Italia Viva Arezzo

Italia Viva Arezzo Pagina Ufficiale - Coordinamento Provinciale Italia Viva Arezzo. Questo è il luogo in cui i sogni si popolano, in cui fioriscono le idee e nascono le proposte .

Donne e uomini devono avere in concreto eguali diritti e medesimi doveri. Per questo motivo ci impegniamo a promuovere costantemente i diritti delle donne nel lavoro, nella vita sociale e nella partecipazione politica. Ci impegniamo affinché si superino stereotipi e paradigmi sessisti. Ogni organismo politico, a partire dai nostri, sia costruito sul principio della parità di genere. I nostri punti

di riferimento sono la Costituzione repubblicana e antifascista, la Carta dei Diritti fondamentali dell’Unione europea e la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. Poniamo la persona al centro della nostra azione politica. Ci ispiriamo a un umanesimo integrale, fondato su rispetto, giustizia e eguaglianza. L’inviolabilità dell’identità, la tutela dei dati personali e la dignità delle persone sono il fondamento del patto di cittadinanza.

14/06/2026
Matteo Renzi   non sbaglia mai il suo fiuto è  infallibile ,meraviglioso questo articolo di Francesco Verderami su Corri...
14/06/2026

Matteo Renzi non sbaglia mai il suo fiuto è infallibile ,meraviglioso questo articolo di Francesco Verderami su Corriere della Sera.

Italia Viva Arezzo

Quel diavolo di Matteo»: così nel Pd raccontano le mosse di Renzi «influencer» del generale Vannacci (per sconfiggere la premier)

di Francesco Verderami

Il «martellamento» per togliere voti al centrodestra. Delrio: una ne fa e cento ne pensa. E Franceschini scherza: conosco il ragazzo

Che Vannacci incontrasse Renzi l’ha raccontato Renzi. Da mesi questa storia è il segreto di Pulcinella tra le file del centrosinistra, perché da mesi il leader di Iv se ne vanta soprattutto con i compagni del Pd, ai quali aveva anticipato la sua strategia. Ancora oggi Delrio ricorda divertito «quel diavolo di Matteo» che sosteneva di voler puntare sul generale per sconfiggere la premier. L’idea, a suo modo geniale, partiva da una constatazione numerica: il centrosinistra — precedenti alla mano — può ambire a raggiungere il 45% alle elezioni e dunque per ba***re il centrodestra deve far scendere le percentuali della coalizione avversaria sotto quella quota.

L’uovo di Colombo, insomma. E Vannacci sarebbe stato funzionale a tener dritto l’uovo. Perciò Renzi aveva iniziato a premere sull’allora vicesegretario della Lega, perché mollasse Salvini e si mettesse in proprio. «Vannacci sarà un problema per Meloni», diceva in quel frangente in pubblico. Mentre in privato andava nei dettagli con i dirigenti dem. «Praticamente ci informava passo dopo passo dei suoi rapporti con Vannacci», prosegue Delrio: «Finché ci disse che l’avrebbe visto per convincerlo a rompere una volta per tutte gli indugi».

Era tale il flusso di informazioni messe in circolo che alcuni dettagli arrivarono alla stampa. Quando la storia degli incontri si trasformò in pubblica notizia, alla fine di gennaio, Vannacci e Renzi reagirono violentemente: il primo preannunciò querele per diffamazione, il secondo accusò di complicità politica con la premier chi aveva scritto «il falso». «Ma Matteo si diverte anche quando fa mostra di arrabbiarsi», sorride Franceschini: «Conosco il ragazzo, fidatevi. Poi, bisogna vedere fino a che punto si era davvero spinto questo rapporto». Perché l’ex premier — a sentire i democratici che erano a conoscenza della faccenda — sosteneva di aver preparato il piano (politico) di battaglia al generale fin nei dettagli: dal timing all’organizzazione del nuovo soggetto. In pratica tutto.

Sta di fatto che tre giorni dopo le rivelazioni sui media, Vannacci lasciò il Carroccio e fondò Futuro nazionale. E Renzi si presentò davanti ai giornalisti raggiante, come avesse fatto tredici al Totocalcio: «Avevo previsto che Vannacci sarebbe stato un problema per Meloni. La sua uscita dalla Lega è un assist al Campo largo».

Assist di cui rivendicava di fatto la paternità al cospetto degli alleati, che erano al corrente delle sue mosse. D’altronde sono indiscutibili le capacità manovriere di Renzi nel Palazzo, basti pensare al modo in cui buttò giù il governo giallorosso di Conte potendo contare solo su uno sparuto gruppo di senatori.

