04/06/2026
La SAV ha detto no. La chiusura dell’11 giugno è confermata.
Non è una sorpresa. Il 22 maggio scorso, quando la maggioranza presentava la sua risoluzione last minute chiedendo alternative tecniche, avevamo scritto una cosa precisa: se le alternative esistessero, sarebbe stata la stessa SAV a proporle.
Ieri l’assemblea dei soci ha confermato esattamente questo. La chiusura totale è l’unica soluzione tecnicamente praticabile. I lavori iniziano tra sette giorni.
Il Presidente Testolin è andato in assemblea con un mandato preciso: annullare l’appalto in house e aprire al mercato per trovare aziende capaci di tenere le gallerie almeno parzialmente aperte. L’assemblea ha risposto che la questione esulava dalle proprie competenze decisionali.
Risultato: un’ora di riunione, nessuna alternativa, e un Presidente che esce dal palazzo della concessionaria a Châtillon con un sorriso tirato.
Adesso basta assemblee. Basta cercare alternative che non esistono. Servono risposte concrete su quello che succederà dall’11 giugno in poi:
Chi coordina la viabilità alternativa con i Comuni? Quali obblighi di mitigazione sono previsti nel contratto di concessione? Chi gestisce i 370 giorni accanto ai sindaci, alle imprese, ai residenti?
Il Consiglio straordinario del 9 giugno deve rispondere a queste domande. Non convocare un’altra riunione.
Partito Democratico Valle d'Aosta