Camminando - Pratovecchio Stia

Camminando - Pratovecchio Stia Camminando è un progetto del Comune di Pratovecchio Stia volto a far conoscere ai propri cittadini e ai turisti i luoghi caratteristici del proprio territorio.

Attraverso una rete di pannelli illustrativi, Camminando accompagna i visitatori in passeggiate alla scoperta dell'arte, della storia, del floklore e della natura, così da approfondire al meglio la conoscenza della nostra comunità e del contesto in cui essa si è evoluta. All'interno dei percorsi Camminando, un'attenzione specifica è dedicata ai luoghi di culto, che vanno a costituire un'itinerario religioso specifico denominato Vie del Sacro.

CAMMINANDO DELLA SETTIMANA - PARCO DELLA MEMORIA DI STIA - PERCHÈ IL RICORDO NON FINISCA CON IL 25 APRILECon l’occupazio...
26/04/2017

CAMMINANDO DELLA SETTIMANA - PARCO DELLA MEMORIA DI STIA -
PERCHÈ IL RICORDO NON FINISCA CON IL 25 APRILE

Con l’occupazione tedesca che seguì l’armistizio dell’8 settembre 1943, Stia divenne primo centro nevralgico dell’antifascismo aretino: nel piccolo borgo di Vallucciole, agli inizi di Ottobre, si costituì la prima formazione partigiana della provincia, guidata dal Magg. Aldo Caponi.
Nell’arco di un mese, l’organico già contava più di 100 effettivi, incluse alcune decine di ex prigionieri alleati: tale consistenza non passò inosservata allo spionaggio repubblichino.
La notte dell’11 novembre 1943, la 96^ legione M.V.S.N guidata da Emilio Vecoli catturò, torturò e infi ne uccise lo studente universitario Pio Borri durante un’imboscata in località Molin di Bucchio.
La morte del giovane - primo caduto della Provincia - segnò la fi ne della banda di Caponi, costretta a lasciare per sempre la base. Non venne però mai meno l’odio dei fascisti locali, che continuarono falsamente a indicare Vallucciole come un pericoloso “covo di banditi”: il 13 aprile 1944 i paracadutisti
tedeschi della Divisione Paracadutisti Corazzati Hermann Goering sterminarono crudelmente 108 abitanti del paesino.
Le case furono incendiate, i vecchi e gli invalidi che vi abitavano massacrati. Le giovani donne stuprate e uccise, le madri costrette ad assistere alla morte dei loro fi gli prima di cadere sotto il piombo nazifascista. A Vallucciole i neonati si “sbattevano nei muri per risparmiare le pallottole”: lo racconterà vantandosene un repubblichini casentinese, uno di quei collaborazionisti locali accorsi per guidare e prendere attivamente parte alla strage.
I lutti del territorio di Stia non terminarono con quell’episodio: la notte del 17 aprile, 17 partigiani romagnoli appartenenti all’ 8^ Brigata Garibaldi furono fucilati davanti al muro di accesso e al cancello di questo cimitero: uno di loro era Lelio Lama, fratello di Luciano, futuro segretario della Cgil. I giovani erano stati catturati quello stesso giorno presso la Casa dell’Oja, alle pendici del Falterona. In seguito all’orrore di quell’aprile, molti stiani costituirono in maggio la 5^ compagnia del III° Battaglione della Brigata Pio Borri, decisi a vendicare tanto sangue versato: furono loro a liberare Stia il 21 settembre 1944.
A perenne ricordo delle innocenti vittime della guerra e a
imperitura memoria dei giovani eroi caduti per la libertà d’Italia
sorge oggi questo Parco, che si estende lungo il viale d’accesso al Cimitero Monumentale di Stia (costruito nel 1895).
Qui, tra i tanti sepolcri in cui riposano le spoglie di stiani illustri,
ancora oggi si distingue la fossa comune nella quale i 17
partigiani furono tumulati, contrassegnata da una lapide isolata
e più alta di tutte le altre.

