Coordinamento Sinistre di Opposizione FVG

Coordinamento Sinistre di Opposizione FVG Il Coordinamento regionale delle sinistre d'opposizione intende avviare un percorso di impegno e di

07/04/2026

🇵🇸Tutta la nostra solidarietà a Rima Hassan🇵🇸
العوده حق واراده شعب

"Siamo l'unico popolo nella storia costretto a essere testimone del proprio genocidio, e poi a controllare ciò che diciamo per non ferire i sentimenti di chi lo ha compiuto."
La scrittrice palestinese Susan Abu El Hawa

Come palestinesi esprimiamo tutta la nostra solidarietà e affetto alla nostra sorella Rima Hassan, prima europarlamentare di origine palestinese.

Nella giornata di ieri Rima è stata sottoposta a stato di fermo per aver pubblicato le parole di Kozo Okamoto, un rivoluzionario giapponese che ha lottato con la Resistenza Palestinese:
"Ho dato la mia gioventù per la causa Palestinese. Fino a che ci sarà oppressione, la Resistenza non sarà solo un diritto, ma un dovere".
Oggi è stata rilasciata ma resta un atto gravissimo di repressione sulla linea adottata dai governi europei nel tentativo di criminalizzare la nostra lotta e le mobilitazioni che l'hanno sostenuta.

L'anno scorso è venuta a trovarci a Napoli al centro Handala Ali mentre si trovava in città prima della partenza della Freedom Flotilla.

In quell'occasione Rima ha preso come ricordo la nostra maglietta che poi orgogliosamente indossato durante il suo viaggio sulla Freedom. Anche Noi in qualche modo ci siamo così sentiti di accompagnarla.

È una maglietta con la scritta "il ritorno è nostro diritto ed è ciò che vogliamo" una frase che esprime ciò che lega ognun@ di noi palestinesi e ricorda a tutto il mondo la nostra storia e la nostra resistenza in ogni luogo del mondo.

Rima è figlia di due palestinesi esiliati da Akka.
Lei come tanti di noi in diaspora pur non vivendo in Palestina ha scelto di lottare per il ritorno nella nostra terra.
Con lei una generazione intera e simbolo del nostro sumud.

Rima è stata sottoposta a stato di fermo perché ha parlato del suo popolo e della sua Resistenza mentre a casa nostra da oltre 100 anni viene massacrato il nostro popolo, dopo più di 2 anni di genocidio a Gaza e, non ultima, l'approvazione di una legge, massima espressione della violenza sionista - la pena di morte per l@ nostr@ prigionier@.

La Francia, un paese con una storia di colonialismo secolare, non poteva fare diversamente che difendere chi ha la sua stessa politica.

Tutta la solidarietà e l'affetto a Rima per questo atto di repressione che racconta ciò che la nostra comunità subisce quotidianamente nel silenzio del mondo.

Continueremo a lottare unit@ per il ritorno nella nostra terra dal fiume al mare✌️🇵🇸

17/03/2026

Almeno 110 bambini libanesi sono stati uccisi in soli 13 giorni mentre gli attacchi israeliani continuano in tutto il Libano, secondo i funzionari sanitari e le fonti umanitarie.
Il rapido aumento delle vittime minori sottolinea il devastante pedaggio che i bombardamenti stanno assumendo sui civili, con case, quartieri e infrastrutture ripetutamente colpiti durante l'aggressione di Israele.
I gruppi di aiuto avvertono che il vero numero potrebbe essere ancora più alto, poiché le squadre di soccorso continuano a estrarre le vittime dalle macerie.

Mint Press News, 16 marzo 2026

07/03/2026

Comunicato dei Palestinesi in Italia contro la guerra in Iran.

Da oggi, ogni parola su democrazia, libertà o diritti umani pronunciata dagli Stati Uniti o dall’Europa è solo il rantolo di un Impero morente che cerca di nascondere il proprio volto di carnefice.

L’attacco congiunto statunitense e “israeliano” sferrato all’alba del 28 febbraio 2026 contro l’Iran è l’innesco di una guerra totale nella regione, un messaggio di ferro e fuoco all’intera umanità.

