05/09/2026
🔴 GALLERIA DI SAINT-OYEN, SPELGATTI E BOLDI: «UN’OPERA ATTESA DA DECENNI ORA È REALTÀ».
«L’abbattimento del diaframma della galleria naturale di Saint-Oyen è la dimostrazione che quando c’è la volontà politica le opere si fanno. Per anni i valdostani si sono sentiti raccontare che la variante di Etroubles–Saint-Oyen era un cantiere impossibile: oggi lo scavo è concluso e l’apertura al traffico è fissata entro il 2027. È un risultato che appartiene a questo territorio, ma che porta la firma di un Governo che ha scelto di sbloccare le infrastrutture ferme da decenni». Lo dichiara la senatrice Nicoletta Spelgatti, commentando la conclusione dello scavo della galleria principale della variante alla statale 27 del Gran San Bernardo.
«Parliamo di quasi 4 chilometri di galleria all’interno di un tracciato di 4,4 chilometri, a pochi passi dal confine con la Svizzera — prosegue Spelgatti —. Significa togliere il traffico pesante dagli abitati di Etroubles e Saint-Oyen, mettere in sicurezza una strada oggi stretta e tortuosa e rendere finalmente competitivo il collegamento internazionale con il Vallese. Un ringraziamento sentito va al vicepresidente e ministro Matteo Salvini e al viceministro Edoardo Rixi, che hanno seguito con attenzione costante questo dossier, e alle maestranze e ai tecnici di Anas che ogni giorno lavorano in cantiere».
Sulla stessa linea il segretario regionale della Lega Vallée d’Aoste, Marialice Boldi: «Questo è ciò che significa avere la Lega al Governo: risorse, cronoprogrammi rispettati e risposte concrete alla Valle d’Aosta. Mentre qualcuno si limita a rivendicare interlocuzioni, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti guidato da Matteo Salvini ha riportato la variante di Etroubles–Saint-Oyen sulla strada della realizzazione, e il viceministro Rixi ne ha seguito passo dopo passo l’avanzamento».
«Il completamento delle opere civili è previsto entro quest’anno, poi si passerà agli impianti di ventilazione, illuminazione, antincendio e videosorveglianza — conclude Boldi —. Continueremo a vigilare perché ogni scadenza venga rispettata e perché la Valle d’Aosta ottenga le stesse attenzioni anche sugli altri nodi infrastrutturali ancora aperti. Le infrastrutture non si annunciano: si fanno».