Il Parco della Memoria, corrispondente al viale di accesso del Cimitero Monumentale di Stia (1865), ospita lapidi dedicate ai caduti dei confl itti mondiali, ai martiri della Resistenza e alle vittime del Lavoro. A metà del percorso, sul lato destro, si erge il Monumento ai Caduti di tutte le guerre (1995), realizzata
su progetto dell’Arch. Sergio Bresciani. La struttura in pietra ospita la scultura bronzea di Delfo Paoletti, rappresentante “L’Italia che sta a guardia del soldato caduto” (1928): l’opera, fortemente voluta dal Sen. Giuseppe Sanarelli e dall’Associazione Nazionale Combattenti e Reduci, era originariamente collocata sul lato opposto di Via Roma.

1 Pio Borri, primo caduto della Resistenza Aretina. Medaglia d’Argento al Valor Militare,
Molin di Bucchio 11 Novembre 1943
2 Il paese di Stia nel 1942: nella parte destra della foto, si notino le caserme della Scuola Allievi Uffi ciali del Regio Esercito,
collocate nell’ area di Via Trento e Via Trieste.
3 L’orrore della strage immortalato in una fotografi a dei primi soccorritori arrivati a Vallucciole
4 Cimitero di Stia, 17 aprile 1944: i corpi di alcuni dei 17 giovani partigiani romagnoli

During the German occupation following
the truce of September 8th, 1943, Stia
became the main center of Arezzo’s
antifascist sentiment. Early in October that
same year, in the small hamlet of Vallucciole,
the fi rst partisan squad of the province of
Arezzo was formed and led by Major Aldo
Caponi.
Whithin a month the squad was of more
than 100 effective members, including few
dozens ex prisoners of the allied forces. This
amount of people could not go unnoticed by
the fascist spies.
During the night of November 11th 1943, the
96th legion M.V.S.N., a fascist security squad, led by Emilio Vecoli, captured, tortured and killed Pio
Borri, a University student, in an ambush in the hamlet of Molin di Bucchio.
The death of this young man – who was the fi rst fallen of the province of Arezzo – determined the
end of Caponi’s squad that was obliged to leave that base for good. The feelings of hate of the local
fascists towards the hamlet of Vallucciole never disappeared as they kept referring to Vallucciole as
a “dangerous bandits den”. On April 13th 1944 the german paratroopers of the Hermann Goering
Division brutally massacred the 108 inhabitants of the hamlet.
Houses were set on fi re, elderly and disabled people were slain without mercy. Young women were
r***d and then killed, mothers had to assist to the slaughter of their children before they were shot by
German bullets. A local fascist who joined the Germans and took part in the massacre was bragging
afterwords about the fact that in Vallucciole newborns where “thrown and smashed on the walls to
spare munitions”.
The grief of Stia was not over yet: on the night
of April 17th, 17 partisans from Romagna,
belonging to the 8th Garibaldi Brigade were
executed in front of the gates of this very
cemetery. One of them was Lelio Lama, the
brother of Luciano Lama who later became
CGIL’s Secretary. The 17 young men were
captured that very same day at the Casa dell’
Oia, at the feet of Falterona Mountain.
Following that horrifi c April, many of the Stia’s
people joined in May to form the 5th company
of the Pio Borri’s Brigade IIIrd Batalion,
determined to avenge all the bloodshed. They
liberated Stia on September 21st, 1944.
This park, extended along the path that leeds to the Monumental Cemetery (1895), was built to always
remember and honor the everlasting memory of the young heroes fallen for Italy’s freedom. Here,
among other graves of notorious people from the town, an isolated grave stone, taller than the others,
indicates the mas grave in which the 17 partisans were fi rst burried.