Mentre da settimane a Ginevra si tenevano negoziati tra Teheran e Washington, e proprio mentre l’Iran cercava un possibile, seppur fragile, percorso diplomatico, gli Stati Uniti insieme al loro braccio armato e figlio prediletto – “Israele” – e ai loro alleati decadenti in Europa, hanno scelto la via della distruzione.

Il nostro compito, dunque, è rompere questo ingranaggio. Boicottare l’economia di guerra, opporci al riarmo, denunciare il coinvolgimento diretto e indiretto nelle aggressioni imperialiste in Palestina, in Iran, nel mondo arabo e in tutta la regione.

Chiamiamo al boicottaggio attivo della guerra, delle armi, delle infrastrutture militari, dell’economia che si nutre del sangue dei popoli.

È il momento di dare una risposta decisiva alla guerra sistemica che l’Impero scatena per difendere i propri profitti e realizzare i propri sogni di dominio, vedendo in noi solo carne da macello per i suoi interessi politici ed economici.

GIÙ LE MANI DALL’IRAN
FERMIAMO LA GUERRA GLOBALE
FUORI L'ITALIA DALLA GUERRA
EMBARGO TOTALE CONTRO “ISRAELE”

05/03/2026

Il 5 marzo 1871 nasceva 𝐑𝐨𝐬𝐚 𝐋𝐮𝐱𝐞𝐦𝐛𝐮𝐫𝐠, rivoluzionaria, teorica del socialismo, pacifista convinta. Diede vita insieme al suo compagno Karl Liebknecht alla Lega Spartachista. Entrambi verranno assassinati il 15 gennaio 1919.



28/02/2026

La Rete della Kefia è il documentario indipendente è totalmente autoprodotto a cui stiamo lavorando con tanti e tante per raccontare la solidarietà con la Palestina che si è costruita all'interno del mondo del calcio.

Tra le voci che abbiamo voluto coinvolgere c'è anche quella di Ulivieri Renzo, presidente dell'Associazione Italiana Allenatori di Calcio ed ex allenatore tra le altre di Bologna e Napoli, uno dei pochi ad aver parlato chiaramente a favore del popolo palestinese.

📌 Nelle prossime settimane vorremmo poter coinvolgere anche altre figure del mondo del calcio internazionale nonché gli atleti e le atlete palestinesi con cui in questi anni abbiamo costruito una relazione. Per questo vi chiediamo di sostenerci con una piccola donazione che ci possa permettere di coprire le spese di spostamento e pernottamento all'estero...

📢 Se credi in questo progetto, fai una piccola donazione qui: https://sostieni.link/39824

12/02/2026

Questa mobilitazione dovrebbe stare a reti unificate per due motivi. Il primo, perché stiamo parlando di una delle più grandi mobilitazioni di portuali mai viste. Il secondo, perché tutto è partito dall'Italia grazie all'organizzazione da parte del sindacato USB.

Decine di migliaia di lavoratori portuali, cittadini e studenti si sono mobilitati per protestare contro il riarmo e le spedizioni di armamenti che continuano ad arrivare allo Stato terrorista di Israele dai porti europei.

Per avere il senso della misura, 21 porti europei e mediterranei hanno partecipato, tra cui porti importanti come quelli di Amburgo, Brema, Marsiglia, Bilbao, Pireo, Mersin, Genova, Livorno, Trieste, Ancona e Civitavecchia.

Oltre alla grande mobilitazione, sono state bloccate anche 4 navi cargo, di cui tre della compagnia israeliana Zim e una di MSC diretta in Israele. Questa è una mobilitazione enorme sia per numeri sia per importanza, perché dimostra che si può ancora fare squadra per una giusta causa, anche a livello internazionale.

Infatti per questo censurano tutto, perché hanno una paura matta che dal basso si possa insorgere. Pieno supporto a questa gente. Pienissimo!

Giuseppe Salamone

29/12/2025

Italia come Israele. Arresta i palestinesi, protegge i genocidi
Solidarietà con Mohammed Announ e i palestinesi arrestati

Il presidente dell’Associazione dei Palestinesi in Italia e dell’Associzione Benefica di Solidarietà con il Popolo Palestinese Mohammed Hannoun, è tra gli arrestati di una operazione condotta da polizia e guardia di finanza. Sono state eseguite misure cautelari nei confronti di nove indagati, destinatari tutti della custodia in carcere, e di tre associazioni.

