09/03/2019
IL NOSTRO RICORDO DI FELICE CATANEO
Felice Cataneo nasce ad Apricena il 01/02/1943, da una famiglia, come lui stesso la definisce, della “piccola borghesia apricenese”: il padre Michele Cataneo commerciante, la madre Grazia Matera casalinga.
Ultimo di quattro fratelli , appartenente alla “generazione del dopoguerra”, nel suo libro di memorie Felice descrive descrive la sua infanzia e la connota con alcune frasi quali: “non avevamo sogni da fare, non avevamo per fortuna la televisione … vivevamo in un mondo dove se faceva freddo… faceva freddo, dove mancavano i servizi igienici e dove non si desiderava la nutella perche la nutella non c’era”.
Frequentò la scuola materna dalle suore, avendo come maestra un’altera suora di origini nordiche, “Suor Carlotta”, per poi proseguire le elementari presso l’edificio Torelli (unico edificio scolastico dell’Apricena di allora), avendo come insegnante il Maestro Arturo Ruggiero, “un bravo maestro burbero e severo” che dopo un pò di anni sarebbe diventato suo suocero.
I primi due anni di scuola media in locali di fortuna per poi inaugurare, al terzo anno, l’allora plesso del Fioritti (attuale Rodari) dove si diplomò nel 1958.
Furono gli anni in cui sviluppò una delle sue grandi passioni: il calcio . Racconta Felice come “a 15 anni ad Ischitella”, paese d’origine del padre e dove passava le vacanze estive, “mi aspettavano, come calciatore, ero ritenuto una specie di Messi e una volta segnai due gol in una amichevole col Sannicandro e fui portato in trionfo fino alla piazza del paese”. Giocò naturalmente nell’Apricena, dove lo fece esordire il Maestro Martucci, giocò anche nel Lucera e nell’Ortanova ed ebbe un’esperienza significativa nella squadra di Urbino sede dei suoi studi universitari.
Scuole superiori al ”Giannone” di Foggia e solo l’ultimo anno nel nascente ITC di San Severo, dove si diplomò ragioniere nel 1963.
Dopo una breve esperienza di lavoro presso la Silem dei F.lli Dell’Erba e una prima iscrizione nell’università di Bari alla facoltà di Economia e Commercio, si decise ad intraprendere quello che era il suo sogno nel cassetto: “diplomarsi all’ ISEF e diventare insegnante di educazione fisica”. Obiettivo che raggiunse qualche anno dopo all’Università di Urbino, città ed esperienza che Felice definisce “meravigliosa”.
Dopo alcuni anni di gavetta professionale trascorsa al nord tra Ordezo (TV), Milano e Pordenone, il rientro ad Apricena, avendo intanto maturato quella sensibilità politica che poi segnò tutta la sua vita futura.
Nel 1973 l’iscrizione al PCI e poi nel 1975 la candidatura alle elezioni comunali di quell’anno e la successiva, inattesa elezione (all’epoca da parte del Consiglio Comunale) a Sindaco, carica che ricoprì, senza soluzione di continuità, fino al 1985.
E’ stato un decennio di grande e mai più ripetuto sviluppo per la nostra città, e l’Amministrazione di Felice Cataneo si è distinta per l’enorme mole di investimenti pubblici che ha veramente cambiato il volto e la sostanza di Apricena.
Di quella esperienza va sinteticamente e semplicemente ricordato, per onor di Storia, che la gran parte di quello che abbiamo oggi nella nostra città, in termini di strutture ed infrastrutture pubbliche e di una consistente parte di quelle private, fu realizzato in quei dieci anni. Si pensi solo alla 167 più di mille alloggi realizzati e venduti a condizioni favolose per l’epoca e di cui tutte le famiglie apricenesi hanno potuto avvantaggiarsi. Risultati eccezionali resi possibili grazie all’impegno del Sindaco Cataneo e, come lo stesso Felice non perdeva mai occasione di ricordare, al lavoro, alla rettitudine, al sacrificio di una generazione di amministratori, magari non finemente istruiti, ma generosi e votati a perseguire solo il bene della nostra comunità.
Finita l’esperienza politico amministrativa, Felice ha continuato, senza mai abbandonare la passione politica che nutriva verso il partito, a impegnare la sua vita nel volontariato, sia attraverso il modo in cui conduceva l’attività di scuola calcio, sia, ad esempio, per aver creato e gestito per molti anni, presso la scuola media, il servizio di distribuzione di libri gratuiti.
La sua immatura perdita rappresenta una “mancanza” di cui tutti noi, amici e compagni di partito che abbiamo avuto l’onore di conoscerlo e frequentarlo, non smetteremo mai di sentire.
GRAZIE FELICE!