni vertice internazionale finisce per essere raccontato come una puntata di un reality. Si parla delle dei gesti, dei labiali, di chi aspetta chi davanti alle telecamere. Tutti sanno come si sono guardati. Quasi nessuno sa cosa si sono detti.
Eppure ciò che interessa ai cittadini non è la coreografia. Sono le decisioni che incidono sul prezzo della benzina, sulle bollette, sul lavoro, sulla pace e sulla sicurezza.
La politica dovrebbe garantire pace, stabilità e prosperità. Invece troppo spesso assistiamo a un talent show dell'ego, dove il protagonismo conta più dei risultati e la propaganda più della diplomazia.
Le offese a un Presidente del Consiglio vanno respinte certo, ma la dignità di un Paese si difende sempre, non soltanto quando il bersaglio diventa il Governo di turno.
Perché quello che vediamo oggi non nasce dal nulla: è anche il risultato di ciò che per troppo tempo è stato tollerato, giustificato o persino applaudito.