The Memorial Park, located on the path that leads to Stia’s Monumental Cemetery (1865), hosts
plaques dedicated to the victims of both World Wars, to the martyrs of Partisan Resistance and to the
workers death at the workplace.
Halfway down the path on the right side, is located the Monument to the Victims of All Wars (1995),
designed by architect Sergio Bresciani. The stone structure frames Delfo Paoletti’s bronze sculpture
which represents “Italy Guarding the Fallen Soldier” (1928). This artwork, which was strongly desired
by Senator Giuseppe Sanarelli and by the National Association of Veterans and Soldiers, was originally
placed in Via Roma (the opposite side of this very park).

1 Pio Borri, Silver Medal of Military Valor, was the fi rst fallen of Arezzo’s Resistence.
2 Stia in 1942: on the right the barraks of the Scuola Allievi Uffi ciali of the Italian Royal Army, situated in the area
of Via Trento e Via Trieste.
3 The aftermath of the slaughter in Vallucciole captured by one of the fi rst rescuers
4 Stia’s Cemetery, April 17th 1944. The lifeless bodies of few partisans from Romagna.

CAMMINANDO DELLA SETTIMANA - PIAZZA PAOLO UC***LO                                                                      D...
26/03/2017

CAMMINANDO DELLA SETTIMANA - PIAZZA PAOLO UC***LO

Divenuta dal XVII secolo luogo mercatale della comunità di Pratovecchio, Piazza Paolo Uc***lo viene comunemente chiamata dagli abitanti del paese Piazza Nova, a contraddistinguerla da quella ben più antica dedicata a Jacopo Landino. In età granducale, questo spazio, prima sguarnito di abitazioni, è andato
pian piano delineandosi nell’attuale forma quadrangolare, divenendo di fatto il nuovo polo abitativo e produttivo del paese: sotto i secolari portici, fianco a fianco con gli ingressi delle case, sorsero le botteghe,le officine e, addirittura, un piccolissimo lanificio. Da notare, rispetto al gusto della concezione urbanistica, l’altezza ribassata del lato antistante le colline di Romena: un accorgimento per mantenere il contatto visivo dal paese con le torri dell’antico maniero dei Conti Guidi.
La dedica della Piazza a Paolo Uc***lo si spiega con le origini locali del grande pittore umanista: proprio a Pratovecchio probabilmente vide la luce nel 1397, figlio di Dono di Paolo, originario del paese ma cittadino notabile di Firenze. Giovanissimo allievo, come Donatello, di Lorenzo Ghiberti, Uc***lo ottenne riconoscimento grazie all’affresco dedicato a San Jacopone da Todi nel Duomo di Prato (oggi conservato al museo civico) e per il Monumento Equestre a Giovanni Acuto in Santa Maria del Fiore. Attivo a Venezia, a Padova e a Urbino, il grande artista è considerato un innovatore della storia della pittura, facendo della prospettiva uno dei canoni principali nelle raffigurazioni.
Amato e fieramente rivendicato dagli abitanti di Pratovecchio, Paolo Uc***lo è anche inspirazione di una significativa scultura in terracotta di Paolo Fabiani (oggi posta sulla facciata ovest della piazza) donata dal prestigioso autore contemporaneo alla comunità del paese.

Fotografie:
1 1906: un’affollata Fiera del Bestiame in Piazza Umberto, oggi intitolata a Paolo Uc***lo (Coll. P.Pasetto)
2 La piazza in una cartolina dei primi del ‘900 (Coll. P. Pasetto)
3 1946: la sfilata in Piazza per la processione del Corpus Domini (Coll. Baracchi)

