10/09/2026
Ieri sera in Consiglio comunale è andato in scena il solito spettacolo: quando mancano gli atti, arrivano le parole. Tante. A tratti creative. Ma, come spesso accade, con pochi documenti e ancora meno risposte.
Sulla Foscolo, il punto è semplice: il Ministero non concede altre proroghe e la Regione ha diffidato formalmente il Comune. Non una telefonata tra amici, non una chiacchierata cordiale, non una carezza istituzionale. Una diffida. Tradotto: servono atti, tempi, coperture e garanzie. In Consiglio, invece, abbiamo sentito parlare ancora di interlocuzioni, valutazioni e documenti che, secondo il Sindaco, non sarebbero consegnabili ai consiglieri. Bene: lo scrivano. Dicendo quali documenti, quale norma lo impedisce e con quale motivazione. A voce, ormai, abbiamo già dato.
Sul MAB UNESCO, si è votata un’adesione importante senza che tutta la documentazione fosse stata messa a disposizione nei tempi utili. Abbiamo chiesto il rinvio, non per bloccare il tema, ma perché non si vota al buio. Se una delibera richiama un dossier, quel dossier deve essere leggibile prima del voto. Altrimenti non è una scelta consapevole: è una cambiale in bianco.
Poi la Bretella di Sant’Agostino. Avevamo chiesto una commissione con i referenti dell’autostrada e con i Comuni coinvolti. Risposta: non sarebbe materia del Consiglio comunale. Curioso. Un’opera da milioni di euro che passa sul territorio di Arcugnano, incide su Sant’Agostino, traffico, viabilità e cittadini, e il Consiglio dovrebbe fare da spettatore.
Infine la convenzione sportiva. I campi risultano già affidati e utilizzati, ma il contratto non risulta ancora firmato. Anche qui il metodo sembra ormai chiaro: prima si parte, poi si sistemano le carte. In gergo calcistico: palla lunga e vediamo cosa succede.
Il riassunto della serata è questo: sulla Foscolo servono atti, sul MAB servivano documenti, sulla Bretella serviva coinvolgimento, sulla convenzione sportiva serviva programmazione.
Abbiamo visto molte parole e pochi fatti.
Noi continueremo a fare il nostro lavoro: leggere gli atti, fare domande e informare i cittadini.
Perché amministrare non significa raccontare che va tutto bene.