Anche stavolta, dopo la scissione di Vannacci, si mostrò formidabile quando dovette risolvere un problema di comunicazione: siccome la rottura nella Lega aveva prodotto poco più di una modesta fiammata sugli organi d’informazione, Renzi si trasformò in una sorta di influencer del generale: «Ragazzi — diceva ai giornalisti — mi state sottovalutando il Vannacci».

«Matteo una ne fa e cento ne pensa», commenta Delrio ripensandoci. In quei giorni, a ogni dichiarazione o intervista, «Matteo» invece di parlare del centrosinistra accendeva i riflettori su quanto accadeva nel centrodestra. E da quel momento non ha più smesso, avviando una manovra di martellamento: «Vannacci e Giorgia. Giorgia e Vannacci».

Così la storia della liaison (politica) tra lo scout e il militare ha preso piede nel Palazzo. Prima era oggetto di chiacchiericcio, poi ha assunto un certo grado di ufficialità. D’altronde era Renzi ad accreditarla: raccontano sia andato a raccontare la relazione (politica) con Vannacci persino agli avversari. Giusto per farli rosicare. Perché l’idea dell’ex premier mette in difficoltà «Giorgia», che è lo scalpo a cui mira il leader di Iv e con il quale vorrebbe accreditarsi nel centrosinistra. Anche se in realtà nel Campo largo temono i suoi doni. E lo tengono costantemente sotto osservazione. Lo si intuisce dalle parole del capogruppo pd al Senato: «Sappiamo delle sue manovre nel centrodestra ma non solo…», dice sibillino Boccia. Dove colpirà in futuro Renzi non si sa.

💥Ma intanto con l’operazione Vannacci di cui si vanta si è guadagnato un’altra mostrina.

🟠Secondo l’opinione prevalente, l’espressione avrebbe origine dal modo di caricare i cannoni con pallettoni che dovevano...
13/06/2026

🟠Secondo l’opinione prevalente, l’espressione avrebbe origine dal modo di caricare i cannoni con pallettoni che dovevano essere del calibro giusto: né troppo grandi, perché non sarebbero entrati nel fusto, e nemmeno troppo piccoli, perché lo avrebbero rovinato. Altri invece fanno risalire l’esortazione al gioco delle bocce.

🔵Quel che è certo è che il modo di dire napoletano "ammesurate 'a palla" in senso figurato è un invito alla prudenza, a valutare attentamente interlocutori e circostanze per adeguare parole e comportamenti onde evitare le spiacevoli conseguenze di atteggiamenti avventati, impulsivi e potenzialmente forieri di pesanti ripercussioni.

✴️Papa Leone ha mimato questo gesto di cui pare non sia chiara l’origine e nemmeno il significato.
Sarà, ma a me è apparso immediatamente come un chiarissimo rimando all’antica, lungimirante cautela di misurare la palla. Anzi, a misurarne anche un paio. Oramai tutto il web lo sa.

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I più giovani lo hanno compreso sicuramente al volo visto che questo meme - dall'apparenza senza significato - è riconosciuto come uno dei segni di appartenenza per la tribù globale dei nativi digitali

Gli ambasciatori dell'UE hanno dato il via libera: lunedì Ucraina e Moldavia aprono il primo gruppo di colloqui di adesi...
13/06/2026

Gli ambasciatori dell'UE hanno dato il via libera: lunedì Ucraina e Moldavia aprono il primo gruppo di colloqui di adesione, iniziando dai fondamentali: Stato di diritto, diritti e democrazia. Questo è un passo importante per la nostra Unione e per due paesi che scelgono l'Europa sotto pressione. Ma l'allargamento non può diventare paralisi. Prima di accogliere i nuovi membri, l'UE deve riformare: porre fine ai veti, rafforzare il Parlamento, costruire una difesa comune e imparare a decidere. Un'Europa più grande deve essere un'Europa più forte.

EU ambassadors have given the green light: on Monday, Ukraine and Moldova open the first cluster of accession talks, starting with fundamentals — rule of law, rights and democracy. This is an important step for our Union and for two countries choosing Europe under pressure. But enlargement cannot become paralysis. Before welcoming new members, the EU must reform: end vetoes, strengthen Parliament, build common defence and learn to decide. A bigger Europe must be a stronger Europe.