PAOLO UC***LO SQUARE

Since the 17th century Piazza Paolo Uc***lo has been the central market of Pratovecchio’s community. The square is known among the Pratovecchio’s people as Piazza Nova (The New Square), to distinguish it from the older one which was named after Jacopo Landino. It was during the grand-dukes times (1569 – 1859) that this area started to look like it does now, becoming the new residential and working centre of the town. People started to open shops, workshops, and even a tiny wool mill under the century-old arches and next to the houses. Something to note in that the height of the buildings on the side of the hills of Romena are low, an architectural trick to keep visual contact between the town and the towers of the ancient castle of Counts Guidi.
The reason why the square was dedicated to Paolo Uc***lo is found in the local roots of the great humanist painter, in fact he was probably born in Pratovecchio in 1397, the son of Dono di Paolo who was from the town but was living in Florence. Paolo Uc***lo was, along with Donatello, one of the young students of
Lorenzo Ghiberti. Paolo Uc***lo gained recognition thanks to a fresco dedicated to San Jacopone da Todi in the Prato’s Cathedral (today preserved in Prato’s Civic Museum) and for the Equestrian Monument of Giovanni Acuto in Santa Maria del Fiore (Florence’s Cathedral). Uc***lo worked in Venice, Padua and Urbino and is considered to be a great innovator in the history of painting for his attention to the perspective in his representations.
Paolo Uc***lo, loved and claimed by Pratovecchio’s people, is the source of inspiration of an important terra cotta sculpture by Paolo Fabiani which is today located on the western facade of the square. Athe sculpture was a gift to the town from this prestigious contemporary artist.

1 1906: a busy cattle fair in Piazza Umberto, today named after Paolo Uc***lo (P.Pasetto Collection)
2 The square captured in a postcard from the early 1900. (P. Pasetto Collection)
3 1946: Corpus Christi procession parading in the square (Baracchi Collection)

CAMMINANDO DELLA SETTIMANA - PIAZZA MAZZINI A STIA                                                  Piazza Mazzini: il “...
13/03/2017

CAMMINANDO DELLA SETTIMANA - PIAZZA MAZZINI A STIA

Piazza Mazzini: il “Gioco” tra storia ed eventi

L’attuale Piazza Mazzini sorge nell’area un tempo antistante all’Oratorio di San Rocco, piccola chiesa postmedievale demolita già nel 1819. Di questo luogo di culto rimane una sola testimonianza: una robbiana (1534) attribuita a Santi Buglioni oggi collocata nella Chiesa della Madonna del Ponte. Nel 1854 la piazza, selciata pochi anni prima, divenne spazio adibito al giuoco del pallone col bracciale, sport derivato dalla pallacorda e antesignano del moderno tennis: da allora, il nome utilizzato comunemente dagli abitanti per definire questo spazio è semplicemente “Il Gioco”.
Con la crescita del Lanificio, Piazza Mazzini (prima intitolata a Vittorio Emanuele II) divenne il vero fulcro urbanistico del paese con l’edificazione del Teatro Comunale (ex magazzino di stoffe), delle case operaie della Società di Mutuo Soccorso (primi del ‘900) e - dal lato opposto della piazza - di un villino in stile Liberty (seconda metà degli anni ‘30). Nel 1935, sotto l’amministrazione dell’allora Comune unito di Pratovecchio Stia, la piazza fu trasformata in giardino pubblico. In seguito a numerosi ammodernamenti effettuati nel corso degli anni, la piazza oggi ospita numerose iniziative tra le quali spicca il Campionato Europeo di Forgiatura: ogni anno dispari, 12 forge si accendono durante la prima settimana di Settembre per la sfida di forgiatura che vede coinvolte decine di fabbri provenienti dal tutto il mondo.
Elemento artistico di particolare pregio che arricchisce la bellezza “verde” di Piazza Mazzini è Usatsaes (La dea della gravità), potente scultura in ferro battuto che spicca in tutta la sua forza dalla fontana. L’opera, realizzata dal maestro Claudio Bottero nel 2012, è dono del grande stilista Pierre Cardin, affezionato visitatore delle terre del Casentino e generoso benefattore del paese di Pratovecchio Stia.

