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Il 24 ed il 25 maggio, ad   si svolgeranno le elezioni comunali. Dopo ben otto anni alla guida della città, la fine è ar...
23/05/2026

Il 24 ed il 25 maggio, ad si svolgeranno le elezioni comunali. Dopo ben otto anni alla guida della città, la fine è arrivata anche per e la sua cricca. É terminata la guida di quella giunta che non ha avuto problemi a fare i propri interessi a scapito di quelli delle masse popolari. La lista degli abusi fatti è interminabile: dal ben noto scandalo Coingas all'accoglienza in grande segretezza di Jonathan Peled, console dello Stato genocida di Israele del 4 marzo dello scorso anno. Ghinelli ed i suoi, che oggi con la lista “Fare!” provano a ripulirsi la faccia tirando fuori il vecchio leitmotiv delle liste civiche tentano di nascondere sotto il tappeto ben otto anni di guida disastrosa per la città. Riempiendosi in modo fumoso la bocca con proposte sulla sicurezza, il decoro e tutto ciò che per otto anni hanno dimenticato di fare redendo sempre più la città una vetrina per turisti. Il caso più eclatante è sicuramente quello dei Giardini Porcinai, alle porte del centro storico, che sono stati resi “il salotto bene” della città ma suon di panchine “anti-senzatetto”. Una giunta che è stata così fino all'ultimo dalla parte delle masse popolari che, con la scusa del silenzio elettorale, ha addirittura vietato i fondi per il Primo Maggio Aretino.

Una guida della città così deplorevole non è uscita dal nulla ma è stata fatta con la complicità di chi oggi, sotto la guida di Vittorio Ceccarelli a capo del Polo PD, rivendica di far tornare Arezzo una comunità. Peccato che il PD, AVS e tutti i loro accoliti del Campo Largo per questi anni di giunta hanno dormito un profondissimo letargo interrotto, tal volta, da qualche interrogazione in consiglio comunale. Un sonno profondo che ha celato le ovvie complicità che distingue l'operato delle Larghe Intese sia dal punto di vista nazionale che locale. Nonostante il rebranding rosso e le proposte altisonanti, anche il PD ed i suoi arbusti sono complici tanto quanto Ghinelli dello stato in cui Arezzo è ridotta. Dare credito alle menzogne del , sostenute addirittura dalla presenza in città di Elly Schlein e Fratoianni vuol dire condannare la città ad una giunta che continuerebbe a scavare lo stesso solco della guida attuale. Questo si è visto benissimo con l'assenza del PD, di AVS e degli altri in ogni piazza promossa dalle masse popolari. Dalle manifestazioni per la che dal 14 giugno scorso ad oggi si sono susseguite incessantemente in città toccando il picco nel periodo dell'autunno caldo scorso alle iniziative di comitati come quello per l'acqua pubblica dov'erano? Quando veramente era il momento di fare una battaglia seria contro chi ha permesso il peggioramento delle condizioni di vita delle masse popolari aretine e di chi ha stretto le mani viscide e sporche di sangue del sionista Peled dov'era il Ceccarelli ed i suoi? La risposta è facile: stavano con chi oggi fingono di combattere. A differenza loro, Alternativa Comune Arezzo era presente. Chi oggi compone quella lista era in piazza a sostenere e promuovere le mobilitazioni delle masse popolari perché da lì che è nata. Il merito di Alternativa Comune è questo: riunire compagne e compagni che sono alla testa di organismi come, per fare un esempio, Arezzo per la Palestina. La lista, a differenza di chi il tema della Palestina lo ha usato come specchio per le allodole, era presente al presidio organizzato subito dopo l'assalto alla Global Sumud Flottiglia.

Il 24 ed il 25 maggio la scelta è netta: continuare con le giunte dei padroni e degli speculatori, o aprire uno spazio di rottura dentro le istituzioni e imporre un'amministrazione che faccia gli interessi reali delle masse popolari aretine.

Continua a leggere qui: https://www.carc.it/2026/05/23/arezzo-indicazioni-di-voto-per-le-elezioni-comunali-di-domenica-24-e-lunedi-25-maggio/

30/04/2026
23/04/2026

Continuano ad arrivare messaggi e attestati di solidarietà.
Ringraziamo i partiti, le organizzazioni, i movimenti, i singoli che si sono espressi e rinnoviamo l’appello a scrivere a [email protected] per prendere posizione pubblica ed esporsi.
Questo attacco repressivo, come ogni attacco repressivo, non è mai una questione privata di chi ne è bersaglio, è una questione politica che riguarda tutti. E se uno degli obiettivi della repressione è "fare terra bruciata" attorno a chi ne è bersaglio, la solidarietà è lo strumento più efficace per neutralizzare l'attacco.

Dalla federazione Campania del Partito dei CARC
21/04/2026

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21/04/2026

Questa mattina a sei agenti della Digos si sono presentati a casa del nostro compagno del Partito dei Paolo Babini per fare una perquisizione presso la sua abitazione, tutt'ora si trovano lì e adesso vogliono sequestrargli il telefono.

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21/04/2026

🔴Questa mattina a Firenze sei agenti della Digos si sono presentati a casa del nostro compagno del Partito dei CARC Paolo Babini per fare una perquisizione presso la sua abitazione, tutt'ora si trovano lì e adesso vogliono sequestrargli il telefono.

Pare che l'accusa sia quella di 270bis.

Massima allerta per tutti i solidali!

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Il Partito dei Carc di Arezzo esprime solidarietà agli operai e alle operaie della Amom SPA di Badia al Pino criminalmente licenziati

12/01/2026

Proteste nella Repubblica Islamica dell'Iran. Un orientamento di principio sulla questione, oltre ogni dire senza cognizione di causa sì come da opinionismo social?..
Stalin, "Principi del Leninismo", capitolo "La questione nazionale".

«[...] Ciò non vuole dire, naturalmente, che il proletariato debba appoggiare qualsiasi movimento nazionale, sempre e dappertutto [...]. Si tratta di appoggiare quei movimenti nazionali che tendono a indebolire, ad abbattere l'imperialismo e non a consolidarlo [...]. La questione dei diritti delle nazioni non è una questione isolata e a sé stante ma è una parte della questione generale della rivoluzione proletaria, è una parte subordinata al tutto ed esige di essere considerata da un punto di vista d'assieme. [...] La lotta di certi ultra democratici e socialisti, [...] repubblicani [...] durante la guerra imperialista, era una lotta reazionaria, perché aveva come risultato di abbellire artificialmente, di consolidare, di far trionfare l'imperialismo. [...] Lenin ha ragione quando afferma che il movimento nazionale dei paesi oppressi si deve considerare non dal punto di vista della democrazia formale ma dal punto di vista dei risultati effettivi nel bilancio generale della lotta contro l'imperialismo, cioè non isolatamente ma su scala mondiale».

Una pubblicazione Edizioni Rapporti Sociali - Red Star Press.

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