Arezzo è rinomata nel Mondo musicale attuale per la visione innovatrice di un suo illustre cittadino di cui abbiamo stim...
13/06/2026

Arezzo è rinomata nel Mondo musicale attuale per la visione innovatrice di un suo illustre cittadino di cui abbiamo stima e ringraziamo per la lungimiranza.

Italia Viva Arezzo

Pubblichiamo qui la sua missiva.

al Sindaco di ..

"Caro Sindaco,
ho ascoltato con attenzione la sua dichiarazione nella quale afferma che Arezzo Wave non dovrebbe essere sostenuto perché è un soggetto privato e che potrebbe addirittura portare problemi.

Confesso che mi ha colpito.

Non tanto per me personalmente, perché dopo quasi quarant’anni di Arezzo Wave sono abituato alle difficoltà, ai cambiamenti politici e alle opinioni più diverse.

💥Mi ha colpito perché Arezzo Wave porta il nome della nostra città dal 1987.

In questi decenni migliaia di artisti, milioni di spettatori, giornalisti, operatori culturali e professionisti della musica hanno associato il nome di Arezzo a un progetto nato qui e cresciuto qui.

🇮🇹Tra pochi giorni porteremo Arezzo Wave a Londra, continuando un lavoro di promozione internazionale della città che svolgiamo da decenni.

Per questo motivo mi sono chiesto quale sia oggi il rapporto che il Comune di Arezzo intende avere con Arezzo Wave.

✴️Molti anni fa decisi di cedere gratuitamente al Comune il 50% del marchio Arezzo Wave.

Lo feci perché ritenevo che il festival e la città dovessero camminare insieme.

Se oggi il Comune ritiene invece che Arezzo Wave sia semplicemente un soggetto privato da cui prendere le distanze, credo sia arrivato il momento di aprire una riflessione seria e trasparente sul senso di quella compartecipazione al marchio.

Non scrivo questa lettera per alimentare polemiche.

Al contrario.

La scrivo perché continuo a pensare che Arezzo meriti una discussione chiara sul futuro di una delle iniziative culturali che più hanno contribuito a far conoscere il suo nome in Italia e nel mondo.

Da parte mia continuerò a fare ciò che ho sempre fatto: lavorare per la musica, per i giovani artisti e per il nome di Arezzo.

Mi auguro che il Comune voglia chiarire se intende fare altrettanto.

Mauro Valenti
Fondatore di Arezzo Wave
....in attesa di risposta

Matteo Renzi : «Meloni si batte sulle tasse. Per questo la patrimoniale è un autogol della sinistra»Italia Viva Arezzo 🔶...
13/06/2026

Matteo Renzi :
«Meloni si batte sulle tasse. Per questo la patrimoniale è un autogol della sinistra»

Italia Viva Arezzo

🔶Al centro c’è un grande afflusso di aspiranti leader. Ruffini, Spadafora, Onorato. Come vede queste candidature?
«Chiunque ha la forza di prendere i voti e portarli alla casa comune del centrosinistra è il benvenuto. Anche perché finirà sul filo e nessuno può e deve mettere veti. Io vorrei che accanto alle umane ambizioni, del tutto legittime e positive, riuscissimo anche a recuperare la dimensione della speranza. La settimana prossima parteciperò come ospite alla inaugurazione della Library presidenziale di Barack Obama a Chicago e se c’è una cosa che ho imparato dall’ex presidente è che i destini dei singoli vengono sempre e comunque dopo la capacità di suscitare la speranza per un popolo. Oggi la nostra gente vuole unità, un disegno comune e tanta generosità. Questo è ciò che serve, anche al centro.
E noi di Casa riformista ci siamo».

link dell'intervista completa 👇👇👇

https://roma.corriere.it/notizie/politica/26_giugno_12/matteo-renzi-intervista-bd66eb2d-8129-4d6a-a6c4-a8f5a7e3fxlk.shtml?fbclid=Iwb21leASZ7gljbGNrBJnt-WV4dG4DYWVtAjExAHNydGMGYXBwX2lkDDM1MDY4NTUzMTcyOAABHszH_b60vg-uF-GJwdCTC8Qq0LqZPc_niO2s5R9-hVsELxs-klJmggrQK3Mo_aem_YWdncwAdVRexOmPfLhqGn6S6jRnS&brid=YWdncwH0MOkOUlVqX-nLls-C-W4Y

Intervista al leader di Italia Viva: «Il centrodestra impaurito da Vannacci»

Indirizzo

Via Margaritone, 13
Arezzo
52100

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