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Non è un traguardo, è un punto di partenza.La norma era ferma da gennaio 2025, quindici mesi, bloccata da pareri ministe...
18/04/2026

Non è un traguardo, è un punto di partenza.
La norma era ferma da gennaio 2025, quindici mesi, bloccata da pareri ministeriali legati al PNRR.

Nel frattempo altre Regioni, comprese quelle ordinarie, hanno già legiferato.
Noi eravamo fermi.
La Valle d'Aosta, Regione autonoma con uno Statuto speciale che dovrebbe garantirci più libertà, non meno, si trovava paradossalmente con le mani legate rispetto a Regioni che autonomia speciale non ce l'hanno.

Adesso il testo va al Consiglio dei Ministri per il decreto definitivo. Poi la Regione avrà circa un anno per scrivere la legge attuativa.
Il tempo stringe perché al 2029 scadono 29 concessioni su 32 gestite da CVA. Quei rinnovi valgono circa 200 milioni di euro l'anno, una fetta enorme del bilancio regionale.
Se arriviamo impreparati, rischiamo di perdere il controllo su risorse che sono nostre, dell'acqua che scorre nelle nostre montagne.

Lo sblocco di Tajani è un passo concreto e va riconosciuto.
Apprezzo che il Governo abbia ascoltato le sollecitazioni del Presidente Testolin.
Quello che chiedo, da cittadino valdostano prima ancora che da rappresentante di Italia Viva, è che da qui si vada veloci.

L'accordo tra Union Valdôtaine e Forza Italia del novembre 2025 doveva accelerare proprio questi dossier. Invece, dopo cinque mesi, ritardi cronici, mozioni respinte e un centrodestra diviso hanno tenuto tutto fermo. La Valle ne paga il prezzo.

Niente più pareri che si accumulano, niente più Paritetiche con verbali inaccessibili.

La Valle d'Aosta ha risorse energetiche tra le più preziose d'Italia.
Governarle è un diritto che ci siamo guadagnati con lo Statuto speciale.
Ora bisogna dimostrare di saperlo esercitare davvero.
Alessio De Moro

Sblocco definitivo della norma di attuazione sulle grandi derivazioni idroelettriche: ad annunciarlo è stato il ministro Antonio Tajani in un videomessaggio inviato al congresso di Forza Italia Valle d'Aosta. (ANSA)

17/04/2026
Eravamo presenti anche noi di Aosta! Se qualcuno ha domande in merito non esiti a contattarci!!
17/04/2026

Eravamo presenti anche noi di Aosta! Se qualcuno ha domande in merito non esiti a contattarci!!

16/04/2026

Oggi Giorgia Meloni incontrerà il presidente dell'Ucraina, Zelensky. Ci auguriamo (e ci mancherebbe pure) che riconfermi la solidarietà e l'aiuto concreto nei confronti di un paese offeso e martoriato, che sta resistendo eroicamente alla prima guerra di invasione europea dalla seconda guerra mondiale.
Però nel colloquio, la nostra premier potrebbe chiarire alcune cose che non tornano. Ad esempio, perchè si è schierata insieme con il suo amico Orban contro l'uso degli asset russi per il pagamento dei danni di guerra in Ucraina, facendo ripiegare l'Europa sul prestito da 90 miliardi che ora parti della sua maggioranza contestano. O ancora, perchè l'Italia ha riaperto la collaborazione giudiziaria con la Russia (come se fosse un paese ordinario), col ministro Nordio che avalla tutto. Oppure ancora perchè si è taciuto sul fatto che alle paralimpiadi tenutesi nel nostro Paese si è bellamente riaperto alla partecipazione degli atleti russi, provenienti da quel paese che ha reso mutilati soldati e civili ucraini. E infine, potrebbe spiegare a Zelensky perchè il padiglione d'arte della Biennale di Venezia, retta da uno dei campioni della cultura di destra del nostro Paese e piazzato lì dal governo italiano, deve aprirsi al regime di Mosca -avallandone la sua strategia di propaganda in occidente in funzione della guerra ibrida- in nome di un peloso e tartufesco appello alla presunta libertà di espressione che a Mosca semplicemente non esiste.
Per non parlare delle costanti richieste della Lega e del vicepremier Salvini di riprendere l'acquisto del gas russo, che significa nei fatti alimentare la macchina bellica di Putin.
Ecco, se vuole davvero essere solidale con gli Ucraini, magari la premier faccia ordine in casa. Nella casa della destra italiana.

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Aosta
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