Foto
1 Il Principe Umberto accolto da un gruppo di stiani all’uscita del Teatro Comunale (Coll. Bartolini Chiostri)
2 Il Gioco nel 1920 (Coll. A. Innocenti)
3 Piazza Mazzini, allora Piazza Vittorio Emanuele, in una cartolina dei primi anni ’30 (Coll. A. Innocenti)
4 Le forge del Campionato Mondiale di Forgiatura nell’obbiettivo di Walter Segnan (2011)

Piazza Mazzini a.k.a. “ il Gioco” between history and events

Piazza Mazzini is located in the area that was once in front of Saint Rocco’s Oratory, a small post-medieval church that was demolished in 1819.
The only element that is left of this worship location is now located inside the Church of the Madonna del Ponte and it is the glazed earthenware (dated 1534) which represents Saint Rocco itself. In 1854 the Square became a playing field dedicated to a ball game, recursor of the modern game of tennis. Since then the inhabitants of Stia refer to this square as “il Gioco” (the playing field). As the wool mill developed, Piazza Mazzini ( which then was named after Vittorio Emanuele II) became the main town center. In the first decade of 1900 the town’s theatre was built as well as worker’s houses which were built in the same period by the Società di Mutuo Soccorso ( Mutual Aid Society) while on the opposite side of the square a Liberty style cottage was built in the second half of the 1930s. In 1935, when Pratovecchio and Stia’s town municipality were joint, the square was transformed into a community garden.
As the years passed the square has had many renovations and today the square hosts many cultural events such as the World Forging Championship, which takes place every two years on an odd numbered year, where during the first week of September blacksmiths coming from all over the world challenge themselves in competition.
An artistic embellishment of the square is Usatsaes (The Goddess of Gravity) a powerful iron sculpture located in center of the fountain. This artwork was created by Maestro Claudio Bottero in 2012 and presented as a gift to the town by the designer Pierre Cardin, who is deeply attached to the Valley of Casentino and is a generous benefactor of the town Pratovecchio Stia.

1 Early ‘30s: Prince Umberto acclaimed by Stia’s people coming out from the Town’s Theatre (Bartolini-Chiostri’s Collection)
2 “Il Gioco” in 1920 (A. Innocenti’s Collection)
3 Piazza Mazzini, previously Piazza Vittorio Emanuele, captured in a postcard from the early ‘30s (A. Innocenti’s Collection)
4 World Forging Championship’s forges, captured by Walter Segnan (2011)

CAMMINANDO DELLA SETTIMANA - IL DISTACCAMENTO DI PRATOVECCHIO DEI VIGILI DEL FUOCOIl Distaccamento “Vigiani” dei Vigili ...
05/03/2017

CAMMINANDO DELLA SETTIMANA - IL DISTACCAMENTO DI PRATOVECCHIO DEI VIGILI DEL FUOCO

Il Distaccamento “Vigiani” dei Vigili del Fuoco
Nato nel 1892 per volontà dell’Ingegner Giuseppe Vigiani, il distaccamento volontario dei Vigili del Fuoco di Pratovecchio nella sua storia ultracentenaria ha garantito un contributo indispensabile
per lo sviluppo economico e urbano del Casentino.
Consacrati alla cronaca dal provvidenziale salvataggio del Lanificio di Stia nel 1894, i pompieri pratovecchini si resero protagonisti del salvataggio dell’abitato di Castellare a Bibbiena (1912), del Lanifi cio di Soci e della distilleria di Castel San Niccolò (1917), ottenendo negli anni encomi di benemerenza e riconoscimenti
di prestigio. Dopo un periodo di riassestamento nel secondo dopoguerra, la squadra di Pratovecchio dimostrò tutta la sua comprovata esperienza durante la storica alluvione dell’Arno del 3 Novembre 1966: suoi furono il coordinamento e gli interventi di salvataggio della popolazione alluvionata di Ponte a Poppi e, in seguito, l’operazione di recupero del patrimonio librario della Bibloteca Nazionale di Firenze. Di quel fondamentale contributo rimane una celebre foto, che ritrae alcuni membri della squadra con il senatore americano Ted Kennedy, accorso in Toscana per diventare uno dei tanti “Angeli del Fango”.
Ad oggi, il Distaccamento di Pratovecchio si conferma come polmone essenziale del volontariato casentinese, prodigandosi in più di 150 interventi l’anno ed impegnando i propri membri in un addestramento costante e sempre all’avanguardia.

