18/09/2026
Oggi pomeriggio é nato uno scambio d' idee costruttivo
Ogni ambiente ha le sue regole, anche quando non sono scritte.
A scuola, al lavoro, in un luogo pubblico, con gli amici o durante una cerimonia, non siamo sempre nello stesso contesto. Per questo imparare a scegliere le parole, il tono, il comportamento e anche l’abbigliamento più adatto non significa essere falsi o rinunciare alla propria personalità.
Significa avere una cosa molto importante: consapevolezza.
Posso essere me stesso e, nello stesso tempo, rispettare il luogo in cui mi trovo e le persone che ho davanti.
Il linguaggio, per esempio, può costruire oppure ferire.
Una parola gentile non ci rende deboli.
Saper dire “per favore”, “grazie”, “scusa” non ci rende meno forti.
Saper ascoltare non significa essere inferiori.
E anche il modo di vestirsi comunica qualcosa. Non esiste un abbigliamento che renda una persona migliore di un'altra, ma esistono occasioni e contesti nei quali è importante imparare a scegliere ciò che è più appropriato.
Il rispetto parte da noi.
Viviamo in una società nella quale spesso vediamo prepotenza, violenza, persone che cercano di imporsi sugli altri e, in alcuni territori, anche la presenza delle mafie e della criminalità organizzata.
Ma questo non significa che la prepotenza sia più forte della cultura.
La cultura insegna a pensare.
La gentilezza insegna a considerare l'altro.
La conoscenza ci rende più liberi.
La cura ci insegna a prenderci responsabilità.
Il rispetto ci permette di vivere insieme.
Non dobbiamo aspettare che sia qualcun altro a cambiare l'ambiente.
Possiamo iniziare da noi.
Dal modo in cui entriamo in una stanza.
Da come salutiamo.
Da come parliamo a chi abbiamo davanti.
Da come trattiamo chi è più fragile.
Da come ci prendiamo cura degli spazi che condividiamo.
Da come reagiamo quando qualcuno ci provoca.
Perché un ambiente non è fatto soltanto di muri, banchi e regole.
Un ambiente siamo noi.
E ogni giorno possiamo scegliere che ambiente costruire.
Possiamo scegliere la prepotenza oppure il rispetto.
L'indifferenza oppure la cura.
L'insulto oppure la parola.
L'ignoranza oppure la conoscenza.
Essere educati non significa essere deboli.
È una forma di forza.
E forse la vera rivoluzione comincia proprio da qui:
imparare a stare nel mondo senza permettere al mondo di portarci via ciò che siamo.
Lucarini Eleonora tutor dell' apprendimento