Mohammad Hannoun viene accusato di essere membro del comparto estero di Hamas’ e ‘vertice della cellula italiana dell’organizzazione Hamas’ che viene definita come organizzazione terrorista mentre si tratta di un movimento politico della resistenza palestinese.

In particolare, gli arrestati vengono accusati di aver “contribuito alle attività delittuose dell’organizzazione terroristica, per un ammontare complessivo di circa sette milioni di euro”, con “operazioni di triangolazione” attraverso bonifici bancari o con altre modalità attraverso associazioni con sede all’estero, in favore di associazioni con sede a Gaza “dichiarate illegali dallo Stato di Israele, perché appartenenti, controllate o comunque collegate ad Hamas” o “direttamente a favore di esponenti di Hamas, in particolare, ad Osama Alisawi, già Ministro del governo di fatto di Hamas a Gaza, che in varie circostanze sollecitava tale supporto finanziario”.

Hannoun e gli altri sono accusati di aver finanziato Hamas per sette milioni di euro attraverso associazioni. I provvedimenti cautelari sono stati emessi nell’ambito una indagine coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo sulla base di documenti inviati dallo stato di Israele.

Come si vede, gli eventuali finanziamenti – a nostro avviso pienamente legittimi – sarebbero andati a istituzioni pubbliche di Gaza ovviamente gestite dal governo locale su quel territorio. Non solo. Come è spiegato nella stessa ordinanza, quelle istituzioni gestite da Hamas che è espressione di quel governo a Gaza, vengono considerate illegali da Israele ma non dalle Nazioni Unite o da altro organismo internazionale legittimato. Non si capisce, se non per aperta complicità, perché l’Italia dovrebbe accettare i criteri politici e giudiziari di Israele, ovvero di uno stato genocida.

Sono fin troppo evidenti le pressioni del governo, dei giornali di destra e di quelli filo-israeliani che da anni hanno nel mirino Mohammed Hannoun. Un’accanimento particolare si era rivelato in questi ultimi due anni da parte del giornale della destra Il Tempo, ma è da anni che i gruppi sionisti e i loro terminali nelle redazioni e nelle istituzioni stavano cercando – e montando – l’occasione per colpire Mohammed Hannoun e le associazioni dei palestinesi presenti in Italia.

In questo caso l’azione della magistratura – diversamente che in molti altri – ha ottenuto il consenso del governo a partire dalla Meloni e di tutti gli esponenti della destra anche se con qualche distinguo. Una conferma in più della complicità del governo italiano con la politica genocida israeliana contro la quale nulla è stato fatto in questi due anni.

Che l’operazione della magistratura genovese si presti a molte strumentalizzazioni politiche è emerso anche dal comunicato stesso della Procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo Melillo e dal Procuratore di Genova Piacente, quando hanno inteso chiarire che per i crimini israeliani “si attende il giudizio da parte della Corte Penale Internazionale, da rendersi in conformità allo Statuto di Roma, ratificato da 125 Stati Membri, fra i quali, in un ruolo di impulso e sostegno, l’Italia”.

Ed è su questo passaggio che il plauso del governo si è immediatamente trasformato in anatema facendo dare fiato al solito senatore Gasparri: “È incredibile che il Procuratore nazionale antimafia, Melillo, con altro sodale ligure, si abbandoni a giudizi politici su Israele e il Medio Oriente, prendendo a pretesto la screditata corte penale internazionale” ha dichiarato il capogruppo al Senato di Forza Italia. Insomma va tutto bene se si sbattono in carcere i palestinesi ma guai a toccare Israele, anche in presenza di un procedimento internazionale in tal senso.

Una prima immediata risposta di piazza all’arresto di Hannoun e di altri 8 attivisti palestinesi c’è stata ieri sera a Milano con un presidio diventato corteo fino in piazza Duomo.

Il governo sta apertamente giocando la carta della repressione e della criminalizzazione dei palestinesi in Italia del movimento di solidarietà alla Palestina per continuare ad obbedire servilmente agli interessi di Israele, cercando di tamponare l’oceanica opposizione alle complicità col sionismo e alle politiche di guerra manifestatasi con gli scioperi e le mobilitazioni autunnali e capace poi di generalizzarsi con la due giorni contro il governo e la sua finanziaria di guerra del 28 e 29 novembre.