Foto:Il Distaccamento “Vigiani” dei Vigili del Fuoco
1 Un esercitazione nel Parco della Rimembranza (1905)
2 Vigili in soccorso alle popolazioni alluvionate di Ponte a Poppi, 3 novembre 1966
3 Il futuro senatore Ted Kennedy posa con alcuni Volontari pratovecchini (Firenze, novembre 1966)
Foto di proprietà del Distaccamento dei Vigili Volontari di Pratovecchio

The “Vigiani” Fire Department

Established in 1892 by Giuseppe Vigiani, Pratovecchio’s Volunteers Fire Department, has ensured in its centenary history an indispensable contribution for the urban and economical developement of Casentino.
Pratovecchio’s Fire Fighters saved Stia’s Wool Mill in 1894, the area of Casellare (Bibbiena) in 1912, Soci’s Wool Mill and the Distillery of Castel San Niccolò in 1917, obtaining many awards and praises during the years.
A really important intervention of the Pratovecchio’s Firefi ghters Volunteer Team, that proved their capability and competence, was during the Arno fl ood in 1966. They coordinated the intervention to save the fl ooded population in Ponte a Poppi and afterwards they joined the teams that were recovering the books and rare pieces held in the National Library of Florence. Of that important event we still have a famous picture that captures few members of the Pratovecchio’s Team with the U.S. Senator Ted Kennedy, who came to Tuscany to join the Angeli del Fango (Mud Angels) that were working to recover what had been damaged by the mud of the flood.
Today Pratovecchio’s Fire Department is a reference point of the volunteering activity in Casentino, they’re involved in numerous interventions every year and they keep their volunteers constantly trained to the best techniques.

1 Training in the “Parco della Rimembranza” (1905)
2 The Firefi ghters helping the fl ood victims in Ponte a Poppi (November 3rd, 1966)
3 U.S. Senator Ted Kennedy with some Pratovecchio’s Volunteers (Florence, November 1966)
Images Copyright: Pratovecchio’s Volunteers Fire Department

CAMMINANDO - NASCE LA PAGINA FB                                                              Nell'ultimo anno sono stati...
26/02/2017

CAMMINANDO - NASCE LA PAGINA FB

Nell'ultimo anno sono stati posizionati in paese numerosi pannelli illustrativi del progetto "Camminando - passeggiate tra storia, arte, folklore e natura", realizzato dal comune di Pratovecchio Stia in collaborazione con il Parco nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna.
L'obiettivo del progetto è accompagnare cittadini e turisti alla scoperta dei luoghi più interessanti e caratteristici del nostro territorio, così da sviluppare una maggiore consapevolezza comunitaria e una più adeguata informazione turistica.
Da oggi con cadenza settimanale inseriremo sulla nuova pagina FB uno dei pannelli, invitando tutti a condividere così da promuovere al meglio questa iniziativa.
Visto che oggi è l'ultima domenica di Carnevale, il primo pannello che pubblichiamo è proprio quello dedicato alla storica manifestazione del carnevale stiano. Il pannello sarà collocato in cima a Via Montalbano (La Pace), nel luogo dove i carri stazionano in attesa di scendere in piazza.
I testi del pannello sono di Luca Grisolini, le traduzioni di Sara Chiostri. Per le foto si ringraziano Adelio Innocenti e Mariano Piantini. Il logo del Carnevale di Stia è di A.Rossetti.

Indirizzo

Arezzo
52017

Telefono

+390575504002

Sito Web

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