Intesa civica per il bene comune

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Pagina della coalizione di governo del Comune di Arco, la cui maggioranza consiliare è composta da Partito Democratico del Trentino, Arco Civica e Autonomia, Unione per il Trentino, pensARCOmune e Arco Bene Comune

Rondini in picchiata sulla città che un tempo era delle persone… e di questo passo finirà che inizieremo davvero con il ...
27/05/2026

Rondini in picchiata sulla città che un tempo era delle persone… e di questo passo finirà che inizieremo davvero con il classico: ‘quando c’era lei…’

Buongiorno Arco‼️

Un anno di amministrazione: il risultato qual è?
Due foto sorridenti ai lavatoi, rondini e tanta propaganda.

Nel frattempo:

* i pitch point tanto contestati sono ancora lì;
* i problemi restano;
* le promesse si sono p***e tra un post Facebook e una passerella.

E a chi pensa che Arco Fucina Comune sia stata zittita, rispondiamo con chiarezza:
siamo più attivi che mai.
Stiamo lavorando, ascoltando, costruendo.
E le sorprese all’orizzonte non mancheranno.

La vera domanda però la facciamo noi ai cittadini:
da dove nasce tutta questa rassegnazione?

Perché il silenzio non è sempre consenso.
A volte è l’abitudine ad accontentarsi del minimo.
Ad abbassare le aspettative.
A smettere di pretendere di più per la propria città.

Noi no.
E continueremo a fare domande.
Anche quelle che danno fastidio.

Anzi chiediamo ai cittadini di scriverci , di dire la propria. Siamo già un bel gruppo ma qualche voce in più è sempre ben accetta e soprattutto qualche idea in più per scrivere più post che raccolgano i pensieri dei cittadini.

21/04/2026
19/04/2026

🟠 INFORMAZIONE O PRIORITÀ?

Abbiamo letto un articolo in cui si ribadisce che il “verde è prioritario” e si richiama l’attenzione sui comportamenti incivili. Un tema serio, su cui nessuno discute. Proprio per questo, però, meriterebbe uno sguardo più completo.

Il punto non è se il verde sia importante: lo è, ed è un patrimonio di tutta la comunità. La vera domanda è un’altra: può essere considerato oggi una priorità assoluta rispetto ad altri bisogni sempre più urgenti?

Mentre si parla di decoro e si interviene sul verde, la comunità si confronta ogni giorno con problemi concreti:
– costo della vita in aumento;
– famiglie in difficoltà;
– giovani che cercano opportunità reali, anche per accedere alla casa;
– un tessuto sociale che regge grazie al volontariato;
– una percezione di insicurezza che, in alcuni contesti, non può più essere ignorata.

Sono questi i temi che incidono direttamente sulla qualità della vita.
Per questo serve un equilibrio diverso.
Il verde contribuisce al benessere, ma da solo non basta. E Arco, va detto, non è certo una città priva di verde.
Fa sorridere, semmai, che alcune opere oggi rivendicate siano le stesse che in passato venivano criticate aspramente.

Il rischio è che il “verde” diventi una risposta semplice a problemi complessi, che hanno invece radici sociali, economiche ed educative.
Anche i comportamenti incivili andrebbero letti più a fondo: non solo da contrastare, ma da comprendere, perché spesso segnale di un disagio più ampio.

E qui entra in gioco anche il ruolo dell’informazione. Non si tratta di mettere in discussione opinioni, ma di ricordare che raccontare l’azione amministrativa senza un reale contraddittorio — e senza collegarla alle diverse priorità della città — rischia di offrire una visione parziale.
La cosa pubblica va osservata con attenzione e spirito critico, non semplicemente raccontata.

Nel frattempo restano aperte questioni che meriterebbero lo stesso spazio e lo stesso rigore, anche da parte della stampa, che invece appare alquanto allineata agli attuali amministratori della città di Arco:
– la vicenda dell’ex Argentina, fermata dopo anni di lavoro;
– la gestione di immobili e attività comunali senza una direzione chiara, come il bar del Casinò;
– cantieri avviati in momenti delicati, con ricadute su residenti e attività;
– criticità ancora irrisolte, come nel parco Arciducale;
– cambi di posizione su opere rilevanti, senza un vero confronto pubblico;
– rapporti sempre più tesi con associazioni e realtà del territorio;
– strumenti come il Sensor Civico che, nei fatti, non stanno dando le risposte attese.

Temi diversi, ma una domanda comune:
quali sono oggi le vere priorità?

La sensazione è che Arco abbia bisogno di ritrovare una direzione chiara, capace di tenere insieme ambiente, sociale, sicurezza e qualità della vita.

Non bastano gli annunci.
Non bastano singoli interventi.

Serve una visione. 🧭

14/04/2026

Trump attacca il Papa. Difendere Leone XIV è oggi un dovere non solo per i cattolici ma anche e soprattutto per i laici. Erano secoli che non si vedeva una così plateale aggressione verso il romano pontefice. Che è appunto “costruttore di ponti” a differenza di Trump, distruttore di relazioni e di civiltà. L’unico vantaggio: i Trump passano, i papi restano. Ma non c’è nessuno dei tanti italiani che sventolavano il cappellino Maga che trovi il coraggio di affermare: “l’attacco della Casa Bianca al Vaticano è semplicemente vergognoso”? Tajani è ancora a Cologno Monzese a rapporto in azienda o può dire qualcosa? Salvini potrà mai ritrovare la favella?

13/04/2026

📍 Mercoledì 15 aprile | Museo dell'aeronautica Gianni Caproni, Trento | ore 18.00

Incontro pubblico
RITORNO ALLA BELLEZZA!
RESATURI TESSILI DELLA COLLEZIONE CAPRONI

✅ Un viaggio dietro le quinte della conservazione museale guidato dalla restauratrice Katia Brida e introdotto da Federica Lavagna della Fondazione Museo storico del Trentino.
✅ Un incontro che permetterà di approfondire le tecniche utilizzate per preservare materiali particolarmente delicati e l’importanza di queste operazioni per la memoria collettiva.

13/04/2026
12/04/2026

🌳 ARCO E L’ARTE DELLA POTATURA… (SECONDO NEMO) 🌳

Continuano ad arrivarci segnalazioni da cittadini – e non solo. Questo conferma come Arco Fucina Comune sia diventata un importante punto di riferimento per la nostra comunità.

Questa volta ci viene chiesta una riflessione su questo olivo potato in modo quantomeno “creativo” rispetto alle nostre tradizioni. A ciò si aggiunge anche il parere di chi l’olivo lo lavora davvero da anni.

Un nostro segnalatore, infatti, ci scrive:
“Se questo tipo di potatura sponsorizzato prendesse piede, la produzione crollerebbe drasticamente.”

Non esattamente un dettaglio, considerando che si parla di olivicoltura, lavoro e integrazione al reddito costruita con sacrificio.

E qui torna il solito paradosso: grande spazio mediatico, grandi parole, corsi, teoria, esperti…
poi però, quando si passa alla pratica, il risultato lascia più di qualche dubbio. Anche perché non siamo in Toscana, dove la capacità di ripresa delle piante è sicuramente diversa.

Ricordiamo inoltre che le attuali amministratrici si indignarono solo pochi anni fa per un taglio privato di gran lunga più contenuto: un esempio ormai emblematico della totale mancanza di coerenza e, verrebbe da dire, anche di pudore.

Perché il vaso policonico non è uno slogan buono per tutti i comunicati: è una tecnica precisa, che richiede competenza e ragionamenti sulla sua applicazione.

Altrimenti il rischio è semplice:
non si pota l’olivo… si pota la produzione. 🌿 E poi in aggiunta si vietano anche le bruciature…tutto nel pieno controsenso.

E mentre qualcuno applaude, chi vive davvero di olivi inizia a preoccuparsi.

📸 In foto l’intervento segnalato. A voi le valutazioni.

10/04/2026
08/04/2026

Abbiamo letto con attenzione l’articolo uscito in questi giorni sull’ex Argentina / Calvario.

E non possiamo che dirlo chiaramente: siamo basiti.

Basiti per la leggerezza – per non dire sciatteria – con cui è stato cancellato un lavoro lungo, complesso e profondamente radicato nel confronto con il territorio, in particolare con gli abitanti del rione di Stranforio. Un percorso durato anni, fatto di approfondimenti tecnici, pareri legali del Comune, mediazioni difficili e ascolto della comunità. Certo, non tutti erano soddisfatti, ma si era arrivati a un risultato estremamente complesso e faticoso.

Chi oggi amministra la città, quindici anni fa, si è limitato a presentare un esposto, cavalcarlo politicamente e trarne anche benefici economici come parte civile. Resta una domanda legittima: come sono state utilizzate quelle risorse? Per la città, nel concreto, il risultato è stato pari a zero.

A quel punto è iniziato un lavoro serio e responsabile, che – lo ricordiamo – ha richiesto oltre cinque anni per arrivare a un equilibrio possibile tra interesse pubblico, diritti della proprietà ed esigenze dei residenti.

Eppure tutto questo è stato liquidato in una sola serata di Consiglio comunale, con il solito “no”.

Un “no” senza una visione alternativa chiara.
Un “no” che ignora il lavoro fatto.
Un “no” che, soprattutto, non ascolta la comunità.

Perché su quell’area non si è lavorato nei palazzi, ma insieme ai cittadini, cercando soluzioni concrete a problemi reali.

Oggi resta una domanda semplice ma fondamentale: e adesso cosa si intende fare?
Un nuovo esposto? Contro se stessi?

Perché amministrare non significa dire sempre e solo no.
Significa assumersi la responsabilità delle scelte.

Noi, come Fucina Comune, non possiamo accettare che anni di lavoro vengano buttati via così.

A breve auspichiamo un’interrogazione per chiedere chiarezza, responsabilità e, soprattutto, una prospettiva seria per il futuro dell’area.

La città merita risposte, non slogan.

Indirizzo

Piazza III Novembre
Arco
38062

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