La complicità strutturale con Israele rappresenta per l’Occidente imperialista un punto di tenuta nella strategia complessiva di riarmo e guerra messa in campo in tutti i quadranti del mondo.

I comunicati di solidarietà con Mohammed Hannoun sono leggibili su Contropiano.org

22/12/2025

COMUNICATO STAMPA

API: “Complicità del governo italiano nel genocidio a Gaza. Inaccettabile la visita di Mahmoud Abbas ad Atreju”

Roma, 17/12/2025

Dopo oltre due anni di genocidio israeliano contro la Striscia di Gaza, il mondo assiste a una delle più gravi tragedie umanitarie del nostro tempo. Bombardamenti incessanti e distruzione sistematica hanno colpito una popolazione civile inerme: oltre 200.000 tonnellate di esplosivo sono state scaricate su Gaza, provocando decine di migliaia di morti, feriti e mutilati, tra cui migliaia di bambini.

A questa violenza si è aggiunto il silenzio — quando non la complicità — dell’Autorità Nazionale Palestinese, che ha represso le manifestazioni di solidarietà alla popolazione di Gaza in Cisgiordania, arrivando a perseguitare prese di posizione politiche e persino espressioni di solidarietà sui social network.

In questo quadro, il governo italiano guidato da Giorgia Meloni ha assunto una posizione politica chiara: un sostegno pieno al governo israeliano di Benjamin Netanyahu. L’Italia ha votato più volte alle Nazioni Unite contro le risoluzioni per il cessate il fuoco e, negli stessi anni, è diventata il terzo Paese fornitore di armi a Israele. Armamenti autorizzati dal governo italiano e utilizzati contro la popolazione di Gaza, rendendo l’Italia corresponsabile di un genocidio che ha colpito circa il 12% della popolazione della Striscia tra morti e feriti.

Di fronte a questa situazione, la mobilitazione popolare in Italia non si è mai arrestata. Sindacati, movimenti studenteschi, associazioni e ampi settori della società civile continuano a scendere in piazza per chiedere il cessate il fuoco immediato, la fine dell’occupazione e lo stop alla complicità italiana.

In questo contesto si inserisce la visita del presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese, Mahmoud Abbas (Abu Mazen), accolto ad Atreju, il festival di Fratelli d’Italia, e ricevuto dalla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Una visita che rappresenta un grave schiaffo politico e morale al movimento di solidarietà con la Palestina e che legittima una leadership palestinese che da anni impedisce elezioni democratiche per l’OLP, il Parlamento e le amministrazioni locali.

L’Associazione dei Palestinesi in Italia ribadisce che non può esserci pace senza giustizia, né dialogo credibile senza la fine dell’occupazione, del genocidio e di ogni forma di complicità politica, militare ed economica. A rappresentare il popolo palestinese può essere solo chi è legittimato da un mandato democratico e chi difende i diritti inalienabili del popolo palestinese, a partire dal diritto al ritorno.

Mentre il governo Netanyahu, con il sostegno del governo Meloni, continua la confisca dei territori palestinesi, l’espansione dei checkpoint e l’attacco sistematico alla popolazione civile, l’API continuerà a mobilitarsi nelle piazze e in ogni spazio pubblico al fianco del popolo palestinese, fino alla fine dell’oppressione e al pieno riconoscimento dei suoi diritti.

Associazione dei Palestinesi in Italia (API)

19/12/2025

Prepariamo l'accoglienza all'arrivo della fiaccola olimpica

15/12/2025

🌹La notte tra il 15 e il 16 dicembre 1969, l’anarchico e partigiano Giuseppe, Pino, 𝐏𝐢𝐧𝐞𝐥𝐥𝐢, "cade”, dal quarto piano della questura di Milano. È la diciottesima vittima della strage di piazza Fontana.

Furono giorni terribili in cui la nostra giovane democrazia traballò.

"...𝐪𝐮𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐧𝐨𝐭𝐭𝐞 𝐜𝐚𝐝𝐞𝐦𝐦𝐨 𝐮𝐧 𝐩𝐨' 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐢."



22/11/2025

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Friuli Venezia Giulia
